Tennis e TV, la scommessa vinta di Supertennis

Tennis e TV, la scommessa vinta di Supertennis

Come è cambiato il tennis e il suo racconto in Tv e quali sono le tendenze che si prospettano? Inauguriamo oggi un focus sul tema, in un contesto televisivo ben più dinamico rispetto al passato. Partiamo con Supertennis incontrando Alessandro Nizegorodcew, affermato telecronista e collaboratore esterno della rete voluta dalla Fit e direttore di Spazio Tennis.
Prima la Rai, Telemontecarlo e soprattutto Koper Capodistria con le meravigliose narrazioni della coppia Tommasi – Clerici,  i padri fondatori , che hanno dettato gli stilemi della moderna telecronaca a due. Poi l’avvento delle pay tv, con Capodistria che diventa Telepiù, un passaggio che segna, per una fetta di appassionati, una sorta di black out tennistico durato a lungo.

“Sono stati anni  – spiega Nizegorodcew – in cui al di là del fatto che di tennis in chiaro ne passasse veramente poco, quello pay risultava molto frammentato, diviso com’era tra Telepiù, Stream, Eurosport…per cui anche per l’appassionato risultava difficile essere abbonato a più piattaforme e a seguire tutto”.

Nel 2008, in una fase che vede i primi segnali di grande espansione del movimento, nasce Supertennis, scelta quantomai lungimirante da parte della Fit, che compie un grande investimento nella creazione di una rete televisiva dedicata. Canale monotematico in chiaro che si distingue per una copertura live di tornei senza eguali, in un panorama nazionale che non riusciva a garantire, eccezion fatta per gli slam,  spazi adeguati anche nel mercato pay.

“E’ vero ed io aggiungerei che uno dei punti di forza di Supetennis sta anche nella  flessibilità. Mi spiego meglio. Se un giocatore italiano va in finale in un torneo che inizialmente non rientra nei piani della rete, il nostro canale compra i diritti e lo manda in onda. Un passaggio che in passato non succedeva mai, in considerazione del fatto che nelle pay tv i palinsesti sono bloccati ad inizio anno”.

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Ma com’è cambiato e che evoluzione ha seguito il modo di raccontare il tennis in questi anni?
“E’ difficile dire se ci sia stata un’evoluzione. In un certo senso si, se pensiamo che in passato c’erano due stili distinti di raccontare un match, da una parte quello di Galeazzi e dall’altra quello di Tommasi … e li finiva. Non c’era altro. Oggi le cose si sono un po mescolate. Ognuno di noi ha un suo stile, e se penso a Supertennis, se senti uno Spalluto, un Fares o me, cogli notevoli differenze. Così come in Eurosport, tra Ferrero e Lo Monaco o su Sky tra Nicolodi e Boschetto. Modi completamente diversi di raccontare una partita.
Aggiungo una cosa. Quando ho iniziato a fare il telecronista ho chiesto in maniera molto umile, ad alcuni telecronisti che da più anni facevano questo lavoro, dei consigli su come dovevo comportarmi e la risposta è stata unanime e cioè devi trovare il tuo stile, il tuo modo di fare telecronaca, perché non c’è un modo giusto o sbagliato, è il telespettatore che decide quello che gli piace di più”.
E su questo punto non credo che le valutazioni e le opinioni possano essere più soggettive. Leggiamo in continuazioni su internet critiche o elogi verso l’uno o l’altro, verso quel commentatore o quell’opinionista.
“E’ vero, mi arrivano molte email in cui mi dicono sei bravissimo, sei il migliore, ed altri al contrario che mi esortano ad imitare Fares “che è più coinvolgente”. Ci sta tutto, per carità, ma secondo me l’importante è che uno mantenga il suo stile e non cambi. Tra l’altro a Supertennis non ho mai ricevuto direttive su come dovessi propormi. La diversità aiuta a non avere trasmissioni uniformi. Se tutti fossimo standardizzati diventerebbe noioso”.

nizegorodcew - tennis circus

Nella telecronaca a due, come spalla, preferisci avere al tuo fianco un giornalista o un ex giocatore?
“Io in genere ho al mio fianco Mauro Ricevuti (ex tennista, ora responsabile marketing Fit) con cui mi trovo benissimo, perché tra l’altro lui mixa molto bene la parte sportiva con l’intercalare di qualche battuta. Mi dicono che facciamo una buona coppia. Mi trovo molto bene anche con Francesco Elia, e tra l’altro imparo anche molto. Mi spiego meglio, Francesco vede ed interpreta delle situazioni che io, non essendo coach, non avrei mai visto e di cui non mi sarei reso conto, ma che invece sono importanti.
E anche nelle valutazioni degli appassionati, torniamo al discorso di prima, troviamo le opinioni più disparate. C’è chi mi dice ‘Elia è fantastico, ho imparato molto ecc’; altri dicono: ‘è moscio, è lento…’. Io ovviamente mi sento vicino ai primi, ma posso capire che ci siano delle visioni diverse. A qualcuno, ad esempio, piace molto Nargiso perché oltre ad essere competente sulla parte tecnica fa anche molto colore. Come sempre l’ideale sta nel mezzo, riuscire a coinvolgere parlando in maniera tecnica”.

Un grande cambiamento radicale, e questa volta in negativo, nel racconto delle partite risiede nel fatto che il telecronista non viene più inviato a seguire il torneo li dove si svolge, ma salvo rare eccezioni,commenta da studio. Quanto influisce nelle qualità globale questo fattore? 
“E’ ovvio che poter fare una telecronaca nel luogo di svolgimento del torneo sia tutta un’altra cosa ma oggi , purtroppo, questa possibilità non esiste più. Noi siamo presenti solo al Foro Italico e, per quanto riguarda i tornei giovanili, al Bonfiglio. Credo che Sky oltre a Roma vada solo a Montecarlo e gli stessi telecronisti di Eurosport non vadano più a Parigi da diversi anni.
Ti faccio un esempio. Lo scorso anno, a Roma, ho commentato Ivanovic – Sharapova e tre ore prima ho avuto un po’ di tempo libero per farmi un giro, ed andare a seguire il riscaldamento delle due atlete, vedere quello che provavano in allenamento, o i consigli che impartivano i rispettivi allenatori.
E’ facile capire che, grazie a questo capisci molti dettagli, sulla condizione fisica, ma acquisisci anche una capacità elevatissima di poter leggere la partita in base a ciò che hai visto in quei frangenti e nei giorni precedenti. Hai proprio sensazioni diverse su quello che andrai a commentare”.

Immagino, poi che vivere il torneo dal di dentro oltre a fornire dei dettagli arricchisce la telecronaca e fa entrare maggiormente  lo spettatore nel clima della manifestazione.
E’ ovvio, però è una spesa talmente elevata che oggi è veramente complicato coprire un torneo così, chissà che in futuro, con una situazione economica globale diversa, le cose non cambino.
Ti faccio un altro esempio. In questi giorni per Spazio Tennis, portale che dirigo, posso contare su un mio amico che vive in Brasile. Contemporaneamente sto commentando il torneo di Rio in televisione. Avere la possibilità di poter contare su di lui che mi riferisce dei fatti, come ad esempio tutto il contorno del match tra De Paula e Cecchinato, (torcida compresa) tutti elementi che non stando li non avrei mai potuto sapere, è un vantaggio molto grande, in un disocorso di qualità complessiva della telecronaca.
C’è comunque da dire che a Supertennis abbiamo l’opportunità di avere spesso l’inviato, che comunque raccoglie dettagli , produce servizi… fattori che ci consentono di arricchire molto il palinsesto.

Infine, quali novità dobbiamo aspettarci nella programmazione futura di Supertennis?
“Posso solo dire che ci saranno molti cambiamenti.. Da poco è arrivata una nuova amministratrice delegata (Beatrice Coletti, ex consulente Sky) e partiranno nuovi format, molte novità che andranno ad arricchire il palinsesto, ma ancora non è possibile svelare nulla!”

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