Andy Murray: “Lendl preferisce le strette di mano agli abbracci”

E’ di pochi giorni fa la notizia della riconciliazione tra Andy Murray ed Ivan Lendl, connubio interrottosi nel 2014 per volontà della leggenda ceca. Sotto la gestione Lendl, lo scozzese ha conquistato i suoi unici due titoli dello Slam (U.S Open 2012 e Wimbledon 2013), dimostrando di non aver mai elaborato del tutto il distacco dal pigmalione prediletto. In un’intervista rilasciata alla BBC, il numero due del mondo parla del suo controverso rapporto con Lendl, tracciandone un profilo umano oltre che tecnico.

Nell’arco della nostra collaborazione credo che Ivan mi abbia abbracciato solo due volte. La prima dopo la sconfitta contro Federer nella finale 2012 dei Championships, il secondo dopo la vittoria agli U.S Open. Non ricordo un suo abbraccio dopo la vittoria a Wimbledon. Quando martedì ci siamo incontrati, dopo esserci visti l’ultima volta nello scorso Settembre a New York, ci siamo scambiati una stretta di mano senza troppe smancerie, con Ivan ci si rapporta così.

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Lo scozzese, in un passaggio successivo dell’intervista, ricostruisce le fasi intercorse dalla loro separazione sino al recente ricongiungimento

In questo periodo abbiamo mantenuto i contatti, occasionalmente ci confrontavamo e ci scambiavamo opinioni in libertà. Non ho mai abbandonato la speranza di riaverlo nella mia squadra, anche perchè ultimamente mi era giunta voce che si fosse riavvicinato al mondo del tennis, offrendo la propria consulenza ad alcuni giocatori.

Una riconciliazione celebrata nel migliore dei modi, grazie alla vittoria ottenuta su Nicolas Mahut all’esordio nel torneo del Queens. Nonostante i due anni di separazione, Murray ha vissuto con naturalezza il ritorno di Lendl nel proprio angolo

Con Ivan ho la possibilità di confrontarmi in modo schietto, senza filtri. Siamo molto simili da questo punto di vista, anche lui esprime le proprie opinioni in maniera piuttosto forte, ma da lui accetto questa franchezza, perchè c’è stima reciproca e nessuno dei due si offende se l’altro alza i toni. Al di là dell’aspetto professionale, gradisco molto la sua compagnia anche al di fuori del campo. Amo il suo senso dell’umorismo e rimango incantanto dalla sua capacità aneddotica.”

Fonte- BBC.com

 

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