Australian Open: Sofia Kenin è la nuova regina di Melbourne

Oggi, in Australia, è nata una stella. Il suo nome è Sofia Kenin, 21enne nata a Mosca e naturalizzata statunitense. Questa tennista promettente, sconosciuta ancora ai non addetti ai lavori, è riuscita a compiere il miracolo, battendo in rimonta la ben più rodata spagnola Garbine Muguruza, vincitrice di Roland Garros e Wimbledon, con il punteggio di 4-6 6-2 6-2 in due ore e cinque minuti. Con uno splendido tennis e un carattere fenomenale, che appartiene solo alle migliori, ha dimostrato di meritarsi il suo primo titolo Slam, con un futuro tutto da scrivere.

Un risultato straordinario, se si pensa che Kenin era partita in sordina, approfittando con merito delle sconfitte delle top-player nel suo spicchio di tabellone; al terzo turno, la cinese Zhang, esecutrice di Sloane Stephens, quindi la 15enne connazionale Cori Gauff, che aveva mandato a casa prima Venus Williams, poi Naomi Osaka. Infine, ai quarti, l’outsider tunisina Ons Jabeur, che aveva battuto in serie Konta, Garcia, Wozniacki e Wang (esecutrice di Serena Williams). Kenin aveva raggiunto la semifinale senza affrontare vere top: anche per questo nessuno, in verità, si aspettava un risultato simile. E invece no: contro ogni pronostico, in semifinale l’americana, indomita e coraggiosa come poche, batte la n. 1 del mondo Ashleigh Barty, che già aveva fatto più di un mezzo pensierino alla vittoria (sarebbe diventata la prima australiana campionessa a Melbourne dal lontano 1978, dai tempi di Chris O’Neil).

Infine, oggi: sulla Rod Laver Arena, in uno dei palcoscenici più grandi del mondo. Dall’altra parte Garbine Muguruza, 26 anni e n. 32 del mondo, con infinita voglia di riscatto dopo un lungo periodo di alti e bassi. Il fervore della spagnola si vede già nel primo, combattutissimo set, dove grazie a una condizione fisica ritrovata è brava a comandare gli scambi con i suoi colpi potenti e risolutivi: dopo un break per parte (nel terzo e ottavo game) l’iberica strappa il servizio nel penultimo gioco, volando 5 a 4, prima di chiudere con tranquillità al servizio.

Ormai il match sembra deciso: una pluricampionessa Slam avanti di un set non può più perdere contro una giovane outsider, che dall’alto della sua prima finale raggiunta, potrebbe non avere più la forza di lottare. E invece no, Sofia Kenin non ci sta, e dall’inizio del secondo set dà prova di un tennis di altissimo livello, lottando su ogni punto e smantellando, a poco a poco, le certezze di Muguruza. Con il suo tennis da regolarista, ma capace di essere efficacemente offensivo, Kenin è bravissima a spostare da una parte dell’altra la “picchiatrice” avversaria, brava a spezzare il ritmo con slice e variazioni, a costringerla a venire a rete per poi sorprenderla con eccezionali passanti. Precisa, intelligente e vulcanica, Kenin inizia a non sbagliare più scatenando l’insofferenza di Muguruza, forse già convinta di avere il terzo titolo Slam in tasca. Vola liscio il secondo set, con Kenin che brekka nel quarto e nell’ultimo game, senza concedere alcuna occasione all’avversaria.

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Il set decisivo è il momento della verità. Kenin non nasconde molta tensione e Muguruza sembra più tranquilla e padrona del momento. Sul 2 pari e servizio, la statunitense compie tre errori banali e offre tre palle break consecutive all’avversaria. Partita finita? Assolutamente no: Kenin, con la forza della disperazione, ma anche con eccezionale lucidità, le annulla una per una con tre magnifici vincenti lungolinea, seguite da un ace e tiene un servizio importantissimo, che ormai sembrava andato. Questa è stata la chiave della partita: Muguruza, forse incredula dell’occasione persa, inizia a sbagliare, impaziente negli scambi e imprecisa nel servizio. Nel game successivo, infatti, dopo essere stata avanti 40 a 15, si fa rimontare ai vantaggi e offre una pericolosissima palla break, che Kenin sfrutta grazie a un doppio fallo. Fredda come poche, dopo aver tenuto il servizio a 30, Kenin, avanti 5 a 2, è bravissima a strappare un secondo break, approfittando di due doppi falli della spagnola, e chiudere al secondo match-point ai vantaggi.

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“Se hai un sogno, fai di tutto per raggiungerlo, e prima o poi si avvererà”, ha detto Kenin in conferenza stampa. Sembra forse una frase di circostanza, ma non la è per Sofia, che sin da bambina aveva il sogno di diventare una grande campionessa e che ci ha sempre creduto, nonostante da giovanissima non avesse raccolto subito i risultati sperati. Oggi c’è riuscita, la piccola Sofia, a trovare un posto nell’Olimpo delle grandi. A 21 anni, il presente e il futuro sono suoi.

Australian Open – Finale femminile:
S. Kenin b. G. Muguruza 4-6 6-2 6-2

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