Australian Open: Fognini la spunta al quinto set, eliminati Sinner e Berrettini. Avanti Federer e Djokovic

Fabio Fognini

Nessun problema per i due big impegnati nel secondo turno, Roger Federer e Novak Djokovic. Lo svizzero supera in tre parziali Filip Krajinovic, che ha il merito di giocare senza paura il suo tennis fino all’ultimo 15. Nel primo set il serbo ci mette un po’ a carburare, subendo molto l’iniziativa dello svizzero che in appena un quarto d’ora è già sopra 5 a 0. Non c’è il bagel, con Krajinovic che si scuote e tiene il servizio prima di cedere cinque minuti più tardi per 6 giochi a 1. Nella seconda frazione è ancora Federer a comandare gli scambi e a trovare il break dopo pochi minuti. Non mancano le perle d’autore, soprattutto a rete dove mette a segno diverse ottime volée. Un diritto in corsa che passa Krajinovic a rete vale da solo il prezzo del biglietto, con il serbo incredulo considerato i suoi progressi nel gioco con il passare dei game. Nell’ottavo gioco quest’ultimo trova un inaspettato controbreak, ma la parità dura poco visto che nel nono game arriva un nuovo break, stavolta definitivo. Il terzo set vede Krajinovic uscire mentalmente dal match, concedendo subito un break nel terzo game. Medical time out per lui a causa di un dolore al braccio ma al rientro le cose non cambiano, anzi sembrano precipitare e il match si chiude con lo score di 6-1.

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Nessun problema anche per Djokovic, che liquida in tre veloci set il giapponese Ito. Primo set che vede subito il serbo issarsi sul 5-0 prima di chiudere per 6 giochi a 1. Molto più equilibrato il secondo parziale, con l’asiatico che lotta durante i propri turni di servizio per cercare di evitare il break. Alla fine l’inevitabile arriva e Djokovic trova il break che gli permette di portare a casa il parziale per 6-4. Solo una formalità il terzo set, che segue l’andamento del match senza sconvolgimenti e dopo 1 ora e 35 consegna il passaggio del turno all’attuale numero due del mondo. Al prossimo turno un altro giapponese, Yoshihito Nishioka, che ha superato in tre set il britannico Daniel Evans.

Capitolo italiani. Berrettini un po’ a sorpresa cede a Tennys Sandgren, evidenziando ancora qualche ritardo nella preparazione fisica. Rimonta mancata per il tennista romano, che sotto di due set trova una mezza rimonta, cedendo solo al quinto parziale. Nel primo set il primo a rischiare di passare avanti è Berrettini, che però le spreca entrambe (soprattutto sulla prima ci sono dei rimpianti). Si arriva al tie-break, dove a fare la differenza è un dritto fuori misura dell’italiano, che porta Sandgren a set point, convertito grazie al servizio. Un tennis molto solido dello statunitense gli permette di tenere senza particolari problemi il servizio anche nel secondo set, trovando l’allungo decisivo nel nono game.

Sotto 2 set a 0, Berrettini annulla nuovamente due palle break sul 3 pari, e sfrutta egregiamente due insoliti errori del suo avversario nel nono game per trovare il break decisivo. Il tennista romano è più solido e dopo un game difficile vinto sul 2 pari, recuperando uno svantaggio di due punti, mette in fila altri tre game consecutivi che gli permettono di portare il match al quinto. Qui si parte in maniera equilibrata, ma nell’ottavo gioco Berrettini riesce a procurarsi tre palle break consecutive, senza però riuscire a sfruttarne neanche una, anche per meriti di Sandgren. Non ci sono ulteriori ripercussioni al servizio ma una volta sul 5-4 Berrettini sembra non averne più e sul più bello lascia il break, decisivo per Sandgren per portare a casa il match.

Tre set a zero il parziale invece in sfavore di Jannik Sinner, che non trova l’impresa contro Marton Fucsovics. Match in parte condizionato dal vento, che ha penalizzato maggiormente i colpi piatti del tennista altoatesino. Nel primo set il break decisivo arriva nel quarto gioco, e rimane l’unico decisivo ai fini del punteggio. Il secondo parziale vede uno scambio di break in apertura, ma poi è ancora Sinner a cedere il servizio nel settimo game, grazie a una sequela di errori poco comprensibili. Il game perso permette a Fucsovics di gestire il vantaggio e di chiudere 6-4 in scioltezza. Nel terzo parziale il pubblico incita Sinner che trova per primo il break che lo porta sul 2 a 0. Nel game seguente l’italiano annulla due chance del controbreak, prima di capitolare alla terza e lasciarsi andare a una racchetta andata in frantumi. Ancora una volta è il settimo game a costare caro a Sinner, che nonostante un iniziale vantaggio di 40-0 si fa rimontare e cede nuovamente il servizio. Stavolta sembra davvero finita e a scrivere l’ultima parola sull’incontro, ci pensa Fucsovics dopo 2 ore e 16 minuti di gioco.

L’unico a tenere alto l’orgoglio italiano nella giornata odierna è Fabio Fognini, che supera al super tie-break del quinto set Jordan Thompson, dopo oltre 4 ore di battaglia. L’inizio non è dei migliori, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento. Il suo gioco sembra risentirne e Thompson ne approfitta per macinare punti e alla fine, nel quinto game, arriva il break. Poco dopo arrivano i primi set point, nel decimo gioco, ma in entrambi Fognini gioca bene e li annulla, prima di riuscire a trovare un inaspettato contro break. Si arriva dunque al tie-break, dove sono tanti i punti vinti in risposta da entrambi ma alla fine a spuntarla è il giocatore italiano, che lo porta a casa per 7 punti a 4 dopo appena un’ora di gioco.

Nel secondo set si parla solo italiano, con Fognini che tesse gran tennis da tutti gli angoli del campo, lasciando Thompson senza risposte, tanto da innervosirsi e rompere la propria racchetta sul 5-1, quando il parziale era ormai compromesso. 6-1 e vittoria che ormai sembra a un passo. Col tetto chiuso, dopo la pausa, le cose sembrano cambiare e i colpi che prima entravano ora escono, seppur di poco. Thompson ne approfitta per scuotersi e con un impeto di orgoglio davanti al pubblico di casa parte subito forte, trovando il break nel secondo game del parziale. Poco più tardi il ligure rischia il doppio break ma riesce a salvarsi alla disperata. Cerca anche di rientrare in partita ma Thompson al servizio è ingiocabile e si arriva dunque al quarto set. Qui è ancora Thompson a trovare per primo il break, spinto anche dal proprio pubblico che lo incita ad ogni punto. Lo strappo decisivo, infatti, arriva nel quinto game e da lì in poi Thompson perde appena due punti alla battuta, senza dare quindi possibilità a Fognini di riaprire il set.

Nel quinto è ancora il tennista Aussie ad essere perfetto al servizio, sempre più spesso accompagnato da delle discese a rete. Il primo, però, ad avere l’occasione di passare avanti è l’italiano, che nell’ottavo game ha una palla break e due game più tardi ne ha altre due, queste dal sapore di match point. In tutti e tre i casi Thompson ne esce benissimo, con serve&volley, ace e diritto vincente. Le occasioni per Fognini fioccano, tanto da essercene un altro paio sul 6-5, stavolta consecutive, ma anche stavolta Thompson le annulla con personalità. Si arriva al super tiebreak dove dopo uno scambio iniziale di minibreak, è il numero 12 del mondo a prendere il largo, per 7-3 prima, e poi a chiudere con un secco 10-4 dopo oltre 4 ore di battaglia. Tra gli altri risultati, avanti Bautista Agut e Pella in quattro set, Paire cede solo al super tiebreak contro un buon Cilic, mentre Tsitsipas avanza per ritiro del tedesco Kohlschreiber.

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