Us Open 2015: Serena barcolla ma non molla. Bouchard torna a brillare, bene Keys e Kontaveit

Us Open 2015: Serena barcolla ma non molla. Bouchard torna a brillare, bene Keys e Kontaveit

La nottata della quinta giornata dello US Open 2015 è stata palcoscenico di almeno due sfide emozionanti. Al cardiopalma il match pomeridiano, conclusosi sotto il tramonto newyorkese, tra Bouchard e Cibulkova, che hanno dato vita ad una vera e propria lotta sul Louis Armstrong. Ha rischiato, e non poco, Serena Williams, che, pur non giocando il suo miglior tennis, riesce a domare la stravagante Mattek-Sands. In spolvero Madison Keys che distrugge ‘Maga Aga’ Radwanska, e la giovane estone Kontaveit che spegne le speranze della beniamina di casa Madison Brengle.

Le cronache di giornata.

Anett Kontaveit b. Madison Brengle 6-2 3-6 6-0

Anett Kontaveit in azione contro Madison Brengle

La sfida probabilmente meno attesa della giornata, ma anche la più sorprendente. La beniamina di casa va alla ricerca del secondo ottavo di finale in stagione, dopo Melbourne, contro l’estone Kontaveit che l’anno scorso l’aveva battuta per 6-2 6-1 nel torneo da 50.000$ di Nottingham, nonostante le 105 posizioni di differenza tra le due.

Il match inizia con un sostanziale equilibrio tra le due; 2 game su 3 si concludono ai vantaggi, con 3 palle break in favore della Kontaveit non capitalizzate dall’estone: 2-1 per la Brengle. Anett muove bene il gioco da fondocampo con il suo dritto incisivo, e la Brengle sembra pagare una minor potenza nei colpi che non le permette mai di prendere in mano le redini dello scambio. L’ordine dei servizi viene rotto proprio dalla Kontaveit che nel quinto game strappa a 30 il servizio alla Brengle. L’estone continua a dettare legge in campo e con rovescio fantastico lungo linea mette a segno l’allungo portandosi sul 4-2. Il primo set è un monologo in favore dell’estone che sembra non sentire minimamente la pressione. Un 6-2 che non ammette repliche: 16 vincenti, 11 errori, 2 ace e l’85% di punti vinti con la prima di servizio.

Il secondo set inizia subito con un break a favore della statuaria bionda, che però subisce immediatamente il ritorno dell’americana, flebile, dato l’immediato contro break che porta la Kontaveit sul 2-1 in suo favore. 2 palle del 3-1 in favore dell’estone che però vengono prontamente annullate dall’americana che le strappa nuovamente il servizio e si porta sul 3-2. Dopo un inizio quasi a senso unico, sembra ristabilita la parità in campo tra le due giocatrici, con la Brengle che ha preso le misure ed ha iniziato a muovere una più fallosa Anett. E’ la Brengle che prende le distanze per prima, strappando il servizio sul 4-3 e chiudendo il parziale in suo favore 6-3 dopo 55 minuti di gioco.

La personalità ermetica e fredda, tipica delle giocatrici dell’est-Europa, non fa crollare le certezze della Kontaveit che in appena 10 minuti si porta sul 3-0 in suo favore sul GranStand. La sua cavalcata inesorabile non vede fine, ed in poco più di un’ora e un quarto, chiude il match in suo favore con un bagel finale. Qualificata… and counting.

 Eugenie Bouchard b. Dominika Cibulkova 7-6 4-6 6-3

Eugenie Bouchard esulta nel suo match di terzo turno.

Un match tra due giocatrici che stanno cercando, per motivi diversi, di tornare competitive ad alti livelli dopo che entrambe sono state finaliste Slam nella scorsa stagione (Cibulkova Australian Open, Bouchard Wimbledon). La Bouchard deve smaltire un’annata spaventosamente negativa, con ben 9 sconfitte al primo turno, tra cui Roland Garros e Wimbledon, tornei che lo scorso anno avevano sancito la sua definitiva consacrazione; dall’altra parte Dominika, rientrata dopo l’infortunio, cerca di ritornare ai livelli che le competono ed ha già dato dimostrazione della sua forza eliminando al primo turno Ana Ivanovic.

Il match inizia subito in modo combattuto, con la Cibulkova che salva il proprio turno di servizio ai vantaggi e con la Bouchard che tiene il servizio a 30. Insolitamente per un match femminile, la partita segue l’ordine dei servizi, con assoluto equilibrio in campo. La Bouchard, già in avvio, sembra la lontana parente di quella vista nell’arco dell’anno, il che è già di per sé positivo, a prescindere dal risultato: colpisce pulito, con i piedi in campo, togliendo tempo e spazio alla slovacca dalla parte del rovescio. Un lottato game, conclusosi con un rocambolesco alternarsi di volèe e passanti, porta la Cibulkova sul 3-2. Il pressing della slovacca inizia a produrre i propri frutti e le frutta (gioco di parole, voluto) un decisivo break: 4-2. Genie tuttavia non si dà per vinta e mette a segno il contro-break che le permette di riportare il set in parità, sul 4-4.

Sul 6-5 in favore della Cibulkova, la slovacca si porta avanti 15-40 sul servizio della canadese, con un falco malandrino a suo favore; la Bouchard annulla i due set point e si va al tiebreak. Un tiebreak infinito, al cardiopalma, con la Bouchard che lo aveva chiuso e che per la seconda volta è stata beffata da un “falco” avverso: 7-7, 8-8, 9-9… 10-9 per Eugenie Bouchard; 15 punti vincenti per entrambe, 4 errori in più della slovacca (16), e percentuali più alte al servizio per la canadese. Il secondo set inizia in sordina, dopo un finale di primo parziale al fulmicotone. La Bouchard è la prima a prendere il distacco portandosi sul 3-1 e approfittando di un calo dal punto di vista mentale della slovacca che, dopo un game di quasi 10 minuti, riesce a brekkare la canadese, impedendole di mettere a segno  lo strappo decisivo, ed accorciando le distanze sul 3-2.

La slovacca infila 4 game consecutivi, ed, in versione rullo compressore, non lascia spazio alla Bouchard per esprimere il suo gioco, proprio quando sembrava quasi sull’orlo del baratro. Chiude il secondo parziale in suo favore 6-4, con 13 vincenti e 12 errori gratuiti. Il terzo parziale inizia con uno scambio di favori tra le due tenniste, in un incontro che con il passare dei minuti acquisisce sempre più le sembianze di uno psicodramma. Genie cerca di reagire immediatamente al set perso, e dopo un altro game lunghissimo (8 minuti circa), e 6 palle break, riesce a strappare l’allungo e ad issarsi sul 4-1. Il break messo a segno nel terzo game è quello decisivo ed Eugenie Bouchard chiude il match in suo favore, garantendosi un posto negli ottavi contro Roberta Vinci.

Serena Williams b. Bethanie Mattek-Sands 3-6 7-5 6-0

Serena durante il suo ingresso in campo.

Uno scontro tra connazionali, due veterane del circuito, due personalità forti ed eclettiche. Serena e Bethanie si presentano al match con un bilancio di 2-0 negli scontri diretti, in favore della minore delle Williams, con l’ultimo di essi risalente però a Wimbledon 2008. La numero uno del mondo a caccia del Grand Slam, dovrà vedersela con una delle poche giocatrici che psicologicamente può tenerle testa.

Serena parte subito con il botto, conquistandosi ben 2 palle break nel game di apertura, prontamente annullate dalla Mattek che riesce a tenere il servizio. Subito break sul servizio di Serena, che sbaglia due dritti in lunghezza ed un rovescio a rete, e vantaggio consolidato grazie a tre errori gratuiti della Williams e ad un servizio sulla linea. Serena deve ancora prendere le misure, appare statica e molto fallosa. Tuttavia la numero uno del mondo, rimontando da 0-30 sul suo servizio, riesce a sbloccare il punteggio sull’1-3. La Mattek-Sands annulla altre due palle break, e, dopo aver sciupato una chance del 4-1 capitola in favore di Serena che mette a segno il break.

La Williams appare poco sicura soprattutto con il dritto e con il servizio, con i quali non riesce ad essere incisiva come suo solito; dal canto suo la Mattek cerca di toglierle il tempo con veloci incursioni a rete in controtempo, che destabilizzano Serena: 5-2. Serena tiene il servizio, con relativa tranquillità, ma, dopo aver sciupato 4 occasioni per accorciare le distanze sul 5-4, deve abdicare e cedere il primo set del torneo. 6-3 Mattek-Sands. La differenza la fanno gli errori gratuiti, ben 15 per la Williams contro il solo di Bethanie.

Serena apre il secondo set al servizio, facendosi segno con la mano di mantenere la calma. L’apparente calma non la si riscontra però nelle risposte forastiche di Serena che sembra andare eccessivamente di fretta, con la speranza di togliere tempo all’avversaria. Il risultato è opposto poiché non riesce a mettere pressione alla Mattek in alcun modo, tanto da essere costretta a cercare la via della rete, cosa per lei inusuale. Il match segue l’ordine dei servizi: 2-1 Williams. Le palle break iniziano a diventare l’emblema della partita; per la seconda volta consecutiva nel set, la quarta nel match, Serena non riesce a convertire due occasioni consecutive di break e questo potrebbe diventare un fantasma, dato che ormai al servizio non sembra avere problemi.

L’occasione buona arriva sul 4-3 in suo favore quando riesce a mettere a segno il break che però è preludio per un altro psicodramma… Sul 5-3 in suo favore e 30-30, commette due doppi falli e rimette in corsa la Mattek che, con un attacco in contropiede riesce a riprendersi il break. Sul 5-5 Serena sente vicino il momento decisivo e tira fuori tutta la sua grinta, mettendo a segno tre vincenti da numero uno del mondo, ed andando poi a prendersi il set sul servizio dell’eclettica Mattek, chiudendo 7-5 il parziale.

Il parziale decisivo si apre con una Williams in grande spolvero nel game di apertura al servizio, ed allo stesso modo in risposta, tanto da lasciare solamente un punto in due game a Bethanie: 2-0. La partita è ormai avviata verso un epilogo del tutto scontato: Serena ha alzato l’asticella, sbaglia sempre meno e gioca sempre più colpi vincenti. 3-0, 4-0, 5-0, è solo una questione di numeri… e di minuti.

Madison Keys b. Agnieszka Radwanska 6-3 6-2

Madison Keys esulta dopo un punto vinto.

Il match forse più atteso di giornata. Spostato all’ultimo minuto sul Granstand, a causa del ritardo dei match sul Louis Armstrong, è senza dubbio quello sulla carta più equilibrato. Nonostante i precedenti dicano 4-0 per la polacca, l’unico realmente attendibile è l’ultimo, risalente all’edizione di Wimbledon di quest’anno, quando a spuntarla fu Aga, ma solamente per 6-3 al terzo.

Madison apre il match con il piede sull’acceleratore, e strappa il servizio a zero alla polacca con due rovesci lungo linea da cineteca, confermando il break nel game successivo. E’ l’americana che detta gioco grazie alla sua maggiore potenza, e la Radwanska si limita ad appoggiarsi sfruttando la velocità dei colpi della Keys ed il suo eccellente timing.

Una partita che stenta a decollare, con tanti errori della Keys nei momenti clou del game, ma con una Radwanska che non riesce a sbloccare il punteggio: 4-3, ordine dei servizi rispettato. La prima a smuovere nuovamente il punteggio è Madison che chiude il set con il secondo break ai danni della polacca, 6-3, in 38 minuti di gioco, e chiede l’ingresso del trainer in campo per il Medical Time Out.

Il secondo parziale vede l’alternarsi di break e contro break, con innumerevoli errori da ambedue le parti. Dal 2-1 in suo favore, Madison Keys prende un ulteriore distacco ai danni della polacca, issandosi sul 4-1 con un quasi “perfect game”, 3 ace, ma un errore di dritto in rete. Ennesimo break che porta la Keys a servire per il match sul 5-1, ma nulla di fatto: sul più bello commette alcuni errori di troppo e cede nuovamente la battuta. É solamente una questione di attimi, di prassi. Nulla può Aga che è costretta a capitolare, in modo definitivo.

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