Tomas Berdych salta gli US Open: fuori dai primi 70, vale la pena continuare?

Tomas Berdych salta gli US Open: fuori dai primi 70, vale la pena continuare?

Il tennista ceco Tomas Berdych, ex #4 al mondo, scivolerà oltre la posizione 70 del ranking saltando tutta la stagione americana, compresi gli US Open: vale la pena continuare a giocare?

di Mattia Esposito

BYE BYE STATES- I problemi alla schiena persistono e Tomas Berdych non può più continuare: il tennista ceco ex numero 4 al mondo, salterà tutta la stagione estiva negli States, non partecipando ai tornei di Washington, Cincinnati, Toronto e l’ultimo Major dell’anno degli US Open, dove è stato presente sin dal lontano 2003 anche se l’anno scorso era uscito al secondo turno contro l’ucraino Alexandr Dolgopolov. Il classe 1985 è fermo da giugno, quando ha partecipato al Queen’s, senza poter giungere all’All England Club, in uno dei suoi tornei preferiti, lì dove, nel 2010 ha raggiunto l’unica finale Slam battendo anche Novak Djokovic e Roger Federer, contro cui ha perso in semifinale l’anno passato, prima di perdere contro Rafael Nadal.

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I problemi alla schiena lo perseguono da aprile e questo 2018 è stato avaro di soddisfazioni, ottenendo come buoni risultati solo i quarti di finale agli Australian Open perdendo ancora da The Swiss Maestro come nel 2017, e la semifinale di Marsiglia, senza bissare la finale dello scorso anno a Lione contro un altro giocatore come Jo-Wilfred Tsonga vittima dell’ennesimo calvario della carriera. La sconfitta contro Julien Bennetteau all’esordio londinese è stato l’ultimo match del tennista ceco, che poi ha dato il forfait prima a Wimbledon e poi il resto della stagione negli States, mandando in frantumi il possibile record delle partecipazioni consecutive ad uno Slam, arrivate comunque a 60 complessive: dopo il ritiro anche del serbo #102 al mondo Viktor Troicki, anche il ceco abdica e probabilmente ritornerà a giocare a settembre all’Atp 250 di Metz. Berdych uscirà sicuramente dal top 50, ma probabilmente anche dalla top 70 dopo aver concluso 11 anni sempre tra i primi 20 al mondo. 

FUTURO IN BILICO? PRECEDENTI ILLUSTRI- Ed ora? Berdych ogni anno ha sempre ottenuto buoni e modesti risultati, riuscendo sempre a rimanere tra i primi 20, anche se prima dell’esplosione dei vari Sascha Zverev e Dominic Thiem, la sua presenza in top 5 era onnipresente. L’infortunio occorso è probabilmente il primo ed unico così serio della carrriera, in cui ha conquistato 13 titoli, ma mai uno Slam, suo obiettivo/sogno sempre dichiarato. Probabilmente il ceco ha ancora qualche sogno nel cassetto prima di ritirarsi ed infatti si può affermare che il buon vecchio Tomas ha ancora voglia di giocare: la sua passione per il tennis e la voglia di vincere sono ancora forti a 33 anni, e anche se la concorrenza è fitta, qualche soddisfazione può sempre arrivare nel prossimo biennio prima di un inevitabile declino. D’altronde, dopo un periodo di stop, ci sono stati esempi illustri che poi sono tornati a vincere oppure migliorando il proprio ranking pur non vincendo o giocando un tennis sbalorditivo come gli anni migliori: tolti gli extraterrestri che hanno dominato da inizio 2017 ad oggi negli Slam, giocatori come Juan Martin del Potro, che attraverso dedizione e tennis ha scalato più di mille posizioni, lo stesso Fabio Fognini che da 49 al mondo dopo l’infortunio di due mesi, è vicino al traguardo del best ranking, oppure Kei Nishikori e Kevin Anderson sono riusciti a risorgere dopo periodi bui, tra infortuni e crisi di risultati.
Tomas è l’ultimo di una lunga serie, in cui è possibile trovare Andy Murray, Stan Wawrinka, che per partecipare lì dove ha vinto due anni fa avrà bisogno di una wild card, data la classifica #199 al mondo oppure il nostro Paolo Lorenzi che potrebbe uscire dai primi 100 se non dovesse raggiungere di nuovo gli ottavi di finale a Flushing Meadows. Insomma, comunque vada: provaci ancora, Tomas!

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  1. No a sto punto ritirati

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