I 10 consigli di Illya Marchenko per diventare un tennista professionista

Dopo il greco Stefanos Tsitsipas, che aveva pubblicato diversi video in giro per il mondo sul suo canale Youtube, riscuotendo molto successo tanto da superare ampiamente i 100.000 iscritti, anche il tennista ucraino Illya Marchenko è recentemente sbarcato sulla celebre piattaforma. Tra i vari video pubblicati, spicca “10 cose di cui hai bisogno per diventare un tennista professionista“, dove il 32enne mette al servizio la sua esperienza e prova a dispensare consigli per chi vuole intraprendere questa carriera. In chiave molto ironica e in un inglese tutto sommato discreto, Marchenko esordisce snocciolando alcuni momenti salienti della sua carriera nel circuito, come ad esempio il suo best ranking di numero 49, le sue vittorie ai danni di Kyrgios, Monfils e Ferrer, ma anche le sue sconfitte contro Nadal, Murray e Tsonga, prima di passare ai consigli veri e propri.

Duro lavoro: “Il primo e più importante consiglio. Anche il più talentuoso dei tennisti ha bisogno di lavorare duro, anche giocatori come Roger si allenano intensamente e per molte ore. Ovviamente bisogna essere anche intelligenti e cercare di migliorare il più velocemente possibile“.

Volontà di imparare: “Nell’arco della carriera non si finisce mai di imparare, bisogna adattarsi alle superfici, ai paesi, ecc. Io, a 32 anni, ancora sto imparando e tuttora non ho idea di come giocare sulla terra rossa“.

Forza mentale: “Non importa quanto bravo tu sia, perderai comunque dei match, perderai quasi ogni settimana. In ogni incontro commetterai degli errori. Ciò che conta è il modo di reagire: o si va avanti o si molla. Nel caso scegli di andare avanti, avrai qualche chance di diventare un tennista professionista“.

Fiducia: “Credere in se stessi, a prescindere da ciò che dicono le persone e quali siano le reali possibilità. Io vengo da un piccolo paese in Ucraina e da una famiglia non molto ricca, perciò le mie opportunità di farcela erano piuttosto basse. A 17 anni il mio circolo mi ha proposto di diventare uno sparring partner. Ho ricevuto anche un’altra offerta per andare a studiare negli Stati Uniti, ma le ho declinate entrambe. Ho sempre creduto di poter diventare un tennista professionista e alla fine ce l’ho fatta“.

Motivazione: “Non importa se ciò che ti motiva siano i soldi, la fama o le vittorie. Essere motivati ti permette di avanzare più facilmente e quando sei triste o giù ti aiuta a superare i momenti difficili. Io non ho mai avuto questo problema, anzi spesso ero troppo motivato, ma è molto importante che la motivazione non manchi mai“.

Sostegno: “La carriera di un tennista professionista è come le montagne russe, tanti alti e tanti bassi, sempre su e giù. Molte volte ti sentirai solo, inutile, miserabile, perciò è importante essere circondati da persone che ti vogliono bene e ti accettano per come sei a prescindere dal risultato. Il loro sostegno ti renderà più forte mentalmente quando le motivazioni saranno più basse. Io sono stato molto fortunato ad avere le persone giuste intorno a me“.

Fortuna: “In ogni match e in ogni punto, un singolo millimetro può fare la differenza, così come l’errore di un arbitro. Ad un certo punto bisogna essere fortunati a trovare un buon allenatore o un buon sponsor. Conosco un giocatore che ha vinto il suo primo torneo a livello Atp da lucky loser (Stakhovsky, ndr), un altro invece è stato ripescato come lucky loser in tutti e quattro gli slam nello stesso anno (Polansky, ndr)“.

 

Salute: “E’ strano sentirselo dire da me che mangio in continuazione e che da piccolo mi ammalavo spesso. Fortunatamente io non ho mai avuto infortuni seri, ma ovviamente più in salute sei più le tue chance sono alte. Una volta, a Nizza, ho visto Dominic Thiem provare in allenamento gli smash per 30 minuti. La mia spalla ovviamente non avrebbe potuto reggere, sarebbe letteralmente caduta. Ovviamente lo rispetto perché è un grande lavoratore, ma non tutti possiamo farlo, il corpo non è uguale per tutti“.

Talento: “Qualcuno di voi potrà domandarsi come mai sia così in basso nella mia lista. La verità è che credo più nel duro lavoro e nell’allenamento che nel talento. Migliori se fai una cosa tante volte. Poi, c’è un altro fattore, psicologico: se credi di non essere abbastanza talentuoso, potresti avere una scusa perfetta per non allenarti e non lavorare duro. In realtà è un limite che stai ponendo a te stesso. Come disse un mio allenatore, è già un grande talento essere un lavoratore costante e avere voglia d’imparare. Credo che ognuno abbia un talento, serve solo trovarlo“.

Soldi: “Non vi mentirò, avrete bisogno di soldi per giocare a tennis. Dovrete comprare racchette, scarpe, magari pagare un allenatore o noleggiare un campo. La mia famiglia non aveva molti soldi ma ha investito tutto sulla mia carriera, delle scarpe da tennis per me erano sempre in cima alla lista delle cose da comprare. Nonostante i soldi rendano la vita più facile, non possono garantire nulla senza i 9 consigli precedenti“.

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