Perché non tutti amano Novak Djokovic?

Perché non tutti amano Novak Djokovic?

Perchè Novak Djokovic non è amato da tutti nonostante la sua indubbia bravura e simpatia? La risposta appare semplice: non è Roger Federer.

Novak Djokovic è un vincitore di 10 titoli dello Slam, è stato numero 1 per 32 settimane in più di Rafael Nadal, e può diventare il primo o secondo (dietro a Roger Federer) tennista migliore della sua generazione. Ma fuori dalla Serbia, dove è popolare come LeBron James a Cleveland, Djokovic sembra “solo” tollerato. La gente apprezza le sue gesta sul campo, ma non sempre si sente un tifo spudorato per lui sul campo.

Il New York Times, tra i tanti quotidiani, ha commentato questo aspetto, con un articolo intitolato: “Novak Djokovic è il numero 1, che vi piaccia o no“. È stato più diretto il Telegraph di Londra: “Novak Djokovic, il campione che nessuno venera“. E questo fatto è stato citato innumerevoli volte, come per esempio su ESPN, nel giorno della finale degli Us Open, quando è stato calcolato che circa il 95% degli spettatori sull’Artur Ashe tifava Roger Federer e non il serbo, numero 1 del mondo. Insomma, è chiaro che la maggioranza dei tifosi non supporta Djokovic. La domanda è: “Perché?”

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Nole non è certo il primo campione che non riceve lo stesso amore dei suoi avversari, ma la differenza è che quei giocatori erano spesso taciturni e spenti sul campo, dove Djokovic invece è tenace e fiero (dovrebbe essere attraente per gli americani, poiché è quello che probabilmente ha maggiormente l’attitudine statunitense tra i fab four). Uno dei grandi del passato, Ivan Lendl, si è sempre difeso su come veniva percepito negli Stati Uniti, parlandone per esempio nella finale del torneo del 1986.

“Non credo che la gente mi capisca qui. I media travisano le mie parole, cambiando quello che dico. Se gioco con Boris Becker in finale, so già che la folla farà un grandissimo tifo  per lui. Se potessi ottenere anche un quarto del supporto, sarebbe già un bonus. È frustrante. Vorrei che gli appassionati mi apprezzassero di più qui, ma cosa posso fare?”.

Quasi trent’anni dopo, possiamo immaginarci Djokovic mentre dice le stesse cose, ad eccezione forse di due fattori:

1) I media solitamente sono dalla sua parte (come dimostrano gli articoli citati precedentemente). E, comunque, con i social newtork e le news sportive 24 ore su 24, diventa più difficile travisare le parole di un giocatore, e infatti per esempio si può trovare con pochi click le dichiarazioni dirette dei tennisti su Facebook o Twitter e le conferenze stampa.

2) Djokovic si rifiuta di lamentarsi pubblicamente per la mancanza di tifo, scegliendo invece di prendere la strada maestra. Lui lo riconosce, ma solo quando gli viene chiesto. Questo è quello che ha dichiarato dopo la finale degli Us Open: “L’interazione con la folla è particolare qui a New York. Ogni Grand Slam ha qualcosa di unico, e agli Us Open ciò è la sessione notturna. Musica, intrattenimento, fa tutto parte dello spettacolo. È una parte del nostro lavoro, e questo è perché questo torneo è così speciale. Tu vieni qui sapendo quello che ti aspetta. E, inoltre, se stai giocando contro Roger, che è il preferito dei tifosi ovunque vada, è una realtà che devi affrontare”.

Tutti questi articoli cercano di trovare un motivo specifico per il poco amore che Djokovic riceve, ma io credo che in realtà la questione sia molto più semplice: non è Roger Federer.

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È semplice in uno sport mano-a-mano come il tennis: quando stai patteggiando per un giocatore, stai automaticamente tifando contro l’altro. Quindi nella rivalità Djokovic-Federer, è sempre stato lo svizzero con le sue grandi vittorie e il suo gioco a guadagnarsi il supporto, considerando anche che è esploso molto prima di Nole. Anche Nadal è spuntato prima di Djokovic, e anche se non è mai stato troppo amato fuori dalla Spagna, all’arrivo del giovane serbo era già un campione affermato.

E quando voleva, Djokovic era divertente e spiritoso. Era molto apprezzato per le sue imitazioni dei colleghi e altri simpatici scherzi, sopratutto per esempio nelle pause per pioggia. Questa è la ricetta per l’atleta che tutti vorrebbero. Ma Nole ogni tanto scherzava troppo anche durante le partite. Federer, che non ha mai parlato male di nessuno, ha affermato una volta: “Credo sia uno scherzo”. Djokovic, inoltre, chiamava spesso medical rime out, e questo non è passato inosservato. Andy Roddick, prima di affrontarlo agli Us Open, ha deriso la lunga lista degli infortuni del rivale con il suo tipico acume.

Quando poi Djoker vinse il match, inaugurò l’intervista sul campo dicendo: “Andy stava affermando che io ho accusato 16 infortuni nell’ultimo incontro. Ovviamente non è vero, giusto?” e subito partirono alcuni fischi. Quando poi l’intervistatore cercò di spostarsi su un altro tema, Djokovic affermò: “So che la folla è a volte contro di me perché pensa che io fingo”, e questa difesa non lo ha certo aiutato a conquistare i tifosi.

Ma sono passati ben 8 anni e altri 9 tornei dello Slam vinti da quel giorno. Nole ora è il migliore tennista del mondo. Il “Djoker”, con le sue imitazioni, è sparito, e ha lasciato spazio ad un Djokovic più serio. Ma allora perché ancora non tutti i fans sono per lui?

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I fans americani ci hanno impiegato un po’ per “abbracciare” anche Roger Federer. All’inizio della sua carriera, quando dipingeva con la racchetta come faceva Van Gogh col pennello, lo svizzero non era amato troppo negli Stati Uniti (ad eccezione di alcuni esperti e, forse, David Foster Wallace), per il semplice fatto che batteva gli americani. L’esempio più significativo è la finale vinta contro Andre Agassi nel 2005, dove il pubblico non ha certo patteggiato per lui.

Quando Agassi ha lasciato la scena e nessun americano lo ha sostituito, Federer è diventato il favorito della folla anche negli Stati Uniti. È così dovunque andasse, ad eccezione della Spagna di Rafael Nadal. Non a caso esiste il detto “Federer non gioca mai in trasferta”.

Quindi, io non vedo la mancanza di amore per Djokovic come un’accurata verso di lui, ma semplicemente come la logica conseguenza dello straordinario supporto che l’elvetico riceve sempre e comunque, dovunque vada. E come ha scritto il New York Times nel suo ultimo articolo, un giorno la maggioranza dei tifosi si sposterà su Djokovic. Accadrà sicuramente. Quando Federer si ritirerà, Nole avrà almeno altri tre o quattro anni di dominio, o comunque in cui sarà competitivo. E allora otterrà il meritato supporto. E quando arriverà un nuovo giovane emergente che lo sfiderà, noi ci chiederemo: “Perché non è amato?”. Semplice, perché è più tifato Djokovic.

Fonte: USA Today

1 commenti

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  1. Libra - 2 anni fa

    Onestamente mi sembra un pò semplicistica questa analisi. Dire in pratica che Djokovic verrà amato quando se ne andrà il suo “predecessore” e così via. Se fosse così tutte le leggende del tennis prima o poi dovrebbero avere/avere avuto migliaia di accoliti e invece non sempre è così. Anche Nadal è vissuto nel periodo di Federer eppure è amatissimo ed ha una marea di fan. Forse proprio perchè era l’opposto di Federer sotto tanti aspetti e quindi chi non si riconosceva nell’elvetico si è buttato sullo spagnolo.

    Certo Djokovic è stato sfortunato a nascere in un’epoca in cui la scena tennistica era dominata da un accentratore di attenzione come Federer, che forse è stato ed è tuttora idolatrato come mai nessun tennista prima. Però è anche vero che Djokovic non ha molto per diventare l’idolo delle masse: certo vince, ma il suo gioco è noioso, certo fisicamente è strepitoso, ma non ha certo sex-appeal, certo è una bravissima persona, ma non ha un particolare stile (infatti pubblicizza la Peugeot, la Seiko e l’Uniqlo, non la Mercedes, Rolex e Nike).

    E questo, purtroppo per lui, non cambierà mai. Anzi, è più probabile che le masse si appassioneranno prima al prossimo campione (chiunque esso sia)piuttosto che a lui e Djokovic verrà ricordato come una delle leggende del tennis con meno fan al sseguito di sempre.

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