Un omaggio al re di Parigi
Il Roland Garros 2025 non sarà soltanto il secondo Slam della stagione, ma anche il teatro di un omaggio speciale a Rafael Nadal, il tennista che più di ogni altro ha fatto la storia del torneo parigino con 14 titoli conquistati. A pochi mesi dal suo ritiro ufficiale, avvenuto nel 2024 durante le Finals di Coppa Davis a Malaga, il campione spagnolo ha condiviso riflessioni profonde sul suo addio al tennis in una lunga intervista rilasciata al quotidiano L’Équipe.
La decisione di dire basta: “Ho fatto tutto il possibile”
Nadal non si è mai arreso facilmente, e anche il suo ritiro è arrivato solo dopo aver lottato fino all’ultimo. Ha spiegato che, dopo l’operazione all’anca, gli era stata data la possibilità di recuperare una buona condizione fisica e lui ha deciso di provarci: “Amavo quello che facevo e non mi sembrava di aver perso il mio livello. Sapevo che avrei preso la decisione di ritirarmi con la totale convinzione di aver fatto tutto il possibile per continuare”.
Il problema però era più profondo e radicato nel corpo: “Nei primi quaranta giorni dopo il ritiro avrei voluto ancora giocare, perché ero in grado dal punto di vista del gioco. Ma il mio piede era molto malandato. Non riuscivo quasi a camminare”. A quel punto, la resa è stata inevitabile, ma lucida.
La pace ritrovata e la nuova vita
Oggi Nadal guarda avanti con serenità. “Mi sento bene, non per essere su un campo da tennis, ma per avere una vita normale”, ha dichiarato. Il passaggio alla vita dopo il tennis è stato radicale, ma positivo: “Ho passato dei bei mesi. Ho capito che non sarebbe stata una situazione molto complicata per me, perché ho molti progetti che mi rendono felice. Mi sto godendo questa nuova fase, sto imparando molte cose nuove e mi sto godendo la mia famiglia”.
Anche la sua routine è cambiata: non più sveglie, allenamenti e partite, ma una vita in continuo movimento tra impegni professionali e familiari, come ha raccontato con un sorriso: “Alcuni giorni, a causa del bambino, dormo un po’ meno, ma fa parte della vita”.
Nessun rimpianto per il 2022
Uno dei punti più discussi è stato se avrebbe potuto dire addio già nel 2022, dopo l’ennesimo trionfo al Roland Garros. Ma Nadal ha risposto con fermezza: “Perché avrei dovuto fermarmi al Roland Garros 2022? Non ne vedo il motivo. Ho vinto in Australia, ad Acapulco e a Parigi. Se non mi fossi infortunato a Indian Wells e Wimbledon, penso che sarei stato pronto a vincere anche lì”. In quel momento, il suo obiettivo era ancora lottare per il vertice del ranking, e non era pronto a chiudere una carriera che stava vivendo un’altra stagione d’oro.
Un amore che non ha bisogno del campo
Sebbene non scenda più in campo, Nadal non ha mai abbandonato davvero il tennis. Rimane legato al circuito attraverso la sua accademia, dove ogni tanto osserva i giovani talenti: “Sono stato in campo qualche volta con i ragazzi dell’accademia, ma solo per guardare e dire qualche cosa”. Ma non si tratta di nostalgia, bensì di passione: “No, non mi manca giocare a tennis. Credo di aver concluso la mia carriera sapendo che non mi restava molto da fare”.
Infine, ha riconosciuto che la motivazione che lo ha spinto per quasi trent’anni è stata alimentata da un ambiente sano e stimolante: “Sono stato molto fortunato ad avere una famiglia che mi ha cresciuto nel modo giusto. Un ambiente che mi ha aiutato a diventare una persona stabile, nonostante il successo”.


