Intervista esclusiva a Enzo Mo

Enzo Mo incordatore professionista della società Irsa ci ha rilasciato un’interessante intervista. Ci spiega quali tipi di corde sono migliori per i professionisti e quali per gli amatori. Intervista molto tecnica ma che ci spiega in termini semplici la differenza tra corde monofilamento e multifilamento e su che base viene determinata la tensione delle corde.

La società Irsa, fondata nel 2011, forma incordatori professionisti tramite corsi ad hoc per ogni livello. La stessa società utilizza i propri introiti per iniziative benefiche e ad ha creato 12 sessioni fuori Vercelli che è la città dove ha sede la società.

Buon giorno Sig. Mo grazie per aver accettato il nostro invito. Ci racconti il primo impatto che hai avuto col mondo del tennis?

Ho cominciato a giocare intorno ai 13 anni, sull’onda del boom del tennis in Italia degli anni ’70, dovuto soprattutto ai successi di Adriano Panatta e dei quattro “moschettieri” di Coppa Davis. Il tennis durante la mia adolescenza occupava soprattutto gli spazi estivi, perché durante l’inverno ho sempre giocato a basket, sport nel quale ho raggiunto discreti livelli calpestando i parquet per oltre 30 anni.

A partire però dal 2002 ho ricominciato a giocare regolarmente anche a tennis, riprendendo anche la parte agonistica che avevo da tempo abbandonato. Oggi sono un veterano con classifica 3.5, gioco qualche torneo Open ed i campionati a squadre con il mio circolo. Un bel modo per stare con gli amici!

Cominciamo dalla Sua attività di incordatore professionista: come è cominciata questa particolare attività nel nostro sport?

La mia attività di incordatore, come accade spesso, è cominciata per caso. Ero da tempo insoddisfatto della qualità del servizio che trovavo presso i negozi della mia zona, tanto che ero arrivato al punto di fare 70 km ogni volta per rivolgermi a quello che ritenevo un incordatore degno di fiducia. Ma anche così non andava bene.

Caratterialmente sono sempre stato una persona molto determinata, e quando ho iniziato ad accarezzare l’idea di cominciare ad incordare da solo le mie racchette mi sono subito scontrato con la dura realtà delle cose: in Italia, fino a qualche anno fa, non esisteva la possibilità di imparare ad incordare in maniera corretta perché non esisteva un punto di riferimento certo da cui attingere le nozioni base per un mestiere all’apparenza semplice, ma in realtà davvero complicato.

Fortunatamente conosco da oltre 40 anni Stefano Prete, uno dei migliori incordatori e tecnici della racchetta al mondo…la cosa difficile è stato rintracciarlo dall’altra parte del mondo (vive da quasi 10 anni a Melbourne dove incorda circa 6.000 racchette all’anno), quella facile è stata capire subito che le sue competenze avrebbero soddisfatto le mie esigenze formative. E così è stato.

In quali tornei importanti ha prestato la Sua opera e a quale torneo è più legato ?

Per scelta personale (svolgo un’altra attività molto impegnativa) non ho mai partecipato ad un torneo come “incordatore ufficiale”. Negli ultimi anni la IRSA (che ho fondato e dirigo insieme a Stefano Prete) è stata chiamata molte volte a partecipare ai tornei del circuito ITF ed ATP in Italia, ma non ho mai impegnato un’intera settimana del mio tempo per far parte del team ufficiale. Ho invece preferito seguire personalmente alcuni giocatori nel corso del torneo Challenger di Vercelli dello scorso anno, curando le loro racchette durante tutta la settimana di gare.

E’ stata un’esperienza molto bella anche dal punto di vista umano, perché ho potuto approfondire la conoscenza di ragazzi eccezionali come Pietro Rondoni (di cui sono comunque incordatore e customizzatore ufficiale), Marco Cecchinato ed Alessandro Giannessi. E’ stato stimolante tornare ogni sera a casa con 6/7 loro telai da riportare la mattina dopo al torneo ed è stato gratificante assistere alle loro vittorie sul campo di cui mi sono sentito anch’io un po’ responsabile…

Per una persona che vuole cominciare a giocare a tennis quali tipi di corde consiglierebbe e perché?

Per un principiante assoluto la prima cosa che consiglierei sono corde in multifilamento. Sono corde che permettono un buon controllo di palla, sviluppano una buona potenza ma, soprattutto, evitano al giocatore principiante (che non rompe mai le corde e raramente le sostituisce) di andare incontro ai classici infortuni del tennista, quali epicondilite, epitrocleite, infiammazioni alla cuffia dei rotatori ed altro.

Prima ancora della corda però io mi soffermerei sulla scelta del telaio. Troppo spesso parlo con giocatori di club che si sono fatti “tentare” da modelli di racchetta non adatti al loro livello e tipo di gioco e che poi si sono trovati a sospendere l’attività per infortunio. Ma qui tocchiamo il primo tasto dolente. In Italia non esistono abbastanza tecnici specializzati in grado di guidare i giocatori (dal principiante all’agonista) nella scelta della racchetta, della corda e della tensione adatta al loro gioco.

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Ci spieghi l’associazione IRSA di cui Lei fa parte di cosa si occupa e quali iniziative promuove.

La IRSA è nata nel 2011 da un’esigenza. Quella di creare per la prima volta in Italia un’associazione che potesse diventare un punto di riferimento per tutti coloro che orbitano intorno al mondo del tennis, giocatori, maestri, agonisti ed anche negozianti.

Con un obiettivo però molto chiaro: garantire a tutti coloro che si affidano ad un tecnico IRSA la certezza di essere in contatto con una persona che ha ricevuto una formazione ai massimi livelli. La IRSA (Italian Racquet Stringers Association) si occupa infatti della formazione e della certificazione di tutti coloro che intendono diventare incordatori e tecnici della racchetta.

I nostri corsi permettono un approccio graduale ai vari gradi formativi ed il nostro metodo permette, anche al principiante assoluto di entrare nel modo delle incordature ed  imparare in modo corretto da subito (e secondo gli standard internazionali) come incordare una racchetta a due e quattro nodi.

I nostri corsi si articolano in più step:

–          IRSA Stringer: è il corso base che introduce al mondo delle incordature ed è composto da una sessione individuale dove il tutor IRSA (ne abbiamo 12 su tutto il territorio italiano) insegna al candidato le corrette nozioni di base per iniziare da subito ad incordare.

 Poi ci sono i livelli avanzati, tenuti personalmente una volta all’anno da Stefano Prete con il supporto dell’amico Liam Nolan, (per vent’anni incordatore e capo incordatore a Wimbledon) che ogni anno ci onora con la sua amicizia e presenza. I corsi sono:

–          IRSA Pro Stringer: è il corso avanzato, dove si apprendono i principali schemi (pattern) con cui è possibile incordare un telaio, i segreti per modificare i manici delle racchette e molto altro ancora. Sono tre giorni full immersion in un corso a numero chiuso molto impegnativo.

–          IRSA Racquet Technician: è il corso che consacra i nostri incordatori come tecnici della racchetta al 100%. Qui si impara come customizzare un telaio, come modificare un telaio in funzione delle esigenze di un giocatore, come risolvere i problemi di gioco e molto altro. E’ il corso che conclude l’iter formativo dei nostri associati, anche questo a numero chiuso.

–          IRSA Tournament Stringer: non è un corso ma è un test molto impegnativo che mette alla prova le capacità tecniche di un incordatore, simulando la pressione ed i problemi che si incontrano nella sala incordature di un torneo del Grande Slam.

 Anche se mi sono reso conto di aver detto molto, desidero però sottolineare un’ultima cosa. La IRSA è un’associazione “no profit”; questo significa non solo che ogni nostro associato ha pari peso e dignità al nostro interno, ma soprattutto che tutti gli introiti che derivano dai corsi e dalle quote associative, vengono ogni anno (per statuto)  reinvestiti in attività della società o (nel caso) devoluti in beneficienza.

Ricordo con piacere (per esempio) la bellissima giornata passata con Paola Cesaroni (mamma del compianto Federico Luzzi) che due anni fa ci ha onorato con la sua presenza ai corsi IRSA per ringraziarci di una nostra donazione alla FedeLux. E’ stato un momento molto toccante per tutti noi. Non esiste in questo momento al mondo un’associazione come la nostra e questo ci riempie d’orgoglio e ci fa sentire un po’ speciali.

Entrando più in discorso tecnico ci spieghi la differenza tra corde monofilamento e multifilamento.

Le corde in monofilamento sono per lo più costruite in poliestere e materiali simili.

Hanno una composizione molto semplice fatta di un unico monofilo (da qui il nome) o al massimo qualche strato sovrapposto dello stesso materiale. Hanno una scarsa elasticità di base perché sono nate per i giocatori professionisti che necessitano di corde che diano buone prestazioni in un tempo limitato ed abbiano anche costi contenuti (pochi sanno che la maggior parte dei giocatori ATP le corde se le pagano…).

Oggi purtroppo rappresentano la quota più grande delle corde vendute nel mondo e sono anche la causa (in molti casi) degli infortuni di gioco perché sono corde che vanno sostituite molto frequentemente e spesso i giocatori che rompono poco le loro incordature si ritrovano a giocare per ore ed ore con corde che hanno completamente perso la loro elasticità (già bassa in origine) scaricando sulle loro articolazioni tutte le sollecitazioni date dal gioco. Da qui i problemi infiammatori che ne derivano.

Le corde multifilamento invece sono corde composte ma un intreccio di microfilamenti che, “attorcigliati” fra di loro formano la corda. Sono corde molto adatte ai giocatori di club, ai bambini ed a tutti coloro che (pur agonisti) non rompono le corde frequentemente o hanno già subito infortuni di gioco. Sono il tipo di corda che più si avvicina all’intramontabile (ma costoso) budello naturale.

Ci parli della tensione delle corde ci spieghi con quale criteri viene stabilito a quanti kg effettuarla.

E’ un argomento molto articolato, impossibile da esaurire in poche righe.

Un incordatore qualificato deve essere in grado di consigliare ad ogni giocatore, di qualsiasi età e livello la corda giusta e la tensione giusta. Questo può avvenire solo dopo aver parlato con il giocatore, raccolto le sue istanze (basta la semplice domanda: cosa vorresti di più dal tuo gioco ?) ed aver soprattutto verificato il suo livello di gioco. Solo dopo aver avuto tutto queste informazioni, un incordatore qualificato può proporre una corda ed una tensione da provare, ma deve poi essere capace di verificare la bontà della scelta proposta e, nel caso, saper cambiare direzione se il giocatore dovesse essere insoddisfatto.

Nella mia esperienza personale, se si tiene questo approccio, dopo uno o al massimo due tentativi si arriva alla corda giusta ed alla tensione giusta. Ovviamente avendo prima acquisito le giuste competenze.

Se un giovane vuole intraprendere questa attività cosa deve fare ?

Risposta facile e telegrafica: prima di tutto iscriversi ad un corso IRSA!

Con quali giocatori o giocatrici ha avuto o ha il miglior rapporto e quali sono più esigenti ?

Come ho accennato in precedenza, ho un rapporto molto stretto soprattutto con Pietro Rondoni. Lui, come tutti gli altri giocatori con cui ho avuto modo di collaborare, è un serio professionista sempre alla ricerca di soluzioni che lo aiutino a migliorare il livello del suo gioco sotto il profilo non solo tecnico (qui ci pensa il suo coach) ma anche di gestione dei materiali. Lo scorso anno abbiamo radicalmente modificato le caratteristiche dei suoi telai perché voleva maggiore peso e controllo durante il gioco.

Dopo un paio di prove abbiamo trovato il set giusto per le sue racchette e, per tutta risposta, è arrivato per due settimane di fila in finale nel tabellone di singolare ed ha vinto il doppio a Sharm el Sheik. Un po’ di merito forse va anche al lavoro precedentemente fatto insieme.

Comunque tutti  i giocatori, se capiscono di essere nelle mani di un tecnico qualificato, sono sempre disponibili ad ascoltare i consigli e ad affidarsi completamente a chi può contribuire a migliorare ulteriormente il loro gioco. Per me è fantastico poter mettere le mie competenze al servizio di un Pro.

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