Us Open, Nadal: “Non sento di aver giocato male”

Us Open, Nadal: “Non sento di aver giocato male”

CI chiediamo che ne sarà di Nadal dopo la sconfitta contro Fognini. Continuerà a perdere o tornerà il campione che era? Il maiorchino afferma di non aver giocato male riconoscendo i meriti a Fabio che ha saputo alzare il livello di gioco.

Il risultato più eclatante dello Us Open è stato senza di dubbio quello tra Fognini e Nadal. Quella che potrebbe essere ricordata come una delle più grandi rimonte della storia del torneo e potrebbe segnare la fine dell’era Nadal.

Magari il nostro Fabio è andato proprio a Lourdes nei giorni precedenti lo US Open. Magari una forza occulta gli ha dato quella stabilità che da inizio carriera cerca senza soluzione. Quella che Fognini ha compiuto questa notte è la più grande impresa del tennis italiano qui allo Us Open. Sicuramente Nadal non è il solito Nadal, ma Fogna ha stupito il mondo questa notte quando sotto di due set ed un break ha finalmente dato sfoggio di tutta la classe cristallina di cui è in possesso. John McEnroe ha dichiarato di aver assistito ad una delle più grandi rimonte di sempre in questo torneo. Nadal era avanti 2-0 e 3 a 1 nel terzo.

Pronti ad andare a letto, siamo stati trattenuti dal fenomeno ligure che ha alzato il livello del suo gioco diventando ingiocabile anche per Nadal che a fine partita ha dichiarato: “Non sono contento che lui abbia giocato meglio di me, ma così è stato. Non ho giocato male, ho giocato una partita normale ma non è stato abbastanza”.

Sentire il maiorchino rilasciare questa dichiarazione lancia un grande campanello di allarme. Che Nadal si stia abituando ad essere un comprimario?

Fabio Fognini - Rafael Nadal Men's Singles - Round 3
Nadal al servizio

Un Nadal che chiude la stagione senza titoli major che si dice deluso per la stagione ma voglioso di continuare ad allenarsi per chiudere la stagione dignitosamente e conquistare almeno un posto per il Masters di Londra. Un Nadal irriconoscibile, che cerca di lottare ma al quale manca sempre quel qualcosa in più in termini di forza fisica e mentale che poteva far la differenza in match come quelli di ieri. Tanti sono i dubbi sulla sua ripresa, sul fatto che siamo davvero al capolinea per un giocatore che ha segnato la storia del tennis. Ma guai a dare per morti campioni di questo calibro.

Nelle conferenze stampa continua a dire di stare bene e di voler continuare a lavorare con il suo team ma vedere un campione del suo calibro giocare in maniera passiva contro Fognini è davvero difficile da digerire. Il dato che più salta all’occhio dopo il match è la quantita di vincenti ed errori gratuiti di Fognini. Praticamente l’ha partita l’ha fatta il ligure per tutto il tempo mostrando attraverso i numeri la passività del gioco dello spagnolo. Un altro dato che salta agli occhi è il servizio. Nadal non riesce a servire al meglio ed è troppo debole sotto questo punto di vista e facilmente leggibile.

Rafael-Nadal-reacts-to-a-point-while-playing-Fabio-Fognini

L’immagine di Nadal che esce dal tunnel che sbuffa e guarda il soffitto è la fotografia di questo 2015. Un campione che ha perso se stesso, che non ha più quel fuoco che faceva partire gia sconfitti in partenza tutti gli avversari. A differenza di Federer, che nel 2014 ha attraversato una stagione simile, l’iberico non sembra voler cambiare nulla nel suo stile di gioco, e ha piena fiducia nel suo team.

Dovrebbe lo spagnolo rivoluzionare la sua vita sportiva, cambiare allenatore, metodi di allenamento o siamo di fronte all’epilogo di una delle leggende di questo sport? Di Nadal si è sempre sospettato che una volta che il fisico lo avesse abbandonato saremmo stati di fronte ad un crollo verticale. Che questo momento sia arrivato proprio quest’anno? Vederlo venire umiliato dagli altri fab four non è quello che vogliamo. Forse un cambio di allenatore potrebbe dare nuova linfa a questo campione. E cominciare una seconda carriera come già avvenuto al suo acerrimo rivale Roger.

 

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