Auguri a John Isner, gigante sensibile

Auguri a John Isner, gigante sensibile

La vita di John Isner non è stata esattamente comune: ad esempio i suoi due figli sono “nati” sul campo da tennis…

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Dici Isner e pensi a Mahut. Certo, sarebbe stato forse meglio per lui se il suo nome fosse stato accomunato per l’eternità a quello di uno di quei tre, tuttavia anche così non gli è andata così male. Infatti in quella che verrà ricordata come la partita di tennis più lunga di sempre, l’omaccione di due metri e otto centimetri ha avuto la meglio del francese; se al posto di Mahut ci fosse stato Federer, Nadal o Djokovic è possibile pensare che forse non sarebbe finita con la vittoria di John. Correva l’anno 2010 e l’avvento del tennis ultra-moderno era ancora lontanissimo; Wimbledon permetteva, anzi si vantava dei match ad oltranza e quella partita finì 70-68 al quinto set in undici ore e cinque minuti. Alla fine Isner festeggiò buttandosi per terra come se avesse vinto uno Slam, e Mahut si nascose la testa sotto l’asciugamano come se avesse perso la finale.

Quell’episodio lo ha reso celebre, certo, ma Isner è anche uno di quelli di cui si dice che se non ci fossero stati i fab-three allora avrebbe vinto certamente più tornei. Conta comunque quindici trofei, Miami Open 2018 compreso, l’unico Mille della sua carriera. Con lui la prima di servizio ha raggiunto un’altra dimensione, probabilmente non terrena, anche se spostare una scarpa col numero cinquanta lo rende non esattamente velocissimo coi piedi, e quindi nemmeno troppo agile nel “terzo colpo”. Long John, sempre in quel match contro Mahut, mise a segno ben 113 aces: fino ad ora è un record, che verosimilmente non verrà battuto almeno finché non cambieranno di nuovo le regole (cioè mai).

Oggi il ragazzone americano compie trentacinque anni. A trentatré era diventato padre per la prima volta: aveva scoperto che sua moglie era incinta direttamente sul campo da tennis. Infatti, poco dopo aver vinto il Miami Open, una giornalista gli chiese come la sua nuova vita da padre avrebbe cambiato il modo di approcciarsi al tennis. Isner in quel momento fece una faccia come a dire “scusa?!”. Evidentemente fu colto di sorpresa anche lui, ed è probabile che la reporter in realtà avesse solo sbagliato domanda. Eppure si è rivelata una vera e propria premonizione. Pochi mesi dopo è nata Hunter Grace.

Isner non è uno che scopre i propri figli nella maniera più convenzionale del mondo; infatti anche il secondo, sette mesi dopo il primo, gli venne svelato da un servizio “esplosivo”. Stavolta John già sapeva che la moglie era incinta, ma per scoprire il sesso del pargolo dovette colpire una pallina su un campo da tennis con un servizio. All’impatto con la racchetta, la pallina scoppiò e nell’aria si librò una polvere blu, rivelando appunto che il suo secondogenito sarebbe stato un maschietto.

In questi giorni Long John è molto impegnato nella fondazione del Player Relief Fund per aiutare i giocatori fuori dalla top cento a poter vivere più agiatamente. Anche in altre occasioni, Isner si è sempre dimostrato un ragazzo dalla grande sensibilità, in prima linea in campagne benefiche o nella raccolta fondi per le persone disagiate. E il suo sorriso mette sempre di buonumore chiunque.

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