Il ritorno di mamma Vera

Il ritorno di mamma Vera

Dopo un matrimonio, una figlia ed una laurea Vera Zvonareva è tornata a calcare i campi da tennis, e lo ha fatto nel torneo più importante del mondo, Wimbledon. Il rientro è stato amaro (sconfitta al primo turno in due set contro Angelique Kerber) ma in campo si è vista una Vera molto determinata.

di Lorenza Paolucci, @1987_Lorenza

La Russia del tennis ci ha regalato da sempre i talenti più strani, estroversi, nevrotici, i personaggi più curiosi e divertenti. Da questa generazione non è esente Vera Zvonareva eterna seconda, al pari di Dinara Safina, Anna Kournikova ed Elena Dementiva, regina senza Slam (con 2 finali perse in carriera) ed a differenza delle colleghe sopracitate senza nemmeno lo scettro di n.1, Vera si fermò un gradino sotto (n.2 WTA). Il suo talento non è mai stato particolarmente celebrato al confronto delle altre componenti dell’armata russa che negli anni tra il 2006 ed il 2010 spopolavano nel circuito. Forse perché meno appariscente delle varie Kirilenko e Sharapova, o forse perché il suo carattere emotivo l’ha portata a perdere spesso le grandi occasioni.

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VERA “CUOR DI CONIGLIO” – In Italia il suo nome è ricordato soprattutto per l’epica sfida contro Flavia Pennetta allo Us Open del 2009, quando l’azzurra le annullò ben 6 match points nel secondo set. La moscovita alla fine del parziale ebbe una crisi di nervi che la portò a perdere il match con un 6 0 in favore di Flavia. La freddezza non è di sicuro il suo forte ma ora che ha 33 anni e nulla da perdere, potrebbe non essere più un problema. Sembrava aver definitivamente appeso la racchetta al chiodo quando nel 2016 annunciò di essersi sposata e di aver dato alla luce la piccola Emily. Ora però Vera, che nel frattempo si è anche laureata per la seconda volta (in relazioni economiche internazionali all’Università di Mosca), vuole riprovarci perché l’amore per il tennis è troppo forte ed anche per dimostrare alle sue colleghe più giovani che diventare mamme non significa necessariamente smettere di giocare.

UN RITORNO SENZA PRESSIONI – A Wimbledon (dove fu finalista nel 2010) ha perso al primo turno da Angelique Kerber, mettendo la tedesca in difficoltà e mostrando un buon livello di gioco ma una forma fisica ancora da ritrovare. Lei non si pone obiettivi e se non dovesse tornare a vincere come un tempo “di sicuro non sarebbe un grosso problema per me”. Siamo sicuri che la piccola Emily le darà una marcia in più.

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  1. Fabrizio Bassani - 3 mesi fa

    Vera grande donna al contrario di altre spocchiose

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