Intervista a Massimo Todeschi preparatore atletico di Melania Delai

Abbiamo raggiunto on line Massimo Todeschi, preparatore atletico di Melania Delai, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchere

di Alex Bisi, @AlexBillyBisi

In questo momento di #TennisAtHome abbiamo raggiunto on line Massimo Todeschi, preparatore atletico di Melania Delai che ho recentemente intervistato. Abbiamo parlato del più e del meno e ci ha lasciato anche qualche consiglio pratico.

Com’è nata la tua passione per questa professione e da quanti anni la pratichi?

“La mia passione per la figura del preparatore fisico è stata la motivazione principale per cui ho iniziato a studiare e per cui ho cercato di percorrere questa strada con tutte le mie forze.”

Hai un “mentore” o una figura della tua professione a cui ti ispiri?

“Sinceramente non ho un mentore ma cerco di continuare ad aggiornarmi e cerco di “rubare” molto anche da altri sport, soprattutto dal basket.”

Come mai dal basket?

“Guardo con occhio particolare il basket e le metodologie di allenamento perchè ci sono alcune cose che si avvicinano al tennis. I passi (cross-step e shuffle step) sono molto simili, in entrambi gli sport vi è una forte connessione tra parte bassa e parte alta del corpo e sono entrambi sport con gesti che partono dai piedi e finiscono overhead (nel tennis il servizio in primis). Inoltre rimango affascinato dall’agilità che hanno i giocatori di basket: qualsiasi giocatore molto alto messo a confronto con tennisti molto alti – possiamo citare Isner, Anderson, Opelka – è più mobile e dinamico. Questo dovrebbe far riflettere.”

 

 

Hai sempre lavorato nel mondo del tennis o per altri sport?

“Il primo anno che ho iniziato a fare il preparatore ho lavorato nel calcio nel settore giovanile del Chievo Verona, dopo un tirocinio svolto con l’università. Questa esperienza è durata 5 anni ma già dal secondo anno ho affiancato anche il tennis, che ora è rimasto.”

So che lavori con Melania Delai che ho intervistato qualche volta, com’è lavorare con lei?

“Sì lavoro con Melania da due anni e lavorare con lei mi regala molte soddisfazioni. In primis perché è una persona stupenda dal punto di vista umano, è intelligente, solare e positiva. Poi ha qualità importanti dal punto di vista fisico-atletico e questo agevola il mio lavoro.”

Quando è nata,come e come è  strutturata la vostra collaborazione? La segui costantemente o hai, se così si possono chiamare, degli “appuntamenti di lavoro fissi”?

“La seguo soprattutto  nelle settimane in cui non è in fase di competizione ma quando serve la seguo anche nei tornei. La nostra collaborazione vive quindi di appuntamenti fissi legati alle settimane “a casa” e di appuntamenti che decidiamo insieme a Melania e a coach Bertoldero per le trasferte insieme.”

Hai lavorato con Luca Giacomini,, Dayana Yastremska e attualmente anche con Francesco Ferrari, è più stimolante lavorare con i giovani?

“Con Francesco Ferrari stiamo lavorando per farlo tornare in campo dopo un’operazione al ginocchio. Era quasi pronto prima della pandemia di Covid-19. Con Giacomini non lavoro più da un anno circa. Io prediligo lavorare con i giovani poiché il percorso e la fase di formazione è la parte fondamentale del percorso umano e agonistico. Da qui si parte a costruire l’atleta e a gettare le basi per la carriera. Ci sono molte soddisfazioni e i miglioramenti sono visibili e quantificabili.”

Massimo Todeschi e Dayana Yastremska

In questo momento di lock down lavori anche tu a distanza? Fornisci i compiti a casa ai tuoi atleti?

“Sì lavoro anch’io a distanza e ogni giorno fornisco i programmi fisici ai ragazzi che seguo. Melania in particolare è molto autonoma e si gestisce molto bene.”

Cosa si cura in particolare in questa situazione di stop? Si lavora prevalentemente su atletica e allungamento?

“In questo periodo di stop cerco di lavorare molto sulle componenti legate alla forza, pur non essendoci grande materiale a disposizione in casa. Penso che la forza sia il primo step per prevenire infortuni. In secondo luogo cerco di lavorare sulla prevenzione dei distretti anatomici particolarmente stressati dalle gestualità tecniche. Non mancano lavori a circuito su base aerobica (anche ad alta intensità) ed in base alla logistica dei ragazzi cerco di individualizzare le proposte toccando anche aspetti specifici come gli spostamenti. Fondamentale poi è lavorare sulle tecniche di allungamento e ripristino e sulle routine soggettive.”

Tra i giocatori e giocatrici del circuito maggiore, c’è qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare e perché?

“Sinceramente penso che tutti osservino con un occhio particolare quello che succede ad alto livello. Io sono molto contento di quello che faccio e della situazione in cui mi trovo e non farei cambio con nessuno. Detto questo tra i pro penso che abbiano ancora molto margine di miglioramento dal punto di vista fisico Berrettini e Auger-Aliassime tra i maschi, Rybakina e Swiatek tra le donne.”

Tu che sei nell’ambiente prevedi che si possa tornare alle competizioni in questa stagione?

“Non saprei darti una risposta perché penso che ogni nazione stia vivendo una situazione più o meno grave. La pandemia è mondiale e le misure adottate sono abbastanza univoche. Io penso che protrarre di molto il ritorno in campo non sia la cosa migliore per il movimento (soprattutto internazionale) quindi per luglio/agosto si potrebbe ricominciare.”

Segui atleti di altre discipline al momento?

“Non seguo nessun atleta di altre discipline al momento. Mi dedico solo al tennis che mi impegna parecchio.”

Oltre al tuo lavoro di preparatore hai progetti collaterali legati alla tua attività?

“Sì mi piacerebbe fondare un’associazione di preparatori fisici di tennis per confrontarsi e rimanere sempre aggiornati magari svolgendo anche qualche corso di aggiornamento. Inoltre ho appena scritto un libro sulla preparazione fisica del tennista che dovrebbe uscire a breve!”

Che allenamenti puoi consigliare ai tennisti amatori costretti a casa in questo momento e che magari non hanno un muro contro cui palleggiare?

“Come prima cosa consiglio di allenarsi ma con prudenza. Quindi dal punto di vista fisico chiedere delle schede di allenamento personalizzate al preparatore fisico del club in cui si gioca o di seguire delle “dirette” con personal trainer preparati che svolgano attività consone al proprio stato di allenamento. Dal punto di vista del gioco se non si ha il muro a disposizione e non si può praticare in nessun modo si possono guardare molte partite ed osservare in particolar modo la gestione dei momenti importanti e le scelte tattiche che adottano i campioni. Osservando bene si imparano molte cose!”

C’è qualche attività che consigli da abbinare al tennis per migliorare le prestazioni?

“In passato ho avuto degli ottimi riscontri facendo praticare sedute di pilates che abbinavano forza,mobilità e respirazione diaframmatica. Ora penso che pratiche come lo yoga possano essere utili e anche il Gyrotonic mi piace molto, una pratica completa che lavora attraverso movimenti globali.”

Da parte mia e della redazione di TennisCircus grazie mille per la disponibilità, un augurio per la tua pubblicazione in uscita e speriamo di poterci incontrare il prima possibile di persona.

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