US OPEN 2015: liberi pensieri su Novak, Roger, Serena ed altro ancora

US OPEN 2015: liberi pensieri su Novak, Roger, Serena ed altro ancora

Opinioni e domande che sorgono spontanee: finalmente, a mente fredda, possiamo tirare le somme riguardo quello che sono stato questi US Open.

Terminata l’edizione 2015 dello Us Open e il finale scoppiettante suggerisce qualche riflessione:

1) Nole ha terminato la sua stagione degli Slam meglio, molto meglio di quanto abbia fatto Serena!

Ebbene sì! Nonostante l’attenzione fosse tutta su Serena e sulla sua chance di compiere il vero Grand Slam, alla fine, è stato Novak a rubare la scena terminando la stagione con numeri-Slam migliori della sua collega. Entrambi ne hanno vinti tre, ma Nole era in tutte e quattro le finali ed in più ha vinto l’ultima sfida battendo Roger ed un pubblico quanto mai ostile. Chapeau!

2) Cosa è accaduto a Serena?

Semplice: è crollata sotto il peso della pressione. Roberta ha giocato molto bene, ma… tanto tuonò che piovve: una sconfitta per Serena era, in effetti, già nell’aria. Serena l’aveva evitata molte volte, lottando strenuamente e venendone sempre a capo. Ma a Parigi la Williams non ha certo brillato, a Wimbledon è stata sull’orlo del burrone con la Watson ed ha perso un set con Bethanie Mattek-Sands. La chance in realtà era lì, pronta per essere colta. Alla fine Roberta Vinci l’ha colta, riuscendo là dove altre hanno fallito. Venerdì scorso le aspettative, la Storia da scrivere, l’incredibile attenzione mediatica erano un macigno sulle spalle dell’americana. Forse, se al di là delle rete ci fosse stata Sharapova, sarebbe stato tutto diverso ed un certa sottovalutazione dell’avversaria ha, forse, giocato un qualche ruolo. Chissà! Serena ha comunque mancato un appuntamento che, con ogni probabilità, non si ripresenterà.

3) Quale futuro per la WTA?

Come sarà il dopo-Serena ed il dopo-Maria? Chi prenderà il loro posto? Ma c’è davvero qualcuno in grado di farlo? In campo maschile si intravedono delle future superstar: Coric, Rublev, Zverev sembrano in grado di riproporre duelli di buon spessore e di solleticare l’attenzione dei media. Tutti sappiamo quanto ciò sia vitale per il tennis. Ed in campo femminile? Simona Halep, Petra Kvitova, forse la stessa Azarenka possono ricoprire ruoli di primo piano, insieme a giovanissime come Belinda Bencic. Ciononostante, meglio smettere l’abito mentale assunto con la Williams e con Sharapova. Lo strapotere tecnico e mediatico di una o due giocatrici non sembra profilarsi all’orizzonte.

4) Roger raggiungerà i diciotto Slam?

Il tempo passa per tutti e, nonostante l’indubbia capacità di movimento mostrata dal Campione di Basilea, il problema dello svizzero sta tutto nella tenuta nei match al meglio dei cinque set. Il confronto con i migliori, come Djokovic, sembra onestamente arduo mentre nessun problema sorge nei match al meglio dei tre parziali. Cosa ha sconfitto Federer in finale? Dove ha perso domenica scorsa? La sua incapacità di convertire i break points lo ha condannato. Averne trasformati solo cinque su ventitrè è statistica impressionante… in negativo! Comunque, questa è stata per lui un’ottima campagna americana ed il finale di stagione sembra promettere bene.

5) Grazie al cielo… Il tetto arriverà!

Pioggia a far da protagonista, ed è stato un miracolo il non aver dovuto attendere il lunedì per conoscere il vincitore del torneo maschile. Urge l’istallazione del tetto! Ed il tetto è promesso per il prossimo anno. Finalmente gli sconvolgimenti del programma dovrebbero essere solo un ricordo e nessun top player sarà irritato dal dover giocare in orari scomodi match importanti.

 

6) I problemi di Rafa son tutti lì, tutti irrisolti.

Nadal ha vissuto la peggior stagione Slam di sempre. Fuori al terzo turno, per mano del nostro Fognini, Rafa ha conosciuto la prima sconfitta in uno Slam rimediata in un match dove era in vantaggio di due set. In più, dato quanto mai allarmante, è da cinque Slam che Rafa non raggiunge una semifinale. Accantoniamo l’ipotesi di un nuovo coach poichè non è nei pensieri del maiorchino; il gioco in sè non è migliorato ed anche per lui gli anni passano. C’è di buono, però, che peggio di così proprio non si può fare. Toccato il fondo, Rafa può solo risalire.

7) Abbiamo assistito alla prima intervista durante un match!

ESPN ha rotto un tabù. Durante il match di primo mturno tra Coco Vandeveghe e Sloane Stephens, la prima è stata intervistata da Pam Shriver subito dopo aver vinto il primo set. Novità interessante introdotta per aumentare la spettacolarità dei match e dare al pubblico una ancor più forte sensazione di partecipazione. Ne siamo certi, altre interviste durante i match ci saranno; e ben vengano.

8) Lo Slam americano, come e più degli altri, obbedisce alle dure regole dell’audience.

Il calendario, però, non agevola il raggiungimento degli obiettivi di audience che potrebbero essere raggiunti. Il finale del torneo coincide proprio con il primo weekend di NFL. Male, molto male! L’audience ne risente proprio quando potrebbe aumentare in modo esponenziale. Audience alto vuol dire più sponsor e quindi maggior visibilità per il tennis. E se si pensasse ad un calendario diverso? Magari anticipando l’inizio del torneo di una settimana? Non è improbabile che, nei prossimi anni, questo spostamento venga effettuato. Ma, comunque sia andato, per noi lo US Open 2015 rimarrà un evento che appartiene ai momenti più belli dello sport italiano. Qualunque sia il suo futuro.

Di Piera Camerlingo

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