Federer: “Prima spaccavo racchette, ora devo stare attento a non essere troppo calmo”

Federer: “Prima spaccavo racchette, ora devo stare attento a non essere troppo calmo”

In una recente intervista Roger torna a parlare del suo carattere, partendo dalle sfuriate di quando era giovane, fino ad analizzare il suo attuale comportamento sul campo da gioco.

di Riccardo Costarelli, @rickycostarelli

Come molti sanno, Roger Federer, all’inizio della sua carriera, era un personaggio dal carattere molto complicato. Lo svizzero è però riuscito negli anni a migliorarsi molto anche sotto questo aspetto, imprescindibile per poter competere ai massimi livelli. “Ho iniziato a giocare a tennis da piccolissimo, quando avevo tre anni”, ha dichiarato Federer. “Crescendo poi ero sempre lì ad imprecare e a lanciare racchette, davvero in malo modo. Ad un certo punto i miei genitori erano così imbarazzati che mi dissero di smettere altrimenti non mi avrebbero più accompagnato ai tornei. Quindi mi sono dovuto calmare. Ma questa attitudine in realtà mi ha portato fino ai 19 anni, più o meno, fu allora che iniziai davvero a migliorare. Non so bene come ci sia riuscito. Forse capii che stavo perdendo troppa energia, sempre arrabbiato con me stesso. E ora sono completamente calmo.”

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Paradossalmente negli ultimi anni, una delle critiche più frequentemente rivoltegli è stata proprio quella di non essere aggressivo e non sembrare non troppo concentrato nei momenti importanti. “Sì, adesso devo quasi stare attento a non essere troppo calmo. Non sono il tipo che spara ogni risposta come faceva Agassi sulle palle break. Non ho le migliori statistiche sui break point convertiti. Ma mi creo molte opportunità, quindi di solito alla fine ce la faccio. Non ho bisogno di convertire la palla break alla prima occasione, anche se, ovviamente, contro giocatori come Karlovic, è molto importante visto che forse non ci saranno altre chance. Ma sono più un macinino in questo senso.

Quello che invece si diceva di Pete Sampras era che anche quando non era particolarmente in giornata, avrebbe sempre alzato il suo gioco nei momenti importanti. “Penso che questo sia un aspetto un po’ diverso da Sampras. Lui quando aveva una o due possibilità le sfruttava. Forse io mi creo molte più opportunità, e questo mi dà la possibilità di vincere le partite anche molto più facilmente, quando invece a lui bastava un break. Quindi, voglio dire, cerco davvero di combattere dentro il campo, e dare il massimo ogni volta che gioco. Quando lo sforzo viene ripagato è grandioso, ma non sempre succede, come abbiamo visto l’altro giorno. Non sono riuscito a spingere la fortuna dalla mia parte.

 

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  1. Probabilmente prima era la voglia di vincere a renderlo combattivo, oggi secondo me la voglia è andata via….

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  2. Nunzio Menin

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