I gemelli Bryan ricominciano da New York: “Vogliamo un altro Slam”

I gemelli Bryan ricominciano da New York: “Vogliamo un altro Slam”

Cambio di coach per i fratelli Bryan che alla età di 38 anni vogliono conquistare il loro 17esimo Slam.

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“Ricomincio da tre!” recitava il titolo di un  film interpretato da Massimo Troisi. “Ricominciamo da New York!” recitano, invece, i fratelli Mike e Bob Bryan. I campionissimi stars and stripes, a New York,  hanno conquistato il loro primo Slam vincendo l’edizione 2005 degli US Open. E, sempre qui, hanno conquistato il loro ultimo Major, il sedicesimo in carriera che corrispondeva al 100° trofeo. Ora i fratelli Bryan, 38 anni, arrivano a New York per giocare il loro 71 Slam consecutivo, il 22esimo negli States dopo aver raggiunto la finale agli Open di Francia, persa poi in un match non poco emozionante, contro  Marc Lopez e Feliciano Lopez.  

“Desideriamo moltissimo vincere un altro slam. New York è molto diversa da Parigi. Non soltanto per la superficie ma anche per l’atmosfera. E’ l’ultimo Slam dell’anno, giochiamo in casa, ci sentiamo apposto fisicamente ed anche psicologicamente. In altre parole, siamo entusiasti e non vediamo l’ora di giocare” hanno confessato le leggende del doppio maschile.

Commenta Bob: “Per noi giocare a New York vuol dire la folla, l’adrenalina, l’energia che entriamo in campo.”  “Ci sentiamo davvero sostenuti dal pubblico e quindi  giochiamo con un sacco di entusiasmo”, continua Mike. “Abbiamo ottenuto grandi risultati ma anche grandi delusioni. come la sconfitta al primo turno dell’anno scorso Non vediamo l’ora di giocare. Ci stiamo allenando duramente e ci sentiamo in grado di vincere l’Open”. 

Per centrare questo prestigioso obiettivo e per dare una svolta ad una stagione a detta loro incolore hanno cambiato coach.  Salutato dopo undici anni David Macpherson che si dividerà tra la George Washington University e un certo John Isner. I Bryan hanno iniziato a collaborare con Dusan Vemic, ex allenatore olimpico della serbia e di Novak Djokovic.

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“David è un nostro grande amico ma, Dusan rappresenta il cambiamento di cui avevamo bisogno per mantenere le cose ancora divertenti. Ha un modo diverso di vedere le cose  e ha una serie completamente diversa di occhi, diverse filosofie. Come Macca, Dusan, riesce ad infonderci calma. Abbiamo entrambi, io e Mike- commenta Bob- dei caratteri abbastanza focosi e quindi è utile potere avere accanto qualcuno con cui potere parlare e che riesca a sedare gli animi”. 

“Ci sentiamo ancora molto competitivi ed odiamo perdere ora come vent’anni fa”, dice Mike.  “E’ questa la nostra vera motivazione. Ricordiamo le sconfitte ancor più di quanto ci ricordiamo le vittorie. Per alcune sconfitte passiamo  anche due notti di fila senza dormire. Tutti questi  sentimenti negativi esplodono nello spogliatoio e si trascinano per un paio di giorni. Questo è un altro motivo per cui noi viaggiamo con un allenatore. A volte possiamo essere un po’ troppo duri l’uno con l’altro e quindi è bello avere qualcuno capace di mediare un po’.

Nessuno viaggia con un altro per tutti questi anni di fila senza avere alti e bassi”, continua Bob. “E’ come un matrimonio di 32 anni. Abbiamo giocato tornei da quando avevamo sei anni. Siamo davvero fortunati ad essere così longevi. Per mantenerci cerchiamo di  mangiare i cibi giusti, facciamo yoga, meditiamo”. 

“Quando eravamo più giovani- intercala Bob- stavamo quattro ore sul campo e zero ore in palestra. Ora, invece,  dedichiamo metà del tempo all’allenamento sul campo e metà in palestra . Non abbiamo bisogno di colpire tante palle come prima ma quanto di stare in salute, flessibili e resistenti. Non facciamo tardi la sera, non beviamo alcool. Ci alleniamo ogni giorno”. 

 

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