Wimbledon 2015: John McEnroe, genio e sregolatezza

Wimbledon 2015: John McEnroe, genio e sregolatezza

Se realmente volete rendere il tennis più eccitante,” afferma John McEnroe, con la gioia di un uomo che dice tutto quello che pensa, “eliminate i giudici di linea. Sarebbe stupendo se i giocatori giudicassero da soli. Era divertente quando i ragazzi reciprocamente si insultavano e litigavano a voce alta.”

Questa è soltanto una delle tante idee che McEnroe ha suggerito per migliorare l’appeal del tennis, e non sorprenderà nessuno apprendere che alcune di esse mirano a surriscaldare gli animi nello sport. Il giocatore tipo di McEnroe è indubbiamente violento e aggressivo, e alla vigilia di uno dei tornei più eleganti, egli ritiene che un po’ più di rabbia agonistica non sarebbe negativa.

I giocatori hanno bisogno di sentire che possono esprimersi liberamente. In altri sport sei più protetto, sono sicuro che in un campo di calcio o di rugby, loro non dicono: ”Ciao, come stai?” Il tennis è davvero così diverso? Dovrebbe essere trattato differentemente? Il volume dei microfoni deve essere alto come lo è adesso?”

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L’attuale epoca d’oro del tennis maschile è stata largamente costruita su un mutuo rispetto reciproco, piuttosto che sull’antagonismo. Non può nascere una vera rivalità tra Rafael Nadal e Roger Federer, semplicemente perché si ammirano troppo. Ci sono alcuni pettegolezzi, per esempio: il rapporto incrinato tra Federer e Novak Djokovic o la voce che afferma che Maria Sharapova è una delle giocatrici meno accettate nello spogliatoio, ma queste sono tensioni che difficilmente si palesano sul campo.

Io non so se in realtà loro continuino ad andare d’accordo come dicono,” prosegue McEnroe. “Alla gente piaceva vedere me e Connors, me e Lendl “combattere”. Non ci sopportavamo a vicenda. Non riesco a stare dalla parte di chi non ha nemici.”

La menzione del suo vecchio sparring partner Jimmy Connors evoca tanti ricordi. Il tempo ha raffreddato una delle più grandi rivalità della storia del tennis, ma ancora adesso, nonostante siano passate più di quattro decadi da quando si sono sfidati per la prima volta, McEnroe mantiene la sua ferma posizione. Ha più volte commentato la biografia di Connors (“The Outsider” pubblicata nel 2013), dimostrando una relativa indifferenza, al contrario dell’ex fidanzata di Connors Chris Evert.

“Quella parte del libro è stata una rivelazione per me,” prosegue McEnroe, riferendosi all’affermazione di Connors, che sostiene di aver lasciato la Evert dopo che la stessa aveva abortito contro il suo volere. “Wow! Una ventata di panni sporchi! Se scrivessi un altro libro, non vorrei doverlo vendere con questo contenuto. Jimmy marcia al ritmo del suo tamburo. Ad oggi non ci vediamo quasi mai, però se ci dovessimo incontrare saremmo in grado conversare perché ci rispettiamo” dichiara McEnroe.

“Ma il tennis è sempre stato così, forse non c’è abbastanza spazio. I giocatori stanno nello stesso spogliatoio, ciò per me è bizzarro. Prima di una grande partita sei in grado di vedere il tuo avversario a dieci venti passi di distanza da te. Sarebbe più divertente se ce ne fossero due, come per Mayweather/Pacquiao. Sarebbe positivo se fossero separati, potrebbero pensare: ‘Quel ragazzo proprio non mi piace’”. Inoltre aggiunge: “Il riscaldamento è noioso, mi ispirerei alla boxe. Non credo che abbiano bisogno di palleggiare prima che giochino. Dovrebbero scaldare soltanto il servizio. Questo velocizzerebbe il match e avrebbero una cosa in meno a cui pensare, so che aggiungerebbe un elemento di imprevedibilità, però ad ogni modo, ritengo che sarebbe fruttuoso. Senza dubbio metterei il tie-break al quinto set. Recentemente ho pensato di inserirlo sul 3 pari al quinto.

Pensate al calcio, loro sia nelle competizioni internazionali che nella World Cup giocano i supplementari. Se giochi per quattro o cinque ore, ci dovrebbe essere abbastanza tempo per capire il tuo reale stato di forma. Credo che sia importante porre delle regole certe per la salute dei giocatori.” Le maratone di cinque sei ore sono piuttosto rare negli Slam, ma la lunghezza della stagione desta un a preoccupazione crescente; specialmente durante questo periodo dell’anno, quando dopo una estenuante stagione europea sulla terra, sei immediatamente costretto a giocare sull’erba.

John McEnroe - Wimbledon

Oggi c’è un maggior grado di usura rispetto a prima. Se guardate fra i Top 100 vedrete che la grande maggioranza ha avuto come minimo un paio di operazioni. Questo mi suggerisce che noi dobbiamo proteggere i giocatori.” Non sorprende il fatto che McEnroe sia favorevole alla concessione di una settimana extra tra il Roland Garros e Wimbledon. “Avrei voluto che fosse accaduto quando giocavo, per anni abbiamo lottato per questo. Sarei stato più competitivo nel French Open e in generale avrei avuto una carriera più lunga. Sarebbe stato un gran bel vantaggio poter andare a casa per una settimana o dieci giorni, poi tornare indietro ed essere ugualmente preparato come se tu non l’avessi fatto”.

Egli certamente andrebbe ancora oltre, eliminando tornei come Nottingham e Eastbourne: “Non vorrei disputare un evento prima dei majors. Farei preparare meglio i giocatori, raramente succede che la settimana prima uno di loro giochi e vinca un torneo, e dopo riesca anche ad imporsi in uno slam. Fanno tutto ciò soltanto per accumulare punti”.

Il torneo di quest’anno sarà l’ultimo per uno dei nemici di McEnroe:  Gerry Armstrong, l’arbitro di sedia si ritirerà dopo 41 anni. Armstrong è forse maggiormente conosciuto per aver squalificato McEnroe durante l’Australian Open del 1990, quando dopo una delle sue infamanti invettive, concluse il folle gesto gettando la racchetta. McEnroe ha qualche parola finale per Armstrong? “ Non posso dire che fu anche un suo errore,” riflette McEnroe ricordando chiaramente l’incidente. “Infatti fu il supervisor a sbagliare, pertanto gli dirò: “It’s not your fault, you asshole!'”.

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