Double W: Wild&Wang, i campioni Juniores degli US Open 2018

Double W: Wild&Wang, i campioni Juniores degli US Open 2018

Provengono da continenti completamente opposti: Seyboth Wild e Xiyu Wang, i due campioncini in erba, vittoriosi negli States degli US Open 2018 Junior. Saranno loro i campioni del domani?

di Mattia Esposito

Thiago Seyboth Wild & Hiyu Wang: la  doppia W del tennis del futuro. Saranno loro i campioni del domani? Questo non è dato saperlo, ma la strada intrapresa è quella giusta: la vittoria degli US Open 2018 juniores di ieri è un ottimo biglietto di visita. I due campioncini in erba provengono da due continenti agli antipodi: America Latina e Asia, Brasile e Cina, due culture a confronto, con la passione e il successo nel sangue.

THIAGO SEYBOTH WILD: DAL BRASILE NEL NOME DI KUERTEN

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Nel nome di Gustavo Kuerten, un nuovo brasiliano vuole far breccia nei cuori di tutto i tifosi, brasiliani e non: Thiago Seyboth Wild, con la vittoria di ieri sul nostro Lorenzo Musetti in quel di New York, è diventato il primo difensore juniores della bandiera verde-gialla a trionfare in un Major, al USTA Billie Jean King National Tennis Center, come testa di serie numero 6.
Si è tratto dell’ultimo torneo nel circuito giovanile per uno dei migliori 2000 in circolazione: ora è numero 461 al mondo, ovviamente suo best ranking, ottenendo anche l’ottava posizione nella classifica juniores della Road to Chengdu. E pensare che il tennista di Marechal, che ha cominciato a giocare a 3 anni, ha giocato solo 4 tornei ITF quest’anno: prima della vittoria contro il giovane italiano, negli States ha perso solo un set contro il padrone di casa Khan. Dunque, nell’anno della maturazione sono arrivate anche le semifinali in singolare e doppio del Roland Garros: perdendo contro l’argentino Sebastian Baez, con il quale si è fermato prima dell’atto conclusivo di specialità.
Una stagione con pochi tornei, ma ricco di soddisfazioni per l’anno della consacrazione: ad inizio anno, AGL Loy Yang Traralgon Junior International, ecco un altro penultimo atto in doppio; infatti, i miglioramenti del tennista sudamericano sono evidenti ed il processo è cominciato a fine 2017, con un primo approccio al professionismo. Infatti, ad ottobre e novembre ha raggiunto le finali turche ad Antalya: il successo sull’italiano Riccardo Bonadio è stato bissato anche da quello in doppio. Dunque, ha continuato a partecipare ai vari Futures: in aprile ha vinto a Sao José do Rio Preto e perso a Curitiba, ma sempre nella nazione nativa ha ottenuto il successo in doppio a Brasilia, confermando che la terra rossa è la sua superficie preferita. Qualche infortunio l’ha frenato, ma come mostrato a Flushing Meadows, dopo la semifinale polacca, sia in singolare che in doppio può diventare una certezza: El Cristo Redentor ha un nuovo fenomeno da proteggere?

XIYU WANG: ASIA AL POTERE NEGLI STATES

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17 anni, forte, mancina e determinata: che la Cina abbia sfornato la nuova LiNa? Mentre nel circuito maggiore, l’Asia domina con Naomi Osaka vittoriosa su Serena Williams, diventando il/la primo/a tennista vincitrice/ore giapponese di un Major, ecco un’altra asiatica trionfatrice. Vittoriosa sulla francese Clara Burel, ora Xiyu Wang può concentrarsi sulla carriera professionista: tra le prime 300 al mondo, il tempo è dalla sua, anche se i risultati già sono evidenti, dopo i quarti di finale a Melbourne e Parigi e la semifinale di Wimbledon, dimostrando che è un caso.
La tennista di Wuxi ha già nel proprio curriculum un successo Wta al Tianjin Open, a cui ha partecipato tramite wild card: sempre nel 2017, ha raggiunto le finali da 15000$ ad Hua Hin e Castellon, oltre alla sconfitta in doppio proprio a New York. Invece, nell’arco di un anno, ecco la maturazione, anche in coppia, vincendo il doppio londinese: da numero 1 al mondo al Masters e tra le prime 10 juniores, ha cominciato l’anno con la finale a Traralgon, continuando l’ottimo rendimento di continuità raggiungendo atti conclusivi in Asia. Il tennis e la testa sono dalla sua parte, così come i risultati: sarà la nuova, forte, leader cinese? Intanto, l’Asia, contro il volere di Donald Trump, ha invaso la Grande Mela…

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