Best Quotes Of The Week: Djokovic: “Il mio primo Slam da papà!”

Ecco la compilation settimanale di alcune tra le dichiarazioni più interessanti dei tennisti. Dalla gioia di Fognini e Bolelli alla frecciatina di Andy Murray. E poi l’attacco di Ekaterina alla Sharapova, la corsa di Serena Williams verso i 22 Slam di Steffi… E le ‘perle’ di Adriano Panatta.

Parola di Fabio
“Abbiamo vinto uno Slam, cazzo!” (Fabio Fognini a Simone Bolelli, durante la cerimonia di premiazione, pochi minuti aver vinto il titolo di doppio misto agli Australian Open).

feature fognini

I Fichis puntano alle Finals
“Siamo molto felici di aver vinto uno Slam. Non è una cosa che succede ogni giorno o ogni anno. Vogliamo goderci questa vittoria fino in fondo, anche se già domani bisognerà pensare alle prossime sfide. Gli obiettivi per il futuro? Fare il meglio nel singolare, che rimane la priorità. E poi anche il doppio. Abbiamo conquistato 2.000 punti, ora è tutto nelle nostre mani. Riconosco che abbiamo delle chance di accedere alle Atp Finals” (Simone Bolelli; qui l’intervista completa).

Masha ama la battaglia
“Se sto sul campo a competere contro qualcuno come Serena, vuol dire che sto facendo bene. Ho provato a batterla ma non è successo. Non sto tornando a casa senza averci provato ancora una volta. Questo non fa capire solo chi sono ma anche come sono cresciuta, io sono una lottatrice. Se arrivo in finale in un Grande Slam a giocare una partita contro Serena, voglio dire, so come gioca – forse mi stai dicendo che mi sbaglio – ma sono felice di essere in tale posizione. Io amo la competizione. Mi piace giocare contro i migliori, al momento lei è la migliore. Sono orgogliosa di far parte di un’era in cui lei c’è. Io amo la battaglia. Amo il tennis di alta qualità. Mi piace essere parte di esso. E’ molto meglio che guardare solo dalla TV. E’ bello esserci in questo momento”. (Maria Sharapova, dopo la finale persa agli Australian Open contro Serena Williams; qui l’intervista completa). 

Obiettivo? Raggiungere Steffi
“Mi piacerebbe arrivare a 22. Insomma, il 19esimo è stato molto difficile da raggiungere. Mi ci sono voluti 33 anni per arrivare qui, quindi… Però mi piacerebbe arrivarci. Ma devo arrivare a 20 in primo luogo, e poi devo arrivare a 21. Ci sono tanti ottimi giocatori giovani in arrivo, e già quello sarà un grande compito. Il mio obiettivo è stato arrivare a 19. Io non pensavo che sarebbe successo così velocemente, ad essere onesti, ma è successo e ci si sente veramente bene”. (Serena Williams)

E’ bello ispirarvi
“Arrivavo in campo solo con una palla, una racchetta e la speranza ed era tutto quello che avevo. Questo può essere un’ispirazione per voi ragazzi: fare qualcosa nel modo migliore in cui possiate farlo e quando lo fate nel modo migliore non potete mollare, non potete mai sapere cosa accadrà, chi potrà ispirarvi e chi potrà influenzarvi. Sono così onorata”. (Serena Williams)


Un sodalizio promettente

“Beh, lavorare con Martina è bellissimo. I risultati non ancora sono dei migliori, ma l’importante è allenarsi e fare pratica. Basta dimenticare il passato e concentrarsi sui prossimi appuntamenti”. (Agnieszka Radwanska)

La sconfitta di Stan
“C’è un po’ di disappunto per come sono andate le cose oggi anche perché ci è mancato così poco; però ho giocato bene, la realtà è questa. In ogni caso sono contento del mio inizio stagione, mi sono allenato tutti i giorni e ho incrementato il mio gioco. Ora devo fare il possibile per mantenere il livello per tutti i tornei e non solo per alcuni. La differenza di gioco fra giorno e notte è che di notte il gioco è più lento e le palle più basse, di giorno puoi giocare più in topspin. Nella sfida contro Novak, che mi conosce bene, ho dovuto variare un po’ il mio gioco. Mi è piaciuta l’atmosfera della semifinale e me la sono goduta per più di tre ore“. (Stan Wawrinka, campione agli Australian Open 2014, dopo la semifinale persa contro Novak Djokovic). 


Stima fra colleghi

“Kyrgios? Credo che abbia un enorme potenziale. E’ bellissimo vedere un ragazzo così giovane avere tanta sicurezza in campo. Nick è un grande talento, gli auguro tutte le fortune possibili”. (Victoria Azarenka)

 La frecciatina di Andy
“Non ho idea di quale fosse il problema. Sembrava chiaro che non stava bene all’inizio del terzo, poi ha ricominciato a muoversi in una maniera incredibile, scivolava e andava dappertutto. Nel quarto set, il modo in cui colpiva la palla e si muoveva era impressionante.  Spero che non abbia fatto tutto ciò volontariamente. Se aveva i crampi, è difficile recuperare e giocare così bene come ha fatto lui alla fine. Io stavo giocando bene, arrivavo da un buon momento, mi sono messo a dormire per 10 minuti e mi è scappato via. Non mi era mai accaduta una cosa del genere in una finale Slam”. (Andy Murray, poco dopo la finale persa a Melbourne contro Novak Djokovic).

Mister Australian Open
“E’ stato un match caratterizzato da emozioni e da un sacco di tensione, è stato difficile tenere la concentrazione al 100%. C’è stata quella interruzione per invasione di campo quando ero avanti un set e un break. Da lì ha cominciato ad essere più aggressivo. Non ho sofferto di crampi, non ho chiamato il trainer perchè non ne avevo motivo. Ero soltanto stanco. Non ho vissuto una situazione simile nella mia carriera. Così come nella finale del 2013 qui a Melbourne, non volevo arrendermi vista l’importanza del momento. Credevo di poter trovare la restante energia che necessitavo per tornare nel match. Questo titolo? Ha un significato e un valore maggiore, perchè sono un marito e un padre. E’ il primo titolo Slam che vinco da padre e marito. Mi sento molto orgoglioso e pieno di energia. Cerco di stare sulla giusta strada e di godere di questa mia parte di carriera, dove sto giocando al mio meglio. Ecco perchè gioco a tennis. Vincere grandi titoli, giocare anche per la gente che mi sta intorno… So quanti sacrifici hanno fatto nella mia carriera, perciò ora cerco di ringraziarli”. (Novak Djokovic dopo aver vinto il suo quinto Australian Open in carriera).

Rivalità tra fidanzati
Ora siamo 1-1, mi ha detto, attenta che ti sorpasso. Ho seguito il match, anche se sento ancora i postumi del fuso orario. Loro stavano festeggiando a casa cucinandosi un bel piatto di pasta. Ora siamo pari negli Slam e ha detto che mi vuole superare. Quei due mi sembrano proprio sulla buona strada. Con Martina dovrò cercare di passare in vantaggio e superare Fabio. Scherzi a parte, c”è una bella chimica tra lui e Simone. E” questo il segreto fondamentale per far funzionare una coppia, dentro e fuori dal campo. Entrambi hanno un buon feeling, credo sia meglio per me che mi metta a pedalare. Simone è supportato da Fabio, il quale si sente molto bene in campo”. (Flavia Pennetta, dopo la conquista del fidanzato Fabio Fognini del titolo doppio agli Australian Open, dove la tennista brindisina aveva trionfato nel 2011, in coppia con Gisela Dulko).



La sfida di Patrick Mouratoglou
“Ha una percentuale di vittorie nelle finali Slam che è incredibile. Ha giocato aggressiva nel match su tutte le palle. Arrivare in una finale Slam, vincere così, prendendo molti rischi, è eccezionale. Non so quale sia il suo limite. Deciderà lei quando smettere, ma finchè giocherà, continuerà a vincere Slam e ad innalzare il suo livello di gioco. Vincendo 19 Slam e superando Martina Navratilova e Chris Evert, ha scritto la storia. Mi dà l’impressione che ha ancora tanto da vincere. Io la aiuterò per farla diventare la tennista migliore di sempre. Se riuscirà a superare i 22 titoli di Steffi Graf e i 24 di Margaret Smith Court? Lo può fare, anche se non sarà facile. Se giocherà per ancora qualche tempo, se resterà in buona salute evitando gli infortuni, senza perdere la voglia di vincere… chissà. Questa è anche la mia sfida”. (Patrick Mouratoglou, coach di Serena Williams). 

Sopravvivere nell’era dei Fab… Three
“Essere arrivato in finale qui quattro volte, non sembra molto e invece è molto difficile. Ma farlo con la presenza di ragazzi come Roger, Novak e Rafa, mi rende orgoglioso. Non accade molto spesso. Cercherò di preparare al meglio la tattica per la finalissima contro Djokovic”. (Andy Murray).

Adriano, ma anche no
Non sono favorevole ai coach donna nel circuito Atp, ci sono troppe differenze fra i due tennis, anche biomeccaniche. Le donne sono molto meglio di noi, ma nel tennis no. La trovo una cosa abbastanza ridicola’. Mi piacerebbe allenarne solo uno, Dimitrov, gioca proprio bene a tennis. Ma solo per una settimana, non è il mio mestiere. E’ il fidanzato della Sharapova no? Almeno lui sorride?”. (Adriano Panatta durante la telecronaca su Eurosport).

Kyrgios: futuro campione o nuovo Monfils?
“Ci sono ancora alcuni punti interrogativi su Kyrgios. Sarà un grande campione? Ha talento e potenzialità. O sarà come Gael Monfils, che si concentra più sull’intrattenimento piuttosto che dare il meglio di se stesso… Tutti noi amiamo guardare Monfils, che delude però i suoi tifosi visto che non ha mai ottimizzato il suo potenziale. Gael è un super giocatore. Semplicemente non ha assemblato i pezzi del puzzle”. (Jim Courier su Nick Kyrgios).

Chi l’ha dura la vince
“Nessuno batte Berdych 18 volte di fila? L’ho già sentita…Ebbene no!”. (Tomas Berdych, dopo la vittoria contro Rafael Nadal, citando una famosa frase di Vitas Gerulatis).

Maria è antisportiva
“Come avversaria, Maria è insolente. Sa come farti perdere fiducia e tenerti sempre al limite. E’ frustrante vedere come perde tempo. A volte sembra che sia pronta per servire però subito torna a fare i suoi movimenti del servizio. All’inizio non mi ha infastidito, poi però ha cominciato a gridare i suoi ‘C’mon’, come se stesse passando un brutto momento. Ogni volta con più frequenza. Credo che non si comporti correttamente, nè con sportività. Prende troppo tempo prima di servire. I 20 secondi tra un punto li supera frequentemente. Alla fine si pensa più a questi dettagli che al gioco. Sono apparsi pensieri inutili nella mia testa durante la partita”. (Ekaterina Makarova, battuta in semifinale da Maria Sharapova).

Il segreto di un buon doppio? L’amicizia.
“La finale di doppio di Bole e Fogna? E’ fantastico. Speriamo che questo risultato svegli un po’ Fabio perchè ne ha bisogno: tennisticamente è forte, ci sono periodi del match dove non fa toccare palla all’avversario. Ma la vittoria manca da molto tempo. Simone invece sta giocando molto bene, e chissà senza quell’infortunio al polso dove sarebbe… è un risultato che fa ben sperare in vista Davis. Il successo per una buona coppia? L’amicizia. Io e Orlando eravamo amici, così come lo sono Bolelli e Fognini. Loro due giocano il doppio moderno, da fondo. Condivido la scelta, visto che la risposta è quasi più importante del servizio. Ora c’è più spazio anche per campioni come Federer e Nadal, che si allenano quando giocano il doppio. (Nicola Pietrangeli)

Un Nadal irriconoscibile
“Nadal? Non era lui. Non riusciva a muoversi. Non posso dirlo con certezza, perché io non sono lui, ma nella partita contro Berdych aveva qualcosa di strano; era chiaramente debilitato”. (Rod Laver sulla sconfitta di Rafael Nadal contro Tomas Berdych ai quarti degli Australian Open).

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