Novak Djokovic e la stagione sul rosso: il momento della verità

Novak Djokovic e la stagione sul rosso: il momento della verità

E’ cominciato come meglio non poteva il 2016 di Novak Djokovic, dominatore indiscusso della prima parte di stagione. Con i successi in Australia, a Indian Wells e a Miami, il numero 1 del mondo ha consolidato la propria leadership, allargando ulteriormente il divario tra sé e i propri inseguitori. La vera sfida, però, arriva proprio adesso, con la stagione sulla terra battuta: tra incognite e una grande tensione, Nole cercherà di mettere finalmente le proprie mani sul trofeo del Roland Garros. E’ arrivato il momento della verità.

Come ogni stagione da qualche anno a questa parte, con l’avvento del mese di Aprile comincia anche, tra gli appassionati, il solito ritornello: “Riuscirà Novak Djokovic a trionfare, finalmente, al Roland Garros?“. La domanda è legittima e, anzi, guardando ai risultati di questa prima parte di 2016, sembrerebbe quasi retorica. La superiorità dimostrata, la semplicità con cui ha vinto i primi tre tornei importanti nonostante un livello per lui più basso del solito, e un parco avversari non esattamente esaltante, lascerebbero intendere, senza dubbio alcuno, che la marcia trionfale verso la Torre Eiffel sarà una mera formalità per Nole.

Eppure, come ci dice la storia, il campione di Belgrado non è ancora riuscito a mettere le mani sulla Coppa dei Moschettieri. Tra sconfitte più o meno prevedibili, come quelle contro il re del rosso Rafael Nadal, e altre assolutamente non pronosticabili, come quella dello scorso anno contro un impressionante Wawrinka, la terra di Parigi non ha mai sorriso a Djokovic, che apparentemente avrebbe tutte le carte in regola per travolgere la concorrenza anche su questa superficie, come ha già fatto in altri eventi.

 

Con quattro vittorie a Roma, una Madrid e due a Monte Carlo, infatti, Novak non sarà magari il miglior terraiolo di sempre, ma si classifica agevolmente tra i migliori della storia, e probabilmente il secondo migliore della sua generazione: se è vero che Roger Federer ha vinto lo Slam parigino, a differenza sua, è evidente anche che lo stile del serbo è più adatto al rosso di quanto non lo sia quello dell’elvetico. Ma nonostante tutto, dopo i successi contro grandi avversari nei Master 1000 e stagioni dominate in lungo e in largo, Novak Djokovic non ha ancora messo in bacheca il trofeo del Roland Garros, e questo, per un campione tale, è una mancanza che deve essere colmata.

Djoko RG

Per quanto, giustamente, il primo tennista al mondo abbia più volte dichiarato di non concentrarsi solo su questo torneo (“Tutti i tornei sono importanti per me, eccetera eccetera), e per quanto i suoi tifosi non lo vogliano ammettere, la vera sfida per Nole è questa. Arriva un momento per i grandi sportivi in cui si inizia a giocare non più solo contro i propri avversari, ma anche contro il tempo e contro la storia: questo momento è arrivato anche per Djokovic. Dopo tante occasioni fallite (inutile negarlo) anche in occasioni palesemente a lui favorevoli, come il 2011 o il 2015, la stagione sul rosso europeo del 2016 sarà il momento della verità per Novak. Lo sport è imprevedibile, e anche se del doman non v’è certezza, questa sarà molto probabilmente una delle ultime possibilità che “Djoker” avrà di arrivare agli eventi sulla terra con una superiorità così schiacciante sui rivali. Troppi treni sono passati, ed è ora, per lui, di fare l’ultimo passo e di conquistare finalmente questo agognato Roland Garros.

Sono tante le incognite che lo accompagneranno nel suo cammino. Innanzitutto, una condizione fisica, nonostante le vittorie, apparentemente non al meglio. Con i trionfi agli Australian Open, ad Indian Wells e a Miami. Djokovic ha sicuramente dimostrato di essere tre spanne sopra agli avversari, che intanto annaspano tra polemiche sessiste, infortuni o altro, ma non ha messo in mostra il livello di gioco della scorsa stagione, né tanto meno dei suoi match migliori in carriera. E guardando alle passate edizioni dell’Open di Francia, in cui il serbo è arrivato alla finale per un motivo o per l’altro non al meglio, il dubbio che ciò possa ripetersi è incombente.

E infatti un aspetto fondamentale verso il successo è la programmazione, decisiva in questo senso. E le scelte di Nole, almeno personalmente, lasciano non poco perplessi: dal suo sito ufficiale il numero 1 ha annunciato di voler prendere parte a tutti e tre i master 1000 sul rosso, incluso Madrid, che saltava da due anni. Sorvolando sulla bruttissima figura che il pubblico di Madrid ha fatto nel 2013, che già di per sé sarebbe un ottimo motivo per non tornare in Spagna: viene da chiedersi: dopo avere giocato anche in Coppa Davis, e dopo le poco brillanti prestazioni dei primi mesi, ha senso caricare così tanto il proprio programma, in una stagione che tra l’altro è Olimpica?

E infine la solita, ridondante pressione. Negli ultimi anni, non sempre “Djoker” ha dimostrato di riuscire a reggere il peso di questa sfida, cadendo succube dei propri demoni, prima ancora che degli avversari. Riuscirà, questa volta, a vincere i propri timori, e magari a sfruttare l’imbarazzante superiorità sulla concorrenza per sfatare il tabù?

Novak Roma

Insomma, oltre alla solita, inevitabile imprevedibilità del tennis (chiedere a Wawrinka), ci sono alcuni elementi che lasciano qualche dubbio sulle possibilità del serbo di vincere a Parigi. Probabilmente, solo lui sa di cosa davvero ha bisogno, e la pochezza degli attuali avversari lo aiuta non poco. La speranza, per Djokovic e per i suoi tifosi, è che questa volta le cose vadano per il meglio, e che Nole non si rovini la festa da solo, prima ancora che farsela rovinare dai rivali.

 

2 commenti

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  1. Ratko Mila Balaban - 10 mesi fa

    KRALJ UZIMA ROLAND GARROS I TO UVERLJIVO ***

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  2. Enrico Carrossino - 10 mesi fa

    tanto l’unico torneo che gli interessa realmente è l’ultimo

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