US Open, quarto turno: un enorme Lorenzi si arrende in quattro set ad Anderson

US Open, quarto turno: un enorme Lorenzi si arrende in quattro set ad Anderson

Il toscano ha vinto il terzo set contro il sudafricano, e nel quarto si è trovato con un break di vantaggio: la cinicità di Anderson è stata però fatale. Kevin sfiderà ai quarti uno tra Querrey e Mischa Zverev.

È giunto il tempo degli ottavi di finale in una New York tanto piovosa da sembrare una città inglese, ed è giunto anche il tempo dell’ultimo giocatore col tricolore sul cuore rimasto in gara. Sul Louis Armstrong è appena terminato il match di Paolino Lorenzi, che oggi aveva di fonte a sé la testa di serie numero 28 del tabellone Kevin Anderson. Il toscano non era mai riuscito ad andare oltre la vittoria di un set (Australia 2013) contro il sudafricano, che aveva affrontato prima di oggi per tre volte.

PRIMO SET – Primo parziale giocato esclusivamente sui propri turni di battuta, con Anderson che nei primi due game al servizio ha infilato la bellezza di sei ace dando oggettivamente poca possibilità di gioco a Lorenzi. Di contro, sul servizio del toscano, Kevin è sembrato voler chiudere in fretta il punto, senza darsi la possibilità di entrare nello scambio e finendo con il regalare 14 errori non forzati a Paolino. L’italiano ha avuto una minuscola possibilità nell’ottavo game, quando è riuscito a vincere due punti sul servizio del sudafricano, che è comunque riuscito a portarsi sul 5-4. Nel game successivo, sul servizio del toscano, i due sono andati per la prima volta ai vantaggi: Lorenzi con due doppi falli sul suo vantaggio ha mandato Anderson a giocarsi il secondo set point della frazione, che ha trasformato. Primo set in cascina per Kevin, che è sembrato sentire molto il match per la reale possibilità di andare fino in fondo al torneo,  in 35 minuti di gioco e col punteggio di 6-4. Probabilmente per Lorenzi, in questo set, ha pesato molto la bassa percentuale di prime in campo, equivalente al 40%.

SECONDO SET – Seconda partita iniziata davanti agli occhi attenti di Andrew Jarrett, ex tennista britannico e attuale direttore del Torneo di Wimbledon. Nei primi giochi Lorenzi è riuscito ad alzare la percentuale prime (arrivata al 60%) e a difendere il proprio turno di servizio, finché nel sesto game è arrivata la palla break per Anderson, subito realizzata. Da quel momento in poi il senese è sembrato piuttosto sfiduciato, anche se sul 5-2 è riuscito a mantenere il proprio turno di servizio ai vantaggi grazie ad alcuni rari scambi prolungati e ben giocati. Tuttavia, il game successivo è stato fatale per le sorti del set: con tre servizi vincenti Anderson si è portato sul punteggio di due set a zero, in poco più di un’ora.

TERZO SET – Inizio come al solito frustrante per Paolino, che vedeva piano piano avvicinarsi la strada per la doccia dello spogliatoio di Flushing Meadows. Stavolta è proprio l’italiano a servire per primo, e a dare ad Anderson almeno un briciolo di preoccupazione sul suo turno di servizio. Ed ecco che, nel sesto game, è accaduto l’impronosticabile: il sudafricano ha stentato con la prima di servizio, e dopo aver annullato quattordici palle break dall’inizio del torneo senza concederne nessuna, si è fatto infilare dal passante di dritto di Lorenzi sul 30-40; il senese ha quindi strappato il servizio al sudafricano e si è portato sul 4-2 e battuta. Ma la reazione di Anderson è stata veloce quasi quanto la sua prima di servizio: nonostante il 40-15 e le due possibilità di portarsi sul 5-2 per Paolino, la testa di serie numero 28 ha contro-breakkato dopo un turno di vantaggi, riportando la situazione in equilibrio (4-4). Nell’undicesimo gioco Paolino ha dovuto sopperire a una situazione ad alto rischio, quando si è trovato 0-30 sul proprio servizio con il sudafricano a due punti dal break (e, praticamente, anche dal match): l’italiano ha reagito con prontezza e lucidità portando Anderson a una serie di errori forzati, difendendo con le unghie e con i denti il proprio turno di servizio e assicurandosi il tie-break. Ed è proprio il ventinovesimo tie-break per Paolo e il sedicesimo per Kevin a decidere il set. Lorenzi è passato in vantaggio per 5-2 e due mini-break, ma poi ha vanificato tutto con un doppio fallo e un errore, riportando a galla il sudafricano, che sul 5-4 poteva godere di due turni di battuta; ma l’italiano è rimasto concentrato e con un passante di dritto ed un errore di Anderson con lo stesso colpo si è aggiudicato il terzo parziale, dopo una lotta serratissima durata quasi un’ora. Per il numero 32 del ranking ATP è il primo set perso negli US Open 2017.

P Lorenzi

QUARTO SET – Anche stavolta il game che ha cambiato l’andamento del match è stato il terzo con Anderson al servizio, e cioè il quinto della frazione. Il sudafricano ha concesso una palla break a Lorenzi dopo un errore in lunghezza col dritto: nel punto successivo ha commesso il secondo doppio fallo del game e il terzo del match. Paolo si è quindi trovato sul 3-2 e servizio. Come nel secondo set, però, Anderson ha contro-breakkato nel gioco successivo anche aiutato dal nastro sulla palla break, con la situazione che è quindi ritornata di nuovo in parità nel set. Nell’ottavo game, sul 4-3 per Anderson, Lorenzi ha annullato tre palle break che avevano un forte odore di match point per il sudafricano (la seconda con un punto da vero leone, difendendo strenuamente e trovando poi un vincente clamoroso con un rovescio incrociato); situazione di parità che è stata dunque nuovamente ristabilita in questa bellissima quarta partita. Equilibrio che si è rotto definitivamente nel decimo game, quello che ha visto l’azzurro dover concedere tre palle break, le ennesime del match, che stavolta corrispondevano anche a tre match point. Alla prima, fatale l’errore di Paolino col rovescio.

Paolo Lorenzi ha messo comunque in mostra un grande tennis e una enorme voglia di lottare su ogni punto, durante tutti gli US Open. A lui le nostre congratulazioni per il fantastico torneo disputato in terra americana.

US Open, ottavi di finale: 

[28] K. Anderson b. P. Lorenzi 6-4 6-3 6-7(4) 6-4

1 commenti

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  1. Nicola d'Argenio - 2 settimane fa

    Grande Paolino, grande davvero, se i ragazzini che giocano a tennis prendessero esempio da lui forse il futuro dell’ Italica Racchetta sarebbe meno plumbeo….

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