Bussolati a tutto tondo: “Tennis aiuta a vivere meglio. Nel 2020 punto alla top 5”

Bussolati a tutto tondo: “Tennis aiuta a vivere meglio. Nel 2020 punto alla top 5”

L’ottantenne vincitore della medaglia di bronzo ai mondiali Super-Seniors di Umago si racconta in un’interessante intervista, parlando dei benefici del tennis e degli obiettivi futuri.

di Sebastiano De Caro, @seba_de_caro

Riccardo Bussolati è uno dei protagonisti dei recenti campionati mondiali Super-Seniors di Umago, dove si è messo al collo la medaglia di bronzo nel singolare maschile Over 80, balzando così al settimo posto del ranking mondiale ITF. Traguardo speciale e quasi inatteso per chi, come l’ottantenne piemontese, al mondo della racchetta si è avvicinato in maniera continuativa solo in età avanzata dopo aver praticato calcio nel periodo universitario ed esser stato assorbito dagli impegni lavorativi.

In un’interessante intervista rilasciata al sito ufficiale della Fit, il classe ’39 di Torino ha raccontato i primi approcci ai tornei ITF, toccando vari argomenti dall’esperienza ai mondiali croati fino ai benefici psicofisici che il tennis può apportare.

Ho cominciato a giocare i tornei ITF quando ho compiuto i 75 anni, dopo essere andato in pensione con cinquant’anni di lavoro da dirigente Fiat alle spalle“, esordisce Bussolati. “Sono stato anche nel comitato direttivo dell’azienda torinese e nella mia carriera giravo il mondo in aereo, con più di 150mila miglia percorse all’anno, ero un ‘senatore’ Lufthansa.  Il tennis rappresentava un momento di svago e così decisi di partecipare al torneo di Alassio. Ero piuttosto soddisfatto del mio rendimento, che mi ha consentito di arrivare ai Mondiali in 12esima posizione nel ranking ITF dal 60esimo posto in cui mi ero ritrovato dopo il lungo stop post intervento di cataratta. A Umago, da ottava testa di serie, ho sconfitto il danese Gaba, il tedesco Graf e il francese Bronny, per poi fermarmi in semifinale di fronte all’australiano Bob Howes, giocatore molto forte e con tantissima esperienza internazionale in queste competizioni“.

Al di là del dato anagrafico, il super-senior è mosso da una feroce determinazione a compiere ulteriori progressi e raggiungere nuovi obiettivi: “Ora che da pensionato il tempo non mi manca gioco a tennis quasi tutti i giorni, al mattino, un paio d’orette, tipo dalle 10 alle 12, dopo aver adempiuto spesso ai ‘doveri’ di nonno, avendo diversi nipoti, alcuni dei quali praticano tennis. curo anche la preparazione fisica, per cui a giorni alterni vado in palestra per un po’ di corsa sul tapis roulant e di pesi. In base alla mia personale esperienza posso confermare che il tennis è davvero uno sport per tutte le età, aiuta a stare bene e allunga la vita di dieci anni. Quello che ritengo un vantaggio, legato alla mia forma mentis, è l’essere abituato a ragionare per obiettivi: nel 2019 puntavo alla top 10 e l’ho raggiunta, quindi per il 2020 la prossima sfida è l’ingresso nella top 5 Over 80“.

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