IL MEGLIO DEL 2013: QUINZI RE DI WIMBLEDON

IL MEGLIO DEL 2013: QUINZI RE DI WIMBLEDON

Luglio 2013, a Wimbledon un giovane italiano entra nella storia

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I sacri campi del “All England Tennis and Croquet Club”, hanno promosso Gianluigi Quinzi campione di Wimbledon Juniores.
Partito come testa di serie numero 6 del tabellone, al primo turno Quinzi ha regolato con un doppio 6-1 il tennista di casa Samm Butler, al secondo round ha sconfitto il tedesco Johannes Haerteis per 6-3 7-5, agli ottavi si è imposto nettamente sul francese Johan Sebastian Tatlot, nei quarti ha annichilito con il punteggio di 6-4 6-3 la seconda testa di serie del seeding, il serbo Nikola Milojevic che aveva sconfitto l’azzurro al Roland Garros under 18, mentre in semifinale è prevalso per 6-4 6-4 sulla promessa britannica Kyle Edmund. All’ultimo atto Gianluigi Quinzi si è ritrovato dall’altra parte della rete il coreano Hyeon Chung e, fedele alla promessa espressa i giorni scorsi “vincerò io”; aveva detto è stato di parola. 7-5 7-6 lo score a favore di Quinzi.
E così, ventisei anni dopo Diego Nargiso, questo diciassettenne alto 1 metro e 90 centimetri, mancino, ha riportato in Italia lo Slam londinese riservato agli under 18.
quinzi1E già da qui va aperta una parentesi; perché Gianluigi è sì italiano, ma non è al tricolore che deve la sua crescita tennistica. Supportato dalla lungimiranza dei suoi genitori, Gianluigi è stato infatti arruolato sin da giovanissimo nella celebre Accademia di Nick Bollettieri ed ora è il sapiente Eduardo Medica, ex tennista argentino, a fargli da coach.
Ma facciamo un passo indietro.
Gianluigi Quinzi è nato a Cittadella, un paese del Veneto, il 1 febbraio del 1996 ma è cresciuto a Porto San Giorno insieme alla madre Carlotta, ex nazionale di sci e pallamano, ed al padre, Luca, che è presidente del noto Circolo Tennis cittadino.
Da bambino Gianluigi scia e gioca a tennis ed in entrambi i settori si cava tante soddisfazioni, basti pensare che a sette anni si classifica secondo ai Campionati Nazionale under 10 di sci alpino.
Nelle vene e nel cuore però è il sacro fuoco del tennis ad avere il sopravvento.
Gianluigi ha otto anni quando viene notato da un talent-scout sguinzagliato da Nick Bollettieri che gli offre una borsa di studio per la sua Accademia di Bredenton, in Florida.
E così il “giovane Quinzi” partecipa e trionfa al torneo americano “Little Mo”, nel cui albo d’oro sono incisi anche i nomi di Serena Williams ed Andy Roddick.
A tredici anni è il più giovane tennista nelle classifiche ITF Juniores ed appena quattordicenne mette tutti in fila al “Honduras Bowl”.
L’esplosione a livello juniores avviene nel 2012 quando conquista il Trofeo Bonfiglio, e la Coppa Coppa Davis under 18 insieme a Filippo Baldi.
Il 1 gennaio 2013 agguanta pure la prima posizione del ranking mondiale ITF per juniores e l’1 giugno vince il suo primo titolo Future a Casablanca, dove sconfigge in finale l’algerino Lamine Ouahab per 7-6 1-6 6-4.
Fino ad incidere il proprio nome sull’albo d’oro di Wimbledon juniores il 7 luglio 2013.
Al giornalista che in conferenza stampa gli ha chiesto se ha già in mente un posto per dove mettere il trofeo Gianluigi ha risposto: “sulla finestra della mia camera”.
Nella speranza che da quella finestra si prefiguri un orizzonte denso di successi.
E non perché è italiano, bensì perché basta soffermarsi sul suo portamento, basta percepirne la dedizione, per capire come Gianluigi sia un ragazzo, ormai un uomo, di spessore professionale.
E quei successi se li meriterà tutti.

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