Dal letto d’ospedale a “doppio” campione a Wimbledon

Dal letto d’ospedale a “doppio” campione a Wimbledon

Ecco la bellissima storia di Gordon Reid, lo scozzese che ha trionfato in due specialità nell’ultimo torneo di Wimbledon

“Still feels like a dream”. Non ci crede ancora Gordon Reid ma è tutto vero: ha appena vinto sia il torneo di singolare che quello di doppio a Wimbledon, categoria sedia a rotelle.

LA STORIA – Scozzese come Andy Murray, aveva 13 anni quando gli è stata diagnosticata la mielite trasversa, una sindrome del sistema del nervoso che colpisce il midollo spinale e che da quel momento gli avrebbe impedito di camminare. Un incubo per “Gio”, come lo chiamano gli amici, proveniente da una famiglia di sportivi e che sognava di diventare un tennista professionista fin da bambino. Un dramma che però il 24enne ha “usato” come sprono ulteriore per realizzare la sua passione. Vince il suo primo torneo solo sei settimane dopo essere stato dimesso dall’ospedale e nel 2012 entra nel circuito ITF, scalando posizioni su posizioni nel ranking.

UNA STAGIONE DI SUCCESSI – Il 2016 finora è il suo anno: vittoria all’Australian Open, finale al Roland Garros e ora “doppio” trionfo a Londra, dove il torneo singolare di categoria si teneva per la prima volta. «Vincere uno Slam è speciale, farlo in casa ancora di più – ha detto al Guardian – è davvero un sogno e qualcosa di impensabile fino a poco tempo fa. Ho finito per guardare le mie partite fino all’alba, volevo capire se fosse un sogno o la realtà». Ora lo scozzese è numero 3 del mondo in singolare e numero 1 in doppio nella sua categoria. Non si può dire che il tennis col kilt se la stia passando male.

SGUARDO AL FUTURO – La stagione per Gordon non finisce certo qui e il prossimo grande obiettivo potrebbero essere le Paralimpiadi di Rio che si terranno dal 7 al 18 settembre, per quella che sarebbe la sua terza partecipazione ai Giochi. Realizzato un sogno ora “Gio” ne ha un altro, indirizzato a chi come lui ha vissuto o sta vivendo momenti difficili. «Il tennis mi ha aiutato molto nel mio recupero fisico e nella vita in generale. Se la mia storia può in qualche modo aiutare la gente, essere di ispirazione per i bambini per me sarà speciale come aver vinto il titolo”.

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