Atp Finals in archivio: Cosa ricordare e cosa dimenticare

Il Master di Londra si è concluso e alcuni stanno esultando, si avete letto bene esultando perché quest’edizione non ha brillato per bel tennis.

Ci ha regalato un giovane e nuovo maestro ma sopratutto nei match di round robin si son visti brutti incontri, in particolare nel girone Hewitt dove i giocatori erano alle corde già alla partenza.

Ma passiamo in rassegna qualche avvenimento per cui ricorderemo o vorremo dimenticare questo Master.

Kiki Mladenovic rimbalzata dagli stewart all’allenamento del fidanzato Dominic Thiem perché non aveva il pass. Ne deriva una lite furiosa con il personale che permette all’austriaco di far uscire dal retro la ragazza con cui si era appartato e per la quale aveva nascosto il pass della bella fidanzata.

Dicevamo di un livello di tennis non adeguato alla manifestazione, con un Kei Nishikori che batte nel primo incontro Roger Federer senza sapere ben come, per vincere  7 game nei successivi incontri. Kei raggiunge tali livelli di frustrazione durante il match con Thiem da dimenticarsi di esser giapponese e tentare di rompere (senza riuscirci) la racchetta maledicendo il suo box perché  a Londra non ci voleva venire.

In ottica Davis i tifosi croati non dormono sonni tranquilli, anche in questa competizione Marin Cilic ha confermato il trend che non lo vede riuscire a chiudere un set o un match in situazione di vantaggio. Con la finale alle porte i fantasmi dell’Argentina si riaffacciano prepotentemente.

Sempre rimanendo in ambito round robin possiamo serenamente dire che la notizia più emozionante è stata la storia di Peter Torebko che ha inviato una mail all’ATP per potere partecipare a titolo gratuito come sparring partner.

Il master non riguarda solo il singolare ma anche il doppio e qui prende prepotentemente la scena Jack Sock che frustrato dall’anno avuto come singolarista cerca di uccider gli avversari con missili terra-aria sparati dal braccio, e quando non gli riesce con Lukasz Kubot trasferisce la sua ira su Marcelo Melo.

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L’americano è on fire prima cerca di forzare lo spogliatoio di Federer e in seguito punta all’Oscar come miglior attore simulando un infortunio degno di Neymar nel match con la coppia Murray/Soares.

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Da un vincitore di master come Sock all’altro, Sascha Zverev appena conclusa la vittoriosa finale con Novak Djokovic è stato zittito durante l’intervista post gara invitato a bere champagne e troncare un prolisso soliloquio.

Ma c’è un avvenimento per cui ricorderemo questo Master, il caso del ball boy del match di semifinale tra Zverev e Federer.

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I tifosi del King vogliono la testa del ragazzino, che pare abbia abbandonato il tennis e si sia chiuso in un Pub per dimenticare l’onta della vergogna.

Scherzi a parte c’è una cosa che speriamo di non veder nuovamente, i fischi ad un giocatore durante una premiazione che ha avuto l’unico torto di battere, meritatamente, il beniamino delle folle ma che non meritava un trattamento del genere.

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