Toni Nadal: “Siamo vicini al nostro livello, allenamenti molto buoni”

Toni Nadal: “Siamo vicini al nostro livello, allenamenti molto buoni”

Lo zio di Rafael Nadal parla della preparazione agli US Open e delle condizioni del polso del tennista spagnolo. Potrà sorprenderci nello Slam americano?

Nel Kids Day, lo scorso sabato, si sono allenati sul Louis Armstrong Rafael Nadal e Pablo Cuevas. Lo zio del maiorchino, Toni, ha parlato in quell’occasione delle sue aspettative e impressioni quando mancano ormai poche ore al match del nipote contro Istomin. Ecco le parole raccolte da TennisTopic.

RITORNO ALLE ORIGINI – “Qui gli allenamenti sono andati abbastanza bene e dopo lo sforzo di Rio dove siamo passati da quasi senza allenarsi ad allenarci tre ore al giorno per vedere se potevamo reggere la competizione, ora le cose sono tornate normali. Il polso sta meglio e in linea generale tutto sta andando bene. Qui ci siamo allenati con giocatori molto bravi: Cuevas, Goffin, quello e quell’altro… e con tutti abbiamo giocato molto bene. Credo che non siamo molto lontani dal nostro livello. Certo, ciò che ti dà i risultati è la competitività, il fatto di competere bene, e questo ha un processo. Ma non siamo molto lontani, a Rio ha giocato molto molto bene.”

SULLE OLIMPIADI – Sul repentino rientro di Nadal alle Olimpiadi, dopo mesi di stop ha detto: “Arriviamo a Rio perché doveva essere portabandiera e non potevamo mancare di nuovo, nonostante i problemi ci fossero. Arriviamo lì reduci da dieci giorni di allenamento a Maiorca dove ci eravamo allenati un’oretta al giorno, e a partire dal primo giorno a Rio cominciamo ad allenarci di più perché non c’era altra scelta. Cominciamo a forzare di più, il medico Angel Ruiz Cotorro ci dice che il polso stava bene, che non poteva peggiorare e che era un dolore che sarebbe scomparso col tempo. Dopo credo che il responsabile dell’organizzazione ci abbia fatto pagare le conseguenze di giocare domenica e di riposare lunedì. C’è stata gente che ha giocato sabato e che è tornata in campo martedì. Tutto in poco tempo quando si sapeva che avremmo dovuto giocare in due o tre specialità… ma è andata bene. Abbiamo fatto un risultato sorprendente. A Maiorca giocavamo solo il dritto in back perché non riuscivamo a colpire quello in top spin. Idem a Rio nei primi giorni, abbiamo avuto molti problemi con questo colpo perché facevamo fatica a piegare il polso, dunque è un risultato che non ci aspettavamo.”

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