Janko Tipsarevic: un tennista ritrovato?

Janko Tipsarevic: un tennista ritrovato?

Janko Tipsarevic ieri sera ha vinto una battaglia contro Thanasi Kokkinakis nel primo turno dello US Open 2017, sconfiggendo anche i fantasmi del suo recente passato e di un destino che sembrava segnato.

di Alberto Maiale, @albertomaiale

Uno spettatore distratto davanti al televisore o un passante dalle parti del campo n. 17 del Billie Jean King National Tennis Center hanno assistito per quasi due ore ad un match che sembrava segnato. Proprio come la carriera di Janko Tipsarevic. Il serbo stava giocando, non troppo bene, non troppo male, contro un giovane arrembante, dal taglio a spazzola, dal cognome greco e dalle origini tennistiche australiane, quel Thanasi Kokkinakis che mulinava sicuro di sè avanti di due set. Gli occhiali da sole di ordinanza impedivano di guardare negli occhi Tipsarevic, ma non era poi troppo difficile intuire la sua frustrazione per aver perso due set nei quali era stato avanti di un break, piuttosto agevolmente, salvo poi impantanarsi e perdere la misura dei colpi di fronte al progressivo crescendo proposto dall’australiano nello scambio da fondo campo.

E invece iniziava un terzo set con un bel game vinto da Tipsarevic, cui seguiva un monologo che in meno di mezzora lo rimetteva pienamente in partita. Salvo poi chiudere agevolmente il quinto set dopo aver lottato spalla a spalla con il suo avversario in un tiebreak portato a casa con decisione. Un avversario in carne ed ossa, battuto sul campo. Finalmente, dopo aver sconfitto avversari di altro tipo, clinico. Un infortunio al piede, quando sembrava lanciato a ricoprire il ruolo di scudiero di Novak Djokovic, occupando un bel posto al sole nella top 10 insieme al super-fenomeno serbo. Uno stop che non sembrava drammatico, ma i cui postumi sono risultati più complicati della patologia stessa, tanto da farlo sparire dal circuito e dal ranking che conta.

Janko Tipsarevic
Janko Tipsarevic

Il ritorno difficile, faticoso. Quell’aura da “intellettuale”, per via della passione mai troppo ostentata ma nemmeno nascosta (e giustamente) per la filosofia. I tatuaggi con le citazioni attribuite a Dostoevskij, e quell’altro ad Arthur Schopenhauer. Insomma, la passione per Nietzsche e per l’etica kantiana. E così anche ieri, nel sole dello US Open, Tipsarevic sembrava perdere il filo del proprio tennis, sempre un po’ in affanno sulla palla, come se il fisico reggesse solo fino ad un certo punto, che l’avversario pareva aver colto. Errori di misura, ma errori. Sfiducia che prendeva il sopravvento. Il recupero, costruito in parte anche grazie all’inesperienza del suo avversario, tra l’altro anch’egli reduce da un rientro ma meno rovinoso di quello del servo, arriva invece nel momento più inaspettato, quando è proprio la solidità mentale frutto della maturità che diventa “il” fattore che decide una match.

Un altro tennista, Tipsarevic, che riscopre il gusto della vittoria che conta superati i trent’anni. La sua carriera pareva destinata al successo da subito. Siamo nel 2002: in vetta alle classifiche Junior, con uno slam in tasca. Un passo dopo l’altro verso la scalata del ranking, facendo poco rumore ma dimostrando grande costanza, con il vantaggio di vedere nel giro di pochi anni i riflettori nazionali spostarsi verso l’astro nascente di Djokovic, riparandolo quindi da quella eccessiva pressione che tanti tennisti (specie azzurri) ha allontanato dai grandi risultati. E dopo 10 anni esatti dall’ingresso nei Pro un fantastico ingresso nella top 10, con un best ranking che oggi appare durissimo da ripetere: n. 8. Risultato enorme, raggiunto con la programmazione seria, con la presenza molto assidua nei tabelloni in giro per il mondo, pure senza mai troppi acuti nelle prove del Grande Slam, nelle quali vanta due quarti di finale agli US Open e un mini-grande-slam per aver raggiunto gli ottavi di finale in tutte e quattro le competizioni. Non so dove riuscirà ad arrivare il trentatrenne di Belgrado. Ma di certo questa sua vittoria racconta una storia, quella dei tennisti appassionati della vita, dello sport, che non vogliono arrendersi ad un destino beffardo, che fa intravedere un grande bersaglio per poi allontanarlo con sadismo. Ben tornato Janko.

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  1. Adrian Vladescu - 1 anno fa

    Credo che farà un grande torneo!

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    1. Alberto Maiale - 1 anno fa

      Potrebbe, questo tabellone è molto aperto. Tutto dipende dalla sua continuità adesso.

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