Coppa Davis: l’Argentina e il solito tango della gelosia

E’ quasi tempo di Coppa Davis, dunque puntuale e precisa come sempre, arriva la solita polemica all’interno della squadra argentina. Ormai lo sappiamo, tennisticamente parlando, se c’è un argomento che in terra argentina andrebbe evitato come la peste è quello della Coppa Davis. La mancanza di vittorie, le quattro finali perse in maniera rocambolesca hanno infatti decisamente surriscaldato gli animi di giocatori, giornalisti e tifosi locali.

Se è vero che la situazione negli spogliatoi non è mai stata idilliaca, è altrettanto vero che con il passare degli anni è addirittura peggiorata, arrivando se è possibile al limite del sopportabile. Tutto evidentemente è nato dall’incapacità di federazione e capitano di turno, di creare un clima pacifico tra i giocatori, che dal canto loro, non hanno fatto altro che aggravare la situazione buttando ulteriore benzina sul fuoco.

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In origine c’era “l’odio” e le accuse reciproche per la finale persa, tra le due punte di diamante della squadra, Juan Martin del Potro e David Nalbandian. Poi, nel novembre del 2013, era arrivata la polemica sempre di Juan Martin del Potro, questa volta contro la propria federazione, rea a suo avviso di montare polemiche con l’unico obiettivo di metterlo in cattiva luce. Le polemiche a cui Del Po si riferiva, riguardavano soprattutto le illazioni, lanciate dalla federazione stessa, su quale fosse la reale motivazione per cui l’argentino in passato non avesse accettato le convocazioni in nazionale, non si guadagnava abbastanza.

Dopo due anni di assenza, qualche settimana fa, con un sorriso a 200mila denti piantato in viso, la federazione al gran completo e lo stesso  Del Po, avevano annunciato il suo trionfale ritorno in nazionale.

Crisi superata, tutto bene quel che finisce bene, penserete, ma neanche per sogno, a buttare benzina sul fuoco questa volta ci ha pensato un altro Juan, Monaco, il quale ha dichiarato: “Il mio rapporto con Del Potro è nullo, ho scoperto che tornerà in squadra leggendo alcune sue dichiarazioni, sono contento della sua decisione, ma con lui non ho alcun dialogo” come se non bastasse ha poi aggiunto “Credo che io non sarò in squadra, nessuno mi ha dato comunicazioni in merito, a questo punto della mia carriera, dopo 12 anni nel circuito non credo di meritarmelo. Ho sempre lasciato tutto per la Davis, la considero un torneo diverso da tutti gli altri, unico, li si rappresenta il proprio Paese. Ma forse è arrivato il momento del rinnovamento, se si sceglieranno nomi nuovi logicamente la prenderò bene, anche se io sarei disponibile”.

Le parole di Monaco non fanno altro che palesare il limite più grande della nazionale argentina: il non essere gruppo, e in Coppa Davis, come del resto in Fed Cup, la forza del singolo da sola non è mai bastata, staremo a vedere cosa succederà questa volta.

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