US Open: Carreño: “Top 10? Non ora”, Querrey: “Da ora in poi tutto sarà un bonus”

US Open: Carreño: “Top 10? Non ora”, Querrey: “Da ora in poi tutto sarà un bonus”

Le parole dei protagonisti della giornata di ieri a New York: orgoglio per Carreño Busta, per la seconda volta ai quarti di uno Slam in questa stagione; Shapovalov si sente già maturo e pronto al confronto con i migliori.

Un occhio alle dichiarazioni di chi è entrato – e chi no – fra i primi otto giocatori di questa edizion degli US Open.

Orgoglio e anche un po’ di commozione per Pablo Carreño Busta: “L’esperienza è molto importante nel tennis, in alcuni momenti della mia vita non sono riuscito a vincere proprio perchè mi mancava. Non sono un fuoriclasse, ma ho lavorato tantissimo per essere qui. Questo è certamente il miglior momento della mia carriera, lo dice la classifica e anche i risultati credo. Non ho ancora raggiunto la forma del Roland Garros, ma sono comunque contento di star giocando così bene. Top 10? Non ci penso, esiste solo il torneo adesso. Continuerò a credere in me stesso per provare ad andare più in fondo.

Lo sconfitto, seppur a testa altissima, Denis Shapovalov ha tante cose da dire: partito dalle qualificazioni, il classe 1999 ha dato un grande segnale a chi lo pronosticava come futuro top player del circuito. “E’ stato molto divertente giocare in un contesto del genere e vivere queste due settimane” – afferma – “La mia vita è cambiata dopo questo torneo, ora so di poter giocare alla pari con i migliori. Oggi non ho giocato a livello delle ultime due settimane ma ho comunque avuto molte opportunità: è stato bravo Pablo a giocare un grande match, a rimanere mentalmente concentrato durante i punti importanti e soprattutto durante i tie-break. Ovviamente ho ancora tanto da imparare e spero di riuscire ad andare più in fondo qui in futuro.

Non manca, l’orgoglio per aver portato in alto i colori del Canada: “Questa è una delle cose che più mi rende fiero. Il mio obiettivo è quello di far crescere il livello del tennis canadese, così forse i bambini impugneranno più la racchetta da tennis rispetto alla mazza da hockey.

Non è andata per il meglio invece per il nostro Paolo Lorenzi, sconfitto da un Kevin Anderson in grande spolvero. Il sudafricano è molto contento dei progressi fatti in questi tre mesi: “Mi sento alla grande. Ovviamente essere arrivato a questo punto due anni fa mi è stato molto d’aiuto nel match di oggi. A questo punto del torneo, l’esperienza conta molto. Man mano che il match andava avanti – e non è stato facile – pensavo solo a come affrontarlo. Ho eguagliato il mio miglior traguardo qui agli US Open, sento di star giocando un buonissimo tennis, mi sento in forma. Sono felice di aver superato finalmente le difficoltà di inizio anno.

Una possibile sorpresa, invece, potrebbe essere Sam Querrey che, come a Wimbledon, dimostra di essere ancora uno dei migliori giocatori su terreni veloci. L’americano ha spazzato via Mischa Zverev e si appresta ad affrontare Kevin Anderson in un quarto di finale tra bombardieri: “Non avevo mai fatto nulla di meglio qui. Ho giocato per la prima volta di sera e volevo essere protagonista. Sono entrato in partita fin dal primo punto e penso che quella sia stata la chiave. Ora mi aspetta un grande giocatore con un grande servizio e molto potente. Diventa sempre più difficile man mano che si va avanti e penso che questa sfida sarà la più dura di questo torneo. Tutto da ora in poi è un bonus, penserò solo a scendere in campo e a giocare meglio che posso.

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