Un Roger Federer “nuovo di zecca”

Un Roger Federer “nuovo di zecca”

A 34 anni Roger Federer si è trovato costretto a reinventarsi per rincorrere i rivali più giovani. Agli Us Open ha sfoggiato un gioco nuovo e sempre spettacolare, che gli permette di annientare l’avversario senza sprecare troppe energie: la sua decisione si sta rivelando vicente.

Dicono che la grandezza di Roger Federer stia in quella sua capacità di sfoggiare con estrema facilità i colpi più difficili ed incredibili. A guardarlo bene in queste torride giornate americane, impegnato nell’ultimo Slam dell’anno (che non vince dal 2008 e dove non arriva in finale dal 2009), sembra che la sua grandezza sia anche un’altra: dare spettacolo anche in match che lo vedono passeggiare sull’avversario, perchè a guardare Roger non ci si annoia mai.

A 34 anni si ritrova a secco di Slam da tre anni, costretto a difendersi dall’attacco dei rivali più giovani, più freschi, più ambiziosi, più tutto. Eppure lo ritroviamo n.2 del mondo, con vittorie importanti contro Murray e soprattutto Djokovic, l’avversario che in questi anni gli ha negato il primato a Wimbledon, il torneo preferito di Re Roger.
Lo svizzero si è dovuto piegare al compromesso di un’età non più rosea che gli richiede un gioco diverso, dove sprecare meno energie possibili.

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Il nuovo Federer è tutto serve and volley e “chip and charge”, colpi che gli permettono di avvicinarsi alla rete per chiudere il punto. L’ultima ‘invenzione’ di casa Federer (a dire il vero retaggio, pur originalissimo, del tennis old-style)  si chiama invece “Sneaky attack by Roger”, la singolare risposta messa in atto per la prima volta contro Novak Djokovic nella vittoria a Cincinnati, e che gli abbiamo visto usare anche nei primi turni dello Us Open: un colpo in controbalzo che, come i sopracitati, lo avvicinano alla rete e gli alleggeriscono il numero degli scambi da fondo.

Lo svizzero non vuole sentir parlare di ritiro, né tantomeno di una probabile vittoria nel Major newyorkese, ma pensare che darebbe qualsiasi cosa per portare a casa il diciottesimo Slam non ci resta difficile.
Per ora godiamoci lo spettacolo che riesce a regalarci in ogni sua performance, fino alla prossima sfida.

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