US Open: Kvitova non brilla, ma vince con la testa! Esce a testa alta Johanna Konta!

US Open: Kvitova non brilla, ma vince con la testa! Esce a testa alta Johanna Konta!

Petra Kvitova entra in campo forse più tesa di quanto si possa pensare, dato che non ha mai superato gli ottavi nello Slam newyorkese, e, pur non brillando, riesce a spuntarla su un’arcigna Johann Konta, che esce dal torneo a testa alta.

Il cerchio si stringe, ed è il momento di tirare le somme. Se nella parte alta l’attenzione è tutta focalizzata sul percorso di Serena Williams in ottica Grand Slam, in rotta di collisione ai quarti con sua sorella Venus, in un Sister Act da non perdere, in quella bassa i riflettori sono puntati su Petra Kvitova e su quella che per lei potrebbe rivelarsi un’edizione dello US Open particolarmente positiva. Non ci sono precedenti tra la tennista ceca e la britannica Johanna Konta, che, ha già disputato 6 match in questa edizione, tra qualificazioni e tabellone principale, ed ha eliminato in successione la finalista di Wimbledon Garbine Muguruza e la tedesca Andrea Petkovic.

Ma il match è veramente così sKONTAto?

Come si suol dire, si parte subito con i fuochi d’artificio. Anzi, col botto. Le giocatrici appaiono centrate sin dai primi punti, e si inizia a delineare lo schema tecnico-tattico delle due: entrambe disegnano traiettorie interessanti, con la Kvitova che muove il gioco grazie alle sua traiettorie piatte e la Konta che varia con rotazioni e palle corte estemporanee. La Konta risponde senza esitazioni al turno di servizio della ceca, vincendo il proprio a zero.

La partita tuttavia stenta a decollare. Botta e risposta nei turni di servizio, fino al 2-2 quando la ceca, avanti 40-15 commette due doppi falli e butta fuori uno smash agevole, sintomo di poca sicurezza e di troppa fretta nel voler chiudere gli scambi, regalando le prime opportunità di break alla britannica, prontamente annullate con un ace e con un rovescio inside-in. Genio e sregolatezza, è lei che detta il gioco in queste prime battute.

3-3, 4-4, 5-5… un match femminile che, a livello di percentuali al servizio, si avvicina molto ad un incontro maschile. L’equilibrio viene rotto proprio ad un passo dal tie-break, nel momento cruciale del set. La Kvitova trova due soluzioni da “circoletto rosso” e porta a casa il primo parziale 7-5, non senza sudare le proverbiali sette camicie.

Il secondo parziale si preannuncia un “fax-simil” dalle prime battute, con la Kvitova che, come nel primo set, fa corsa di testa, al servizio. La britannica non riesce più a muovere la Kvitova come nei primi sprazzi di match, ma la ceca dal canto suo capitalizza poco le occasione che le vengono concesse, accumulando errori anche banali in ribattuta.

Il punteggio resta invariato sino al 4-3 in favore della Kvitova, che, dopo aver annullato alla britannica due palle del 4-4, riesce a compiere lo scatto e ad issarsi sul 5-3. La Konta paga due brutti errori ed un doppio fallo letale sulla palla break, che sembra quasi assumere le sembianze di un gesto di resa. Fisicamente è provata, complici le maratone delle scorse giornate, e l’ultimo game si rivela una mera formalità. 7-5 6-3 e quarti di finale per Petra, che se la vedrà ora con la nostra Flavia Pennetta, in un match che si preannuncia scintillante.

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