US Open: Murray batte un Lorenzi magnifico e conquista gli ottavi

US Open: Murray batte un Lorenzi magnifico e conquista gli ottavi

Grandissima prova del nostro numero 1 che cede in quattro set al britannico dopo oltre tre ore di gioco.

1 Commento

UN PRIMO SET BELLO E SFORTUNATO….- Paolino Lorenzi, da Siena, raggiunge il terzo turno degli US Open e scende in campo sull’Arthur Ashe contro il numero 2 del mondo, Andy Murray. Secondo i più, Andy è il giocatore più in forma del circuito, più dello stesso Djokovic . Match segnato? Assolutamente no.    Parte l’incontro ed ogni  pronostico di facile vittoria del britannico è subito spazzato via. Lorenzi , che sta esprimendosi da tempo su  livelli eccellenti ,  mostra subito di quale lucidità, forza  e resistenza fisica è dotato. Imbriglia da principio lo scozzese nel suo gioco. Paolo è solido al servizio, maestro nel variare  palla , profondo nelle accelerazioni ed opportuno negli attacchi.  Di fronte ha un Andy uguale e contrario, ovvero  opaco nel servire , lento negli spostamenti  e, soprattutto, apparso da subito senza le giuste contromisure  contro un giocatore che taglia il ritmo in maniera perfetta. Il primo set è giocato da Lorenzi in un crescendo di intensità esaltante. Pochi gli errori dell’azzurro, tanti ( saranno ben 33 a fine parziale) quelli dello scozzese.  Il senese dimostra di poter impattare tranquillamente i colpi del campione britannico e sovente trasforma fasi  difensive vissute   in piena apnea in favolose trame offensive. Murray perde la pazienza e con essa anche il servizio nel nono game . Lorenzi serve per il set ma la tensione è tanta, troppa. Il braccio diviene rigido e tre gratuiti di dritto riportano il punteggio sulla parità. Il parziale corre , bellissimo, verso il tie-brek. Murray lo  domina, con autorevolezza.

lorenzi us open 1
ED IL SECONDO DA MANUALE – Fallita per un soffio la conquista del primo set , Lorenzi apre la seconda frazione così come aveva chiuso la prima. Presente ovunque l’azzurro, su ogni palla. Vissuto un calo al servizio che consente allo scozzese di brekkare in apertura, il senese confeziona un immediato controbreak ; un chiaro segnale per il suo avversario. Paolo c’è e continua a macinare il suo gioco senza remora alcuna. Murray, da parte sua,  continua nervosamente a subire l’ iniziativa di Lorenzi, a sbagliare troppo e , quindi,  a mantenere  intensità e  qualità del suo gioco sotto i livelli abituali. Paolino è un fiume in piena. Detta il gioco con inaudita lucidità sorretto da una vigorìa fisica  impressionante . Lo  sforzo dell’azzurro  è premiato con il break, conquistato nel sesto game. Paolo lo conferma, salendo così  sul 5-3. Ancora una volta l’azzurro serve per il set; ancora una volta il braccio si blocca. Murray sente  il momento difficile dell’avversario, alza  la soglia di attenzione  e risale la china riportandosi sul 5-5. Tutto lascia presagire un nuovo tie-break, ma così non sarà.  Un Murray tutt’altro che tranquillo serve per rimanere nel set ed  è semplicemente disastroso. Il dodicesimo game regala così  a Lorenzi un meritatissimo secondo parziale.

murray us open 2
IL RUGGITO DEL CAMPIONE ARRIVA SEMPRE- Il terzo set è ,di fatto,  una pura formalità per Murray. Lorenzi, prevedibilmente,  cala  dal punto di vista fisico , mentre il britannico è più lucido e paziente.  Andy  non è più alla ricerca forsennata del vincente, che tanti gratuiti aveva prodotto, ma alza il proprio ritmo con acume , togliendo  spazio e tempo al nostro.  Vinto il terzo, Murray brekka in apertura del quarto. Lorenzi va progressivamente spegnendosi; il tennis da manuale del britannico fa ora capolino sull’Artur Ashe, nonostante qualche sbavatura sia ancora ben visibile nel gioco di Andy, ancora e soprattutto  al servizio. Chiude i giochi Murray, senza brillare,  e conquista gli ottavi contro un Lorenzi immenso. L’applicazione costante , la volontà di  lottare ed una incredibile capacità di focus rendono  eccezionale la prestazione fornita dal nostro numero 1.  Dalla prossima settimana, Paolo Lorenzi  sarà numero 35 del ranking mondiale. La sua ascesa , a trentaquattro anni, dimostra con i fatti che  solo  il duro lavoro, al di là del talento, può davvero portare  lontano.

A.Murray b. P.Lorenzi  7-6(4) 5-7 6-2 6-3

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  1. Paolo Poeta - 5 mesi fa

    Veramente bravo, all altezza, Murray mai dirompente

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