Gli US Open nello spazio: ecco la prima partita firmata NASA

Gli US Open nello spazio: ecco la prima partita firmata NASA

Per la prima volta nella storia del tennis, alle 14, si è giocata la prima partita nella Stazione Internazionale della NASA, proprio all’alba dell’edizione 2018 degli US Open

di Mattia Esposito

Se gli americani nel 1969 hanno conquistato la Luna, o almeno così si dice, grazie alla tecnologia, da oggi si può affermare che anche il tennis ha invaso lo spazio, colonizzando l’universo.
Alle 14 di oggi, mercoledì 22 agosto 2018, si è giocata la prima partita di tennis della storia nello spazio, firmando qualcosa di unico, senza precedenti: nella ISS, la International Space Station, il primo doppio di tutti i tempi è stato trasmesso dal sito della NASA, in accordo con gli US Open, che cominceranno proprio questa domenica in arrivo.
Il protagonista dell’incontro è stato prevalentemente Drew Feustel, appassionato di tennis sin dall’età di 10 anni, che, insieme ai suoi compagni di viaggio per quest’ulteriore missione, gli astronauti NASA Ricky Arnold e Serena Auñón-Chancellor e ESA Alexander Gerst, hanno provato l’esperienza di giocare un doppio nello spazio.

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Feustel e la United States Tennis Association hanno programmato l’evento anche in vista dell’inizio delle qualificazione per l’ultimo Major dell’anno: proprio la USTA ha inviato tutto l’occorrente per il match, anche se le palline certamente non si sono comportati nello stesso modo come sulla Terra, essendo in orbita, privi di gravità.
Il match, organizzato anche per via dell’iniziativa Net Generation per promuovere il tennis per i bambini, è stato qualcosa di formidabile e autentico, come lo stesso astronauta aveva già affermato prima dell’incontro: “In assenza di gravità sarà dura, le palline non rimbalzeranno e andranno in direzione retta in qualche modo. Sarà tipo il gioco Pong, dove colpivi la pallina e andava diritta, quindi dovremo inserire anche nuove regole.” Inoltre, prima del match, Feustel ha avuto anche una conversazione con Juan Martin Del Potro, prima della trasmissione via Youtube, Facebook e Periscope.
Nel corso del dialogo l’astronauta ha anche messo in evidenza la bellezza dell’Argentina: “È una delle più belle viste che abbiamo da qui”, ha detto Feustel che si è congratulato con “Palito” per i risultati raggiunti e per “essere fonte di ispirazione per i bambini ed i giovani di tutto il mondo”. Da New York, dove si giocheranno gli Us Open da lunedì, oltre ad alcuni consigli per l’allenamento e la partita di tennis nello spazio, Del Potro ha parlato della preparazione per l’evento e della sua vita come uno dei più importanti giocatori di tennis del mondo. “Questo è il mio torneo preferito e io sono molto felice di essere qui. Voglio vincere ogni partita e questo è il motivo per cui mi alleno quattro o cinque ore al giorno, cerco di mangiare bene e dormire bene”, le parole di Delpo, che ha vinto il torneo nel 2009. A proposito dei fan, l’argentino ha sottolineato come “l’energia” dei suoi tifosi è ciò che lo motiva in ciascuna delle apparizioni in campo: “Tutto il sacrificio di stare lontano dalle nostre famiglie e dalle nostre case viene premiato lì”. Anche altri giocatori di tennis professionisti, come gli americani John Isner, Frances Tiafoe, Steve Johnson e Donald Young, e il sudafricano Kevin Anderson, hanno fornito consigli in precedenza agli astronauti.

Il match spaziale è stato trasmesso anche in proiezione 3D sui campi di Flushing Meadows a New York, dove si aprono oggi gli US Open: l’evento la cui preparazione è iniziata già dal dicembre 2017, con l’Associazione United States Tennis che ha iniziato a lavorarci insieme a Feustel, per suscitare nei giovani tennisti l’interesse per l’esplorazione spaziale, come lo stesso Feustel spiega in un video.

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