Roger Federer: “L’apporto di Edberg ha aiutato moltissimo il mio gioco”

Che Roger Federer sia  un giocatore per certi aspetti diverso da quando è iniziato il rapporto di collaborazione con Stephan Edberg, lo abbiamo potuto notare tutti, tifosi ed addetti ai lavori. Lo  svizzero ha certamente ascoltato i meticolosi consigli del campione svedese, attuandoli nel migliore dei modi a partire dal 2014. Con essi sono giunti anche i risultati, tra i quali spiccano le due finali di Wimbledon e la recente vittoria a Cincinnati, dove ha sconfitto in 2 set il n.1 del mondo Djokovic, mostrando una forma fisica smagliante oltre ad un tennis perfetto, a partire dall’efficacia al servizio.
“I primi mesi al suo fianco sono stati molto interessanti per me. Abbiamo trascorso del tempo insieme, l’ho ascoltato per capire cosa avesse da dire sul mio gioco, consigli  su come giocare in ogni superficie, come organizzare al meglio il mio calendario.. è stato molto interessante”,  ha dichiarato lo svizzero in conferenza stampa dopo la vittoria a Cincinnati, facendo intendere che lo svedese gli è stato molto d’aiuto sia sull’aspetto tattico che mentale. “Il suo arrivo è stato molto positivo per il team, si trova bene con Luthi. È stato un eroe per entrambi. Lo stare tutti e tre insieme ha portato molta energia all’equipe. Stephan mi dà consigli su cosa fare nei match o negli allenamenti, però è Severin  quello che gestisce la barca”.
Roger-Federer-Cincinnati-2015
Durante la settimana appena trascorsa, sono stati molti quelli che hanno espresso un pensiero sulla nuova tattica adottata dal campione di Basilea, soprattutto per quanto riguarda la risposta alla seconda di servizio avversaria. Tattica che a quanto pare non è piaciuta molto ai suoi colleghi. ” Non gioco nella maniera che desiderano loro. Ad essere onesti è un pò folle, ma sta funzionando. Non è che lo si deve fare per ogni secondo servizio, ma in alcuni punti. È positivo creare un pò di confusione nella testa dell’avversario”, spiega Federer che ha messo a punto tale piano in un momento decisivo, durante il tie-break del primo set contro Djokovic. ” Credo sul 4-1 del tie-break, no?. O sul 3-1 si. Lui avrebbe voluto probabilmente cercare il mio rovescio, ma mi ha servito sul dritto. Ho impattato perfettamente, l’ho messa in campo e gli ho fatto aumentare la pressione”.

Se non ti strappano la battuta, puoi provare a fare quello che vuoi in risposta” dichiara il n.2 del mondo. “Giocare in attacco mi diverte di più”. A 34 anni compiuti ad Agosto, Roger non si stanca mai di migliorare. Ed è proprio questa la chiave del successo attuale dello svizzero. “Il cambio di racchetta ha fatto molto bene al mio gioco. Soprattutto per il mio rovescio. Prima usavo maggiormente lo slice, ora di meno. Ho intenzione di essere più aggressivo di prima con questo colpo”. 

La rivalità con Djokovic secondo la leggenda elvetica ha subito un’evoluzione durante gli anni. “Si muove benissimo, il suo dritto e rovescio sono molto solidi. Non sbaglia molto con il dritto. Se confrontiamo  l’incontro di Indian Wells con quello di oggi ( la finale di Cincinnati) si nota la differenza. Molti più punti giocati da fondo campo e più lunghi”. E confessa: “Spero che riesca a vincere questo torneo. Se lo merita. Ci è andato vicino varie volte”. 
Per concludere, lo svizzero riconosce che sta trascorrendo uno dei momenti personali migliori della sua carriera. “Mi diverto giocando ora più che mai perchè apprezzo questo sport più di prima. Non so per quanto tempo ancora giocherò però tenterò di farlo ancora per molti anni”. 
Fonte: Punto De Break

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