Le dichiarazioni post match di Seppi, Djokovic, Berdych e Kyrgios

Seppi non era sembrato molto ottimista nell’intervista prima del match con Djokovic.
Aveva detto infatti: «Sicuramente il favorito è Novak, viene da un 2015 mostruoso e comunque sono ormai 2-3 anni che è sempre lui l’uomo da battere. Poi qui a Melbourne gioca benissimo, non è un caso se ha già vinto 5 volte. Io dovrò cercare di stargli a ruota e di mettergli un po’ di pressione con la risposta. Insomma, non sbagliare nulla e giocare al 110 per cento».

Simile era anche l’opinione del suo coach Massimo Sartori che vedeva la partita dal punto di vista tattico:  “Andreas deve assolutamente evitare che Djokovic si organizzi. Deve provare a mettergli pressione così come ha fatto con Federer all’Australian Open. Altrimenti è destinato solo a correre”.

Djokovic d’altronde domina il testa a testa per 10 a 0 su Seppi, la cui unica “quasi vittoria” sul serbo risale al Roland Garros nel 2012 quando si trovò avanti due set a zero e poi il colpaccio svanì al quinto set.

Deluso Seppi, ma neanche troppo, dopo il match perso questa mattina in tre set. Andreas ha giocato una buona partita per lo meno negli ultimi due set, ha avuto un buon rendimento con il servizio e un atteggiamento aggressivo che a volte ha complicato la vita al serbo. E’ stato un match giocato dignitosamente e di alto livello da parte del tennista azzurro. Purtroppo è finita con lo score di
6-1 ,7-6, 7-5. Ecco che cosa ha dichiarato dopo il match l’altoatesino ai microfoni.

Andreas sei soddisfatto del tuo match, oppure hai il rimpianto di aver perso il terzo set nel quale hai avuto due set point?
“Più che quello forse l’inizio del primo in cui non sono riuscito a giocare come volevo. Giocavo corto,non è mai facile il primo set. Gli altri sono stati due set alla pari alla fine. Fisicamente è dura giocare 3,4,5 set così peró il terzo potevo portarlo via. Da fuori poi è facile dire “magari avresti potuto fare qualcosa di più” ma quando sei li…

Ti è sembrato imbattibile?
“Imbattile, insomma … diciamo che se avessi vinto il terzo sarebbe stata dura giocare tre ore cosi, sarebbe stata veramente tosta. E’ uno che ti fa giocare tante palle e quando è un momento importante si mette li e non sbaglia e ti devi fare il punto da te. Poi nelle partite dalla semifinale in poi Djokovic sembra ancora meglio”.

Cosa vi siete detti quando eravate a rete? Ti ha fatto degli apprezzamenti?
“No lui non mi ha detto niente. Io gli ho detto “non riesco a vincere un ca..o di set.
Ci siamo allenati insieme a Montecarlo, ma non moltissimo perché ero fuori allenamento e non ero in grado di giocare tutte le ore che lui avrebbe voluto”.

noledjokovic
A Djokovic è stato chiesto come si sia trovato sulla Margaret court, campo su cui il Serbo non ha mai giocato e che è stato letto da alcuni come un piccolo affronto nei suoi confronti…
“Sulla Margaret Court la palla va più lenta che sulla Rod Laver Arena, ma credo sia stato ok per giocare contro un giocatore come Seppi che colpisce molto piatto ed è molto solido da fondo da tutti gli angoli. Per quanto riguarda il match, penso di aver cominciato molto bene. Ho vinto un set e un paio di palle break nel secondo. Seppi nel secondo ha cominciato a servire molto bene, tanto che io rispondevo un mezzo metro indietro, e a giocare in modo più aggressivo commettendo pochi gratuiti. Devo essere contento di aver chiuso in tre set, perché sia nel secondo che nel terzo set le cose sarebbero potute andare diversamente.
Non sono tuttavia ancora soddisfatto di come ho giocato nel secondo e nel terzo set. Penso avrei potuto giocare meglio. Ma d’altra parte ho giocato contro un avversario di qualità, che ha battuto Federer l’anno scorso e che è nel circuito da molti anni. Ci siamo allenati insieme e per questo conosciamo bene il nostro gioco”.

“Kyrgios? Sì, è senza dubbio una stella nascente. Voglio dire, ha sicuramente le capacità per giocare grandi partite, per giocare contro grandi avversari. Ma, si, voglio dire, sta giocando aggressivo. Serve bene. Come ho detto, è un ragazzo a cui piace disputare grandi partite. Quindi devo essere veramente, veramente preparato, essere concentrato dal primo punto”.

Queste erano le parole di Berdych in vista di una probabile sfida col giovane aussie. Il match che si è giocato oggi si è chiuso in quattro set a favore del tennista ceco per 6-3 6-4 1-6 6-4.

Berdych alla domanda se Kyrgios rappresentasse una sfida sia a livello tennistico sia a livello caratteriale ha risposto:

“No, penso che sia solo un giocatore, è molto pericoloso a livello tennistico fra le nuove leve. Ha un grande tennis, può essere pericoloso. Giocare contro di lui vuol dire avere un buon gioco, fare molta fatica, ed è ciò che ho fatto io oggi. E’ il suo gioco, il suo stile, pericoloso”.

Al termine del terzo set  hai avuto l’impressione stesse migliorando o facendo qualcosa di diverso?

“Si una combinazione di cose. Probabilmente io sono un po’ calato, gli ho lasciato più spazio in campo, e lui ha spinto un po’ di più sul pedale del gas. E’ un grande giocatore, appena ha capito un mio leggero disagio ne ha saputo approfittare”

“Kyrgios ha avuto anche un diverbio con l’arbitro. Sembra che più si arrabbi più giochi bene. Cosa ne pensi?”

“Io cerco sempre di mantenere la concentrazione su me stesso, e non guardo oltre la rete. L’unica cosa che devi guardare è la palla, e su quella sono concentrato”
La concentrazione dei due giocatori però è stata messa a dura prova da una musica insistente che proveniva dal pubblico e che non sono riusciti a individuare.

“Nick Kyrgios, la musica ti ha distratto dal gioco?”

“No, era strano, dicevo a me stesso che non dovevo sentirla. Ho pensato che avrebbero dovuto dire di fermarla col microfono, non mi era mai successo prima. Penso di non aver giocato male, non ho servito al mio meglio ma ho affrontato la competizione meglio che ho potuto.
Berdych invece ha servito benissimo nei momenti cruciali. E’ stato molto aggressivo dall’inizio alla fine, mi è sembrato come se mi togliesse il ritmo in certi momenti, ho dovuto giocare più in difesa e cercare di non mettermi nei guai. Quello che Berdych fa meglio è giocare in tranquillità i suoi game di servizio, non ti dà tempo e schiaccia sull’acceleratore. Non è facile giocarci contro”

“Hai visto l’ultima partita di Lleyton Hewitt?”

“Si l’ho vista alla tele, in camera e l’ho guardata fino alla fine. E’ stato molto triste vederlo andar via con tutta la sua famiglia, non ho pianto ma ero molto triste.
Spero di essere un suo degno erede. Cercherò di riprendere da dove lascia, anche se sono ancora molto lontano dal suo livello. Avrò molto da lavorare”.

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