Coco Gauff a Wimbledon: “Ho ritrovato la fiducia della quindicenne. Sabalenka? Acqua passata”

Coco Gauff si prepara a Wimbledon 2025 con fiducia ritrovata e grandi ambizioni. Dopo la vittoria al Roland Garros, la numero due del mondo parla del suo rapporto con Sabalenka, dei suoi obiettivi e della transizione sull’erba.
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Un ritorno a Wimbledon con nuovi sogni

Coco Gauff arriva a Wimbledon 2025 con il peso e il prestigio della recente vittoria al Roland Garros, ma anche con la consapevolezza che il passaggio dalla terra battuta all’erba è tra le transizioni più complesse del tennis moderno. “È fantastico essere tornata. Sono super felice di essere qui e sempre grata di poter giocare questo torneo”, ha dichiarato la numero due del mondo, già pronta a voltare pagina dopo il trionfo di Parigi.

Gauff punta con decisione a superare gli ottavi, traguardo che in passato l’ha spesso fermata: “Ho perso agli ottavi un paio di volte, quindi mi piacerebbe davvero superare quel turno. Se ci riesco, allora inizierò a pensare alla vittoria finale”. Un approccio graduale, ma determinato, in linea con la maturazione tecnica e mentale che la tennista statunitense ha mostrato negli ultimi mesi.

Dalla terra all’erba: una sfida di adattamento

La giovane americana non nasconde le difficoltà di adattamento tra le superfici. Solo due allenamenti prima del torneo di Berlino – poi perso – hanno evidenziato la necessità di lavorare sul movimento, sulla gestione delle rotazioni basse e sull’uso più frequente dello slice. “Sull’erba bisogna giocare più basso e in modo aggressivo. Ho dovuto rivedere il mio gioco in appena 13 giorni”, ha spiegato. Particolare attenzione anche al servizio: “Voglio essere più aggressiva, sfruttare il vantaggio dell’erba”.

Il lavoro non si è limitato all’aspetto tecnico: Gauff ha intensificato anche la preparazione fisica, riconoscendo che una condizione atletica ottimale può fare la differenza. “Dopo la sconfitta a Berlino, ho capito che dovevo lavorare molto di più sui movimenti. Ho iniziato a fare più esercizi specifici in campo e fuori”.

Il caso Sabalenka e la forza del perdono

Dopo le polemiche post-Roland Garros, dove Aryna Sabalenka aveva rilasciato dichiarazioni ambigue, Gauff ha deciso di voltare pagina. “Non porto rancore. Se qualcuno si scusa, anche solo in privato, per me va bene. E lei lo ha fatto, più di una volta”, ha chiarito. Il gesto più simbolico? Un video su TikTok insieme, per mostrare pubblicamente che la tensione era ormai superata.

La statunitense ha rifiutato di alimentare polemiche: “Non volevo gettare altra benzina sul fuoco. Alcune cose sono state fraintese, altre forse tradotte male. Non sostengo l’odio”. Un atteggiamento maturo, che dimostra la crescita personale di Coco anche fuori dal campo.

Fiducia ritrovata e obiettivi ambiziosi

Nel percorso di Gauff c’è un ritorno alle origini, a quella ragazza quindicenne che nel 2019 sorprese il mondo battendo Venus Williams proprio sui campi dell’All England Club. “Sento di avere di nuovo quella fiducia ingenua, quella sicurezza da ragazzina. In un certo senso, oggi somiglio più alla me di 15 anni che a quella dei 17 o 18”. Una dichiarazione che racconta molto del momento psicologico della tennista, oggi più consapevole e serena.

Il Channel Slam – la doppietta Roland Garros-Wimbledon che manca dal 2015 con Serena Williams – è un’impresa che affascina Coco, pur sapendo quanto sia difficile: “Capisco perché non succede spesso. Dopo una vittoria così importante, devi tornare subito al lavoro. Tutto è nuovo per me, sto imparando strada facendo”.

E, in chiave futura, non esclude di prendere spunto da Carlos Alcaraz: “Ho visto che era a Ibiza. Forse la prossima volta invece di tornare negli Stati Uniti, potrei restare da questa parte del mondo e rilassarmi un po’. Voglio chiedergli esattamente cosa ha fatto quei tre giorni!”.

Le cinque ore e mezzo tra Sinner e Alcaraz: uno spunto per il tennis femminile?

Commentando la storica finale tra Sinner e Alcaraz, durata oltre cinque ore, Gauff ha riflettuto anche sul format femminile: “Penso che i cinque set mi favorirebbero fisicamente, ma non ho un’opinione forte in merito. Il tennis femminile va bene così com’è, ma sarebbe interessante se si provasse”.

Infine, si è detta favorevole a un’evoluzione che porti il tennis femminile a chiudere i grandi tornei: “Sarebbe bello che le donne chiudessero un torneo, magari nei Masters 1000. Darebbe più visibilità. Ma agli Slam è più complicato, perché i ragazzi hanno bisogno di un giorno in più per recuperare dopo i cinque set”.

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