Una tragedia familiare scuote l’India sportiva
Aveva solo 25 anni Radhika Yadav, tennista indiana di buon livello nazionale, quando è stata brutalmente uccisa nella cucina di casa sua, a Gurugram, alle porte di Nuova Delhi. Il suo assassino è stato suo padre, Deepak Yadav, che ha confessato l’omicidio spiegando di aver agito spinto da un profondo senso di umiliazione e risentimento.
Radhika era una figura ben conosciuta nel circuito tennistico locale e negli ultimi anni aveva aperto un’accademia per formare giovani talenti, dopo che un infortunio alla spalla aveva compromesso la sua carriera agonistica. Lontana dalle luci dei grandi tornei, aveva però costruito una vita professionale solida, diventando anche una popolare influencer su Instagram. Un percorso di emancipazione che, invece di suscitare orgoglio, ha scatenato una rabbia omicida.
Il delitto e la confessione
Il padre della ragazza, Deepak Yadav, 49 anni, ha atteso che la figlia fosse sola in cucina per agire. “Stava cucinando, le ho sparato tre colpi da dietro”, ha raccontato freddamente agli investigatori. Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha usato una pistola calibro 32 con regolare licenza, detenuta legalmente. Il fratello dell’assassino, Kuldeep Yadav, che abitava nello stesso edificio, è stato il primo a soccorrere la nipote, trasportandola in ospedale insieme al figlio Piyush. Ma per Radhika non c’era già più nulla da fare.
Il movente, come emerso dalle indagini e dalla confessione dell’uomo, sarebbe legato a un sentimento di frustrazione e umiliazione sociale. “Quando andavo a Wazirabad a prendere il latte, la gente mi prendeva in giro dicendo che vivevo con i guadagni di mia figlia”, ha spiegato Deepak. Un parassita, così si sentiva chiamare, vittima di scherni e maldicenze. Radhika, infatti, non solo provvedeva al mantenimento della casa grazie ai proventi della sua accademia e dei social, ma era anche il volto pubblico della famiglia.
Il padre aveva più volte chiesto alla figlia di chiudere l’accademia, ma lei si era sempre rifiutata, determinata a portare avanti il suo progetto. Una determinazione che, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata esasperata anche dalla partecipazione della giovane a un video musicale, considerato motivo ulteriore di “disonore” da parte del padre.
Una promessa del tennis spezzata
Radhika Yadav non aveva mai brillato a livello internazionale, ma era una presenza costante nei tornei ITF, dove aveva disputato 36 match di singolare e 7 di doppio. Il suo miglior piazzamento era stato il 1999° posto nel ranking mondiale. Dopo gli ultimi tornei nel 2023 e le sconfitte nelle qualificazioni a Indore, Ipoh Perak e Kuala Lumpur, l’infortunio alla spalla l’aveva costretta a lasciare il circuito. Lontana dai campi, aveva però trovato una nuova missione: insegnare il tennis ai bambini, dando vita a una sua accademia.
Secondo i conoscenti, Radhika era una giovane donna educata, determinata e rispettosa, benvoluta da chi frequentava la sua scuola. Un vicino ha dichiarato: “Era umile e laboriosa, rispettava gli anziani e amava il suo lavoro. È scioccante pensare che il padre, che l’aveva sempre accompagnata agli allenamenti e ai tornei, sia arrivato a questo gesto estremo”.
Un gesto che lascia sgomenti
L’omicidio ha sconvolto l’opinione pubblica e la comunità sportiva indiana. Kuldeep Yadav, zio della vittima, non riesce a spiegarsi quanto accaduto: “Radhika era una tennista affermata, vincitrice di molti trofei. Sono sconvolto e non capisco perché sia stata uccisa”. Un dolore condiviso da amici, allievi e semplici cittadini che avevano visto in lei un esempio di tenacia e riscatto.
La polizia ha formalizzato l’arresto di Deepak Yadav con l’accusa di omicidio volontario, mentre le indagini continuano per fare piena luce su un crimine che va oltre la cronaca nera, toccando temi come la disparità di genere, l’orgoglio maschile ferito e il peso sociale dell’emancipazione femminile.