Flavia Pennetta: tu chiamale, se vuoi, emozioni

Flavia Pennetta: tu chiamale, se vuoi, emozioni

Orgoglio italiano: la brindisina raggiunge la Vinci in semifinale agli US Open battendo la Kvitova e regalandosi un match da urlo contro Simona Halep.

Infortuni, crisi psicologiche, delusioni, eppure è sempre lì: a lottare con le migliori al mondo, quasi sempre regalando soddisfazioni. Dopo aver dato spettacolo nei quarti contro Petra Kvitova, si ritrova in semifinale contro Simona Halep . E’ una favola che sembra non voler finire mai, è la meravigliosa storia di Flavia Pennetta.

Non viene difficile definirla la miglior tennista italiana del momento: è tenace, grintosa, e gioca un tennis splendido, mischiando vecchia scuola a colpi fenomenali. Tutto questo è la Pennetta, una semplice ragazza di Brindisi, una di quelle ‘venute su dal niente’, come si suol dire.

Cresciuta sulla bruciante terra rossa della Puglia, diventa una specialista di questa superficie, tanto da essere considerata una delle più forti giocatrici italiane in prospettiva: ama sia giocare in singolo che in doppio, il che le conferisce una notevole duttilità tattica. Riesce infatti a conquistare la corona del Roland Garros junior in doppio, in coppia con Roberta Vinci.

Proprio quando il suo talento era stato proclamato ai massimi livelli (nel 2005 arrivò alla seconda settimana di Wimbledon, riuscendo quasi ad eliminare Sharapova al quarto turno) ecco che arriva la tegola che la condizionerà per tutta la sua carriera da professionista: un polso ballerino che non ha mai smesso di darle fastidio. Complice anche una breve e deludente storia con Carlos Moyà, ex numero uno del mondo, Flavia non riesce più a sentirsi la stessa sul campo da tennis. Ed ecco che arriviamo a New York, da sempre la sua città adottiva, almeno tennisticamente parlando.

Dopo un anno e mezzo di frustrazioni e sofferenze, arriva quel magico 2008: l’anno della svolta a livello mentale. Riesce a raggiungere i quarti di finale agli US Open. Ha già fatto fin troppo, dicono tutti, battere la Mauresmo è praticamente impossibile. Detto fatto, un perentorio 6-3 6-0 e la prima volta in un quarto di finale Slam. La Pennetta è sulla bocca di tutti, finalmente un’italiana riesce a stupire l’America.

E’ qui, a 28 anni, che comincia la seconda vita di Flavia Pennetta: arriverà la sua annata migliore l’anno successivo, nel 2009, quando riesce, dopo le vittorie a Los Angeles e Palermo, la semifinale a Cincinnati conquistata dopo la vittoria su Daniela Hantuchova, e il secondo quarto di finale consecutivo a New York, ad entrare in top 10: è la prima volta per un italiana. Già, perchè Flavia – ricordiamocelo – ha scritto molte pagine del grande libro intitolato “Il tennis italiano”.

Dopo un 2010 anonimo e privo di exploit, arriva nel 2011 il momento dei tanto amati US Open: batte Peng e Sharapova per poi imbattersi nella giovane Angelique Kerber, arrivata lì un po’ per caso. Crolla in tre set battuta dalla tedesca. Probabilmente avrebbe battuto Sam Stosur in semifinale, data la sua efficienza tattica contro il gioco dell’australiana, invece resta solo un grande rammarico riguardo quella che sarebbe potuta essere una vittoria memorabile.

Ma ci risiamo, nel 2012 gli infortuni cominciano a farsi risentire e la tartassano anche per quasi tutto l’anno successivo: i media addirittura incominciano a utilizzare la parola ‘ritiro‘ nei suoi confronti. E invece alla fine torniamo sempre qui, a New York: usufruendo di un protected ranking riesce ad entrare in tabellone agli US Open e a risorgere dalle ceneri. Ogni partita è una fiamma in più che si aggiunge al fuoco sprigionato dalla sua racchetta: batte Errani, Kuznetsova, Halep e infine Roberta Vinci che – quasi come fosse uno scherzo del destino – le permette di accedere a quella semifinale tanto agognata qui a Flushing Meadows. Azarenka sarà troppo superiore nel match decisivo, ma l’impresa di Flavia rimarrà nei ricordi di tutti.

Lo scorso anno è riuscita a raggiungere nuovamente i quarti, atterrata da una Serena Williams troppo forte per chiunque nel circuito; e indovinate? Anno nuovo, quarti di finale nuovi. 2015, il pranzo è servito: Flavia batte in modo perentorio Samantha Stosur e si aggiudica il sesto quarto di finale nello Slam statunitense in otto anni. Ma c’è di più: davanti a lei ieri sera c’era Petra Kvitova, la bombardiera ceca che ieri Flavia ha battuto senza troppe difficoltà in tre set, ed è semifinale. Questa notte sfiderà la numero due del mondo Simona Halep, che in carriera ha già sconfitto tre volte, ma che non sembra proprio voler mollare la presa su questi US Open, che potrebbero essere il suo primo Slam in carriera.

Regalaci un sogno.

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