Marin Cilic, le labili speranze di un bis a New York

Marin Cilic, le labili speranze di un bis a New York

Ad un anno di distanza dal suo trionfo inaspettato a Flushing Meadows, Marin Cilic mette il titolo in palio da lunedì. Annata particolare la sua, nel 2015 non ha brillato anche a causa di un infortunio.

L’anno passato dopo aver sconfitto in cinque set al quarto turno (5-7, 7-6, 6-4, 3-6, 6-3) Gilles Simon, Marin Cilic non ha più perso un set fino alla fine del torneo. La tds n. 14 ha spazzato via in successione Tomas Beredych, Roger Federer e Kei Nishikori, diventando uno fra i campioni più inattesi degli US Open.
Fino a quel momento il 26enne di Medjugorje si era spinto fino alla conquista di alcuni ATP 250, e mai avrebbe immaginato che dopo Wawrinka sarebbe diventato il secondo giocatore dell’anno in grado di privare i “Big Four” di un Major. All’indomani delle due meravigliose settimane statunitensi Marin conquista anche Mosca, ma si deve arrendere alla sua capricciosa spalla destra e agli avversari (Djokovic, Wawrinka e Beredych) nelle Finals di Londra, dove subisce tre secche sconfitte.

Scelta all’apparenza redditizia quella di partecipare alla prima edizione dell’IPTL, dove non salterà neanche un incontro. Inizialmente il croato non era visto di buon occhio dagli organizzatori, però lo status di campione degli US Open gli permette di rilevare il posto dell’’infortunato Richard Gasquet.

“Sono stato avvertito dai medici di fare più attenzione possibile, in modo tale da evitare problemi più gravi,” dichiarazione del 10 gennaio scorso con la quale ci ha messo a conoscenza della sua assenza all’Australian Open e Bribane. La spalla gli provocava ancora dolore e la parentesi nella rassegna “exhibition” non lo ha di certo agevolato. Il debutto stagionale per ritrovare continuità giunge a marzo ad Indian Wells. “Mi fa ancora male, a stento sono riuscito a servire,” commentava in seguito alla sconfitta in due set con Monaco.

US Open 2014 Cilic Trophy
Si ripresenta dopo un mese a Montecarlo, dove vince la prima partita. Cilic si arriva a New York con solo due semifinali all’attivo (Stoccarda e Washington) e 31 incontri disputati, il numero più basso dal 2007 (27). Addirittura due anni fa, quando risultò positivo alla nikethamide (stop di 4 mesi), riuscì a giocare più partite (38).
Quattro sconfitte quest’anno con i Top-ten (due con Djokovic, una a testa con Nishikori e Ferrer). E’ riuscito a strappare un set al giapponese nella finale del Citi Open, nonostante ciò dal 2007 ha spesso dimostrato di valere la Top-ten all’interno di un’intera stagione.

Secondo croato a vincere uno Slam dopo Goran Ivanisevic (Wimbledon 2001), il suo allenatore ha assicurato che sta ritrovando la condizione ottimale. “Negli ultimi due mesi sento che il mio corpo sta reagendo bene. Sono abbastanza fiducioso del mio gioco,” ha dichiarato il diretto interessato sul sito ufficiale del Major statunitense. Dopo Washington si è dovuto inchinare a Tomic (Montreal) e a Gasquet (Cincinnati).

Il ritorno a New York è fonte di ispirazione e fiducia, evaporate nel corso dei mesi passati. “Essere qui mi fa sorridere. Questo posto mi ricorda i momenti più belli della mia vita. ” I cronisti gli chiedono come ha reagito al successo dentro e fuori dal campo. “Ho ancora lo stesso atteggiamento positivo e la stessa determinazione. Questa è la base della mia sicurezza e del mio gioco. ”

Cilic si prepara a difendere il 56,6% (2000 su 3550) dei suoi punti. Al debutto l’attende un qualificato, probabile terzo turno con Dimitrov, prima del faccia a faccia con Nishikori.

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