Venus: l’insostenibile leggerezza di chiamarsi Williams

Venus: l’insostenibile leggerezza di chiamarsi Williams

Venus contro Serena, Serena contro Venus, passano gli anni, le avversarie e i tornei, ma il più classico degli scontri del tennis femminile resta sempre targato Williams sisters.

di Giuseppina Marrazzo, @MarraLucy84

È la notte tra 12 e 13 marzo 2018: il Premier Mandatory di Indian Wells ci regala l’ennesima tappa di una infinita guerra fratricida che non smette di appassionare i tifosi di tutto il mondo. Sono passati poco più di 20 anni da quel lontano gennaio del 1998, in quel secondo turno degli Australian Open, quando le due sorelle americane – rispettivamente di 17 e 18 anni – scendevano in campo per la prima volta l’una contro l’altra.

Pochi le conoscevano, di loro si sapeva solo che ad allenarle era un padre decisamente fuori dagli schemi: non le faceva partecipare a tornei minori, non accettava consigli sui metodi di allenamento e non smetteva di dichiarare al mondo che entrambe sarebbero diventate le più forti tenniste di tutti i tempi. Sorelle sulla carta, fisicamente e caratterialmente parlando, non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra: longilinea e slanciata Venus, più formosa e muscolosa Serena. Riservata, riflessiva e saggia Venus, estroversa, solare, un vero e proprio vulcano d’idee, Serena. Sin dal loro esordio, appassionati e guru del tennis, hanno etichettato Venus, la sorella maggiore, come la più forte tra le due. Il tempo, le peripezie della vita e quella fame atavica di vittoria che ha sempre contraddistinto il carattere di Serena, finiscono, numericamente parlando, per rovesciare i pronostici.

Proviamo solo per un istante ad immedesimarci in Venus, nata sotto il peso di mille aspettative, con un talento enorme, ma anche con l’ombra costante di una sorella minore decisamente ingombrante. Negli anni vince tornei, Slam, medaglie olimpiche, diventa numero uno del mondo, lotta indomita contro le avversarie di turno, per ben 30 volte contro sua sorella Serena, finendo per perdere 18 di quegli scontri diretti. Spesso vince, ma inizia anche a cadere: cade davanti alle tentazioni del mondo dello spettacolo, cade davanti a una malattia che arriva irruenta quanto inaspettata a sconvolgere per sempre la sua vita, eppure non si spezza mai, continua a cadere e risorgere dalle sue ceneri come una splendida e moderna Araba Fenice.

È il 2010 quando con l’irruenza di un ciclone tropicale, le viene diagnosticata la sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune con cui Venus ha dovuto imparare a convivere. Provate ad immaginare cosa sia l’arrivo di una malattia nella vita di una sportiva forte e vincente come Venus, inizialmente lotta con tutte le sue forze, non l’ accetta. Il suo corpo un tempo energico, forte, allenato, ora non riesce più a supportare quello che la mente chiede. È costretta a cambiare le sue abitudini, ad allontanarsi dal suo mondo, dal suo sport, a cambiare persino alimentazione, insomma a ripartire da zero. Chiunque al suo posto come minimo avrebbe appeso la racchetta al chiodo, si sarebbe arreso alla malattia, ma lei di cognome fa Williams, nel loro Dna il gene della sconfitta non è neppure lontanamente classificato. Fa sue le parole di Kundera:

La pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore.

Venus riparte dunque da quel ‘peso’, si rimbocca le maniche, accetta la malattia, impara a conviverci e riparte da zero. Venus dimostra di essere più forte di avversarie, malattia e detrattori, torna a giocare e a vincere, batte persino quella sorellina che nel frattempo è diventata una donna, una madre. Con le sue vittorie sembra voler urlare a sé stessa e al mondo, che se una delle tenniste più forti di tutti i tempi come Serena Williams, sin da bambina l’ha scelta come punto di riferimento e come musa ispiratrice un motivo decisamente c’è.

Vent’anni dopo quel primo storico scontro vince ancora, lo fa in quel torneo che per anni ha boicottato, da cui si è sentita tradita, mortificata, discriminata, Indian Wells. Riparte dal passato Venus, portando con sé quel bagaglio che la vita le ha riservato rendendola più forte, guarda però al futuro, ricordando a tifosi e giornalisti che al momento è di nuovo lei la più forte delle sorelle Williams e che per quanta fatica le è costato non ha intenzione di lasciarlo tanto facilmente quel trono.

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