Miami 2016: incidente o cambio generazionale?

Miami 2016: incidente o cambio generazionale?

L’edizione 2016 del Master 1000 di Miami ha sapore ‘decaffeinato’: un’ecatombe di teste di serie e di ritiri. E’ un incidente di percorso, o invece è la spia di un cambiamento più profondo?

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Era dal 2005, e sempre a Miami, che un Master 1000 non doveva fare i conti con una tale ecatombe di teste di serie prima degli ottavi di finale.

Tra gli uomini il forfait di Federer, il ritiro di Nadal, la sconfitta di Murray per mano di Dimitrov e quella di Wawrinka per mano di un ottimo Kuznetsov. Nel torneo di Miami del 2005 furono invece estromessi Coria, Roddick, Moya e Safin.

Il fenomeno di oggi potrebbe essere la spia di un altro significato, anche perché aggravato dall’uscita di Serena Williams e della Radwanska.

Viene lecito chiedersi se questa ‘decaffeinata’ edizione sia un incidente di percorso, oppure se sia la cartina tornasole di un cambio generazionale.

L’ultimo torneo Master 1000 nel quale caddero tutti i Fab Four prima dei quarti risale invece a Parigi 2012. Solo Djokovic è rimasto sul terreno per smentire tale possibilità.

 

Durante la settimana non abbiamo assistito solamente a sconfitte cocenti, ma anche a copiosi ritiri, e ad un Federer neppure presentatosi, causa virus intestinale. Annoverati tra i ritiri quelli di Dodig, Ram, Nadal, Bellucci, Stakhovsky, Bedene, e tra le donne Bencic, Jankovic, Bertens. Non solo: durante alcune partite sono stai molti gli interventi del personale medico, dovuti alla fortissima umidità.

Naturalmente questo è il tappeto ideale per le sorprese: Zeballos, Pouille, Dzumhur, Kuznetsov, Dimitrov. Da segnalare la deludente prestazione di Murray – 50 errori gratuiti – nobilitata dall’ottima prova di carattere di Dimitrov. Ad incuriosire è però la partita anemica di Wawrinka, che esce contro Kuznestov. Lo svizzero sembra aver giocato senza desiderio né tensione, come se il campo non fosse il posto in cui voleva essere.

 

Per quanto concerne la WTA, Serena –è vero – aveva già ammesso di non essere al top della condizione, e la sconfitta contro una sempreverde Kuznetsova  conferma quanto detto. Ma la Radwasnka stupisce tanto quanto la Williams: la polacca ha perso in due set contro Bacsinszky, che ha già dimostrato di poter esprimere buoni exploit, e che ha dimostrato a Miami anche una grande intelligenza tattica. Poi c’è la Muguruza, forse l’esclusa meno sorprendente, perché eliminata dalla Azarenka, che pare essere la giocatrice attualmente più in forma. Vedremo se Vika continuerà la sua ascesa superando un ostacolo duro come la Konta.

Grande smacco per il Master 1000 di Miami, frustrato nel tentativo di raggiungere un numero di spettatori simile a quello di Indian Wells.

La domanda rimane: incidente o cambio generazionale? Come sempre la risposta è forse nel mezzo, e come sempre, qualsiasi cambiamento sostanziale nelle dinamiche di un fenomeno, è indistinguibile da alcune casualità. Certo, non ci stupiremmo se, questo cambio generazionale, si emancipasse e si cristallizzasse strutturalmente proprio a partire da questo Miami 2016 che, volenti o nolenti, è stato un appuntamento ‘decaffeinato’.

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