Us Open preview: Roger Federer, ora si comincia a fare sul serio. In campo anche Errani e Pennetta

Us Open preview: Roger Federer, ora si comincia a fare sul serio. In campo anche Errani e Pennetta

Con gli occhi ancora colmi di fatica ed incredulità, grazie alle prodigiose gesta notturne del nostro funambolico Fogna, ci approcciamo ad una nuova giornata di dipendenza tennistica agli Us Open: oggi è il turno di Roger Federer, contro il tedesco Kohlschreiber, di Andy Murray, contro Bellucci, e di Stan Wawrinka. Tra le donne, in campo Kerber-Azarenka, Pennetta-Cetkovska e Errani-Stosur.

Con gli occhi ancora colmi di fatica ed incredulità, grazie alle prodigiose gesta notturne del nostro funambolico Fogna, ci approcciamo ad una nuova giornata di dipendenza tennistica, finché morte o narcolessia non ci separi. (Clicca qui per il programma completo della sesta giornata)

La priorità acquisita spetta al Roberto Bolle elvetico, alias Roger Federer. Il ‘promettente campioncino svizzero’ persegue indefesso la perigliosa ricerca del 18esimo Slam, non lesinando volteggi e plisse’ da consumato danzatore.

Se gli avversari incontrati nei primi due turni, Mayer e Darcis, gli hanno concesso l’intera pista da ballo per esibire lo sfavillante campionario stilistico, difficilmente il prossimo rivale offrirà al monarca altrettanta cedevolezza.

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Al cospetto del numero 2 del mondo si presenterà Philipp Kohlschreiber, brevilineo condensato di talento ed inconsapevolezza.

Le qualita’ del tedesco passano spesso inosservate a causa dell’incrollabile basso profilo che lo ammanta. Superata la fuorviante apparenza da modesto comprimario, Kohlschreiber sa regalare sapide soddisfazioni, grazie ad un gioco improntato alla completezza, in cui eleganza ed efficacia spesso collimano.

L’ultimo precedente tra i due risale al torneo di Halle nel mese di Giugno, quando Federer si trovo’ a due punti dalla sconfitta. Nell’occasione Kohlschreiber fu l’unico oppositore in grado di strappare il servizio allo svizzero nel corso di tutta la rassegna erbivora del King, emulato solo da Djokovic nel corso della finale dei Championships.

Detto questo i precedenti sentenziano un parziale di dieci vittorie a zero in favore Federer, passivo ulteriormente gravato dal computo totale dei set disputati sul veloce: otto a zero. Tanti auguri, Phill.

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A spalancare i battenti di questa sesta giornata, però, ci pensereanno Bernard Tomic e Richard Gasquet, in quello che si preannuncia come un gustosissimo aperitivo tennistico. L’australiano ed il francese sono due tra i più raffinati ammaestratori del circuito: la facilità con cui addomesticano la minuta sfera gialla, la cura e la delicatezza con cui la preservano dalle ingiurie del gioco e l’opulenza tecnica di cui grondano entrambi li rende unici nel loro genere. Esulando dalle rispettive turbe psichiche, spesso foriere di imperdonabili dilapidazioni, non possiamo che aspettarci un match tanto seducente quanto impronosticabile. sempre che Tomic sia riuscito a smaltire le fatiche del biblico confronto con Hewitt.

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Esame di maturità per Domic Thiem.
Il maturando austriaco, reduce da un glorioso mese di Luglio, nel corso del quale si è aggiudicato ben due tornei consecutivi sul rosso (Umago e Gstaad), ha palesato le croniche difficoltà di adattamento sul cemento, uscendo di scena anzitempo sia a Montreal che a Cincinnati.
Kevin Anderson personifica il banco di prova ideale per certificare il definitivo salto di qualità di Thiem. Il sudafricano, sebbene sia incapace di scaldare il cuore degli appassionati, si è distinto negli ultimi anni per l’ammirevole costanza di risultati, in virtù della quale si è garantito un domicilio permanente nella top 20. Ad avvalorare quanto appena asserito va rimarcata la ragguardevole striscia di vittorie inanellata da Anderson, tra la fine di Agosto e l’inizio di Settembre: sette successi consecutivi che gli sono valsi il titolo a Winston-Salem e l’approdo ai sedicesimi degli U.S. Sfida che non si risolverà in meno di quattro set, con il sudafricano leggermente favorito.
Turno di riposo per Stan Wawrinka. Il traballante fidanzato di Donna Vekic, giunto al terzo turno senza incantare, potrà beneficiare a scoppio ritardato del melodrammatico ritiro di Jack Sock, avvenuto nel corso dell’incontro di secondo turno contro il belga Bemelmans. Se lo statunitense poteva rappresentare una seria minaccia alla permanenza newyorchese di Stan, non si può attribuire lo stesso grado di pericolosità al modesto fiammingo.
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Chiude il programma maschile Andy Murray, scampato alle insidie di un secondo turno tutt’altro che banale.
Dopo essersi fatto dileggiare per due set dal francese Mannarino lo scozzese, per una volta non incline alla simulazione di misteriosi malanni atti a deconcentrare l’avversario, ha trovato il modo di risolvere la contesa a suo favore, avvalendosi di pazienza ed umiltà. Tra lui e gli ottavi di finale proverà a frapporsi il brasiliano Bellucci. Curiosamente tra i due vige un solo precedente, risalente alla stagione sul 2011 sul rosso di Montecarlo, ove fu proprio il carioca a prevalere. Trascorso quanto mai stagionato ed inattendibile, considerando che ai tempi il campione olimpico viveva la terra come la rappresentazione del male assoluto. Il divario tra i due è incolmabile su ogni superficie, in special modo sul veloce.
In campo femminile, in assenza della vincitrice annunciata, due match spiccano su tutti gli altri: Azarenka-Kerber e Kvitova-Schmiedlova. La sfida che vedrà opporsi la bielorussa alla tedesca risente, per forza di cose, della perdurante convalescenza agonistica di Vika. Azaenka sta alternando incoraggianti prestazioni ad inquietanti ricadute che la costringono a nuove e sempre più faticose ripartenze. Kerber, con la sua poderosa fase difensiva, potrebbe rappresentare uno scoglio molto più acuminato di quanto non suggeriscano i precedenti (5-0 in favore di Vika).
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Nel match che vedrà contrapporsi l’astro nascente all’astro pasciuto del circuito WTA, ovvero Schmiedlova e Kvitova, molteplici sono i motivi di interesse.
La pargola slovacca, la cui ascesa veniva profetizzata da almeno un paio di stagioni, ha finalmente messo a frutto il rimarchevole potenziale a sua disposizione, fornendo una continuità di risultati tale da permetterle, nel primo segmento del 2015, di aggiudicarsi due tornei (Katowice e Bucarest). Meno positivo il bilancio nei tornei del Grande Slam sin qui disputati, ove non era mai andata oltre il secondo turno prima di questa edizione degli Us Open.
Kvitova, nonostante la persistente mononucleosi, sta dando vita ad un’inattesa fase di imbattibilità. Quando all’inzio del mese di Agosto le venne diagnosticata la subdola infezione salivare in molti, per non dire tutti, l’avevano depennata dalla lista delle papabili avversarie di Serena. La ceca, invece, dopo un paio di tornei di assestamento, ha dimostrato a tutti i miscredenti quanto sia consistentente la propria scorza. Petra negli ultimi dieci giorni ha inanellato una serie di sei vittorie consecutive, parte delle quali le sono valse il titolo a New Haven. Nei primi tre turni a Flushing Meadows Petra ha sminuzzato Siegemund e Gibbs, esibendo tutta la prepotenza missilistica dei tempi migliori. Con Schmiedlova non avrà vita così facile, tanto da non poter escludere una vittoria della ceca al terzo set.
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