Il sondaggio di Isner: classifiche bloccate o i tennisti devono perdere punti?

L’americano su Twitter ha chiesto un parere a tutti gli appassionati di tennis sulla decisione da prendere riguardo alle classifiche Atp e Wta durante lo stop del circuito per l’emergenza coronavirus.

di Alessandro Zecchini

In questi giorni di pausa forzata di tutti i circuiti in ogni ordine di grado si sta discutendo molto oltre che sul proseguo della stagione stessa (tornei cancellati e possibili slittamenti riguardanti anche gli Slam) sull’assegnazione dei punti nelle varie classifiche dei nei ranking maschili e femminili. Il meccanismo particolare con il quale vengono sommati e scalati i punteggi nelle classifiche è chiaro a tutti e in questo periodo unico ed eccezionale occorre anche prendere misure che lo seguano.

“Penso che un dibattito tra gli appassionati di tennis possa essere utile – ha twittato nei giorni scorsi John Isner, numero 21 ATP e numero 1 statunitense – chiedo agli appassionati, pensate che ATP e WTA debbano congelare le classifiche durante questa pausa o semplicemente i tennisti dovrebbero perdere punti normalmente?” Al di là dei risultati del sondaggio proposto dal gigante americano, la questione dei punteggi è molto discussa. Proprio Isner che in questo periodo di pausa forzata difende parecchi punti (lo scorso anno finale a Miami persa con Federer) si potrebbe ritrovare da ventunesimo a quaranta del mondo.

John Isner

Le prime tre posizioni anche continuando con il normale calcolo rimarrebbero invariate anche se Djokovic aumenterebbe il divario su Nadal. In top ten Federer e Berrettini sono quelli che pagherebbero maggiormente lo stop, lo svizzero che da alcuni anni da il meglio di se nella prima parte della stagione perderebbe almeno una posizione, l’italiano uscirebbe invece dai primi dieci del mondo. Male anche Fognini che l’anno scorso aveva vinto Montecarlo.

Quando insomma si tornerà a giocare potremmo avere classifiche completamente diverse rispetto a quelle con le quali ci eravamo lasciati e in molti si stanno chiedendo se questo sia giusto. La risposta sembra scontata: no. Che senso ha scalare punti per tornei che i tennisti e le tenniste non hanno la possibilità di giocare? Se questa situazione ci sta insegnando qualcosa è nella sua eccezionalità. In questi giorni stiamo vedendo oltre a misure sociosanitarie inimmaginabili, tutta una serie di eventi sportivi annullati o rimandati (è proprio di oggi lo slittamento degli Europei di calcio all’estate 2021). Nell’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo è doveroso che anche il tennis faccia un passo indietro e riveda alcuni meccanismi che possono poi condizionare la stagione (quella attuale e non solo) una volta che le cose torneranno alla normalità.

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