Numeri uno per modo di dire

Numeri uno per modo di dire

Costantemente in affanno, quasi piangente. Angelique è, al mondo, l’unica persona di origine tedesca capace di incutere nell’avversario lo stesso timore di una rana cieca e zoppa

8 commenti

Succede che, d’improvviso, nel focoso Slam australiano, nessuno dei due carismatici numeri uno superi la prima domenica. Verrebbe logicamente da interrogarsi su possibili complotti studiati a tavolino, cataclismi, cospirazioni e tanto altro, ma io, barricato nella mia eterna ignoranza tennistica, non riesco proprio ad esserne stupito.
Questa mattina guardavo Andy Murray, vampirico catalizzatore di antipatia, allenato a tal scopo dal perfido Lendl, che in disparte tesse le diaboliche trame.
Passivo, monoritmo, prevedibile. Dopo l’uscita della rapa Djokovic il maledetto torneo sfuggitogli più e più volte sembrava essere ormai suo. È bastato invece un semplice Zverev, portatore a suo modo di un gioco scomparso, per mettere l’accento su sempre più evidenti pecche psicologiche che hanno visibilmente segnato la carriera dello scozzese.
Non è però su Murray, povero baronetto frustrato, che voglio soffermarmi.
Dopo qualche ora dall’inaspettata scossa è scesa in campo Angelique Kerber, deliziatrice di palati fini con la sua innata e caratteristica classe.
Sessanta minuti di terrore psicologico sono bastati alla massiccia Vandeweghe per chiudere la vicenda.
L’abominevole padellatrice (un po’ più della Muguruza, un po’ meno della Giorgi), posseduta dal demonio, ha schiacciato il terzino tedesco sui teloni pubblicitari, costringendola ad assumere, stabilmente in orrenda massima accosciata, le forme e le dimensioni di un geco, frastornato dalla miriade di pallate da cui è stata allegramente sommerso.
Costantemente in affanno, quasi piangente. Angelique è, al mondo, l’unica persona di origine tedesca capace di incutere nell’avversario lo stesso timore di una rana cieca e zoppa.
Abituati com’eravamo a Serena Williams, vincitrice di partite ancor prima di scendere in campo, siamo costretti ora ad assistere a questa tremebonda situazione.
Aspettando un numero uno degno di tale nome, non resta che rifugiarmi nell’aurea visione di un lontano match tra Gattone Mecir e Ivan Lendl, ipnotico e atarassico come non mai.
Inizia la seconda settimana, a risentirci.

8 commenti

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  1. Irena Mancini - 9 mesi fa

    Tennis Circus: Kerber è nata a Brema, ma ha origini polacche per parte del padre, Slawek, ed in gioventù ha anche considerato la possibilità di giocare per la Polonia. Quindi la sua origine è mista, non è pura tedesca.

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  2. Alberto Larghi - 9 mesi fa

    poi Nole definitob”rapa

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    1. Giuliana Cau - 9 mesi fa

      Cosa ti aspettavi da costui? Letto uno, letti tutti.

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  3. Paolo Massari - 9 mesi fa

    Al di là dei meriti o demeriti tennistici non mi piace il post per le parole usate nei confronti della kerber

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  4. Enrico Carrossino - 9 mesi fa

    Passi per la kerber, ma Murray oggi ha perso molto più per meriti altrui che non colpe sue. Poi quelli che si lamentano perché si lamenta vorrei vederli giocare una volta a tennis se non bestemmiano… Fosse un Calciatore manco ce ne accorgeremmo

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  5. Luca Dal Fitto - 9 mesi fa

    L’articolo è ironico, fatevi una risata ogni tanto!!!su Kerber comunque ha ragione da vendere, e anche Murray non si può definire né un simpaticone né un ammaliatore di folle x chi lo guarda

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  6. Paolo Massari - 9 mesi fa

    Questo post non mi piace.

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  7. Santo Aiello - 9 mesi fa

    Ma chi è che scrive questi articoli,nemmeno un bambino di 10 anni sarebbe capace di scrivere tali fesserie

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