Coronavirus e assicurazioni, le ombre sul 2021 del tennis

Australian Open e Wimbledon senza assicurazione “anti-pandemia” nel 2021, altri tornei più piccoli rischiano di non essere neanche in calendario

di Alessandro Zecchini

Il mondo del tennis si sa è in grossa difficoltà per la gestione organizzativa del post-Coronavirus. Tanta incertezza per quel che potrebbe restare di questo disgraziato 2020 e altrettanta per quello che potrebbe essere il 2021.
I problemi si snodano sul solito doppio binario, un po’ come accade per tutte le altre situazioni di questo periodo storico, da una parta la questione sanità/sicurezza, dall’altra la questione economica.
Per esempio è di queste ore la notizia che per il 2021 il primo Slam dell’anno, gli Australian Open saranno senza assicurazione “anti-pandemia”. Un portavoce di Tennis Australia ha spiegato questa particolare situazione che mette in serie difficoltà l’organizzazione del torneo per il prossimo anno. In pratica il contratto che ha sempre “difeso” lo Slam australiano da cancellazioni per motivi sanitari è scaduto proprio nel 2020 e per il 2021 non sarà possibile rinnovarlo causa l’aumento spropositato del premio assicurativo vista la situazione che mette a rischio lo svolgimento di tali manifestazioni e di altre simili.

La Rod Laver Arena

Cosa curiosa è che lo stesso succederà a Wimbledon 2021 che invece per questo 2020 ha usufruito di un assicurazione simile e ha potuto cancellare l’edizione limitando fortemente i danni (recupero stimato intorno ai 114 milioni di euro).
Se rischiano i grandi tornei la situazione è ancora più drammatica per gli altri. I mancati incassi del 2020 mettono a rischio l’entrata in calendario per il prossimo anno e la questione assicurativa se non può essere affrontata dai grandi Slam sarà impensabile per i Master 500, 250 ecc. Chi riuscirà ad entrare in calendario lo farà quindi assumendosi grossi rischi per il futuro.

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