Melania Delai: “Spero di raggiungere al più presto i palcoscenici più importanti”

Melania Delai: “Spero di raggiungere al più presto i palcoscenici più importanti”

Abbiamo incontrato nuovamente Melania Delai, giovane promessa del tennis azzurro, che pensa ai suoi prossimi obiettivi per il futuro dopo l’emergenza del Covid-19.

di Alex Bisi, @AlexBillyBisi

A distanza di un anno abbiamo incontrato nuovamente Melania Delai appena reduce dall’esperienza in Australia per far due chiacchere con una delle promesse del tennis azzurro, pubblichiamo l’intervista dopo parecchio tempo ma alcuni contrattempi ci hanno ostacolato la pubblicazione in tempi brevi.

Hai partecipato al torneo junior, perdendo con la ragazza che ha vinto il torneo, dopo aver avuto anche match point, raccontaci un pò di quel match.
“E’ stato un match di alto livello in cui sono partita decisamente bene,anche se mi portavo dietro una stanchezza abbastanza importante da Traralgon. Mi sono persa nel secondo set,ed è vero che ho avuto 5 match point. Adesso a freddo posso dirti che con più lucidità e coraggio sarei riuscita a vincere in due set, invece me la sono portata dietro fino al 3 e ho avuto un problema muscolare che non mi ha sicuramente aiutato. Comunque è stata sicuramente più coraggiosa lei di me, ma nel tennis giocato posso solo avere rammarico per non avere sfruttato i match point ma nel gioco penso di essermi espressa bene. Lì sono tutte brave, tutte forti, non mi consola, ma comunque ho perso al terzo da quella che ha perso il torneo perciò il livello c’è”

In Australia durante lo svolgimento del torneo junior, siete comunque a contatto con i giocatori del circuito maggiore, ti è capitato di scambiare qualche colpo con qualche tennista?
“Sì siamo sempre vicini ai giocatori, qui in Australia non ho scambiato colpi con nessuno, ma mi sono allenata vicino a Verdasco e a altri giocatori. Bellissimo, impari molto ed è sicuramente molto stimolante.”

Hai disputato un ottimo pre-Slam sia in singolare che in doppio, con ritmi serrati per via dell’emergenza incendi, raccontaci un po’ come è stato allenarsi e giocare in quelle condizioni.
“Siamo stati a Traralgon nel periodo peggiore degli incendi. Il vento portava fumo e rendeva l’aria irrespirabile, tant’è che uno giorno hanno anche sospeso allenamenti e match e ci hanno obbligato ad acquistare mascherina per proteggerci dall’inquinamento dell’aria. Le temperature passavano da 10 gradi a 28/30, insomma non sicuramente una situazione ideale. Ho giocato perciò sette match in due giorni e sono arrivata alla finale di singolo che davvero ero ko. Negli junior non danno tanto tempo di recupero, nonostante i gradi 1 e gradi A siano davvero di buonissimo livello.”

Torniamo all’attualità, mentre scriviamo stai per partire per il Marocco, raccontaci i tuoi prossimi impegni. Ovviamente tutto questo al momento è congelato vista l’emergenza Covid.
“Ora sono a Formia, al Centro Tecnico Federale, dove ogni tanto faccio appa di allenamento e dove mi trovo benissimo con il tecnico Vittorio Magnelli che segue il settore femminile, sono qui con il mio coach e ho anche lavorato sul visual training con Andrea Cagno. Partirò venerdì per Casablanca dove giocherò un itf junior grado 1, per poi proseguire per un 15000 dollari credo in Grecia. Il mio programma quest’anno è un po’ misto, prediligendo dal secondo semestre l’attività pro. Vorrei giocare ancora un po’ di junior di alto livello per poi passare definitivamente all’attività pro”


Lo scorso anno hai ottenuto ottimi risultati, quante posizioni hai guadagnato in classifica?

“Il mio best ranking l’ho raggiunto dopo l’Australia come n. 22, ma se devo essere sincera non do molta importanza al numero in sé, ma al mio livello di gioco. I numeri conteranno di più nel tennis che conta, quello non junior.”

Dicevamo che hai giocato una buona stagione, vittoria che ti ha dato parecchie soddisfazioni e sconfitta più dura da digerire?
“Sicuramente quella degli Australian Open, ma io dimentico in fretta sia le vittorie che le sconfitte. Una bella vittoria è stata quella a Traralgon primo turno contro la testa di serie n. 3 Bartone.”

Giochi spesso il doppio e con buoni risultati con Lisa Pigato, avete in programma di far coppia fissa? Sai in FedCup c’è bisogno di ricambio
“Io e Lisa ci troviamo benissimo in campo e anche fuori dal campo. In doppio ci compensiamo molto e ci capiamo al volo, ci scambiamo un’occhiata, un sorriso, e il doppio ci piace giocarlo; a tutte due piace anche il gioco a rete, e poi siamo unite. Ci divertiamo insieme. Sì stiamo cercando di fare coppia fissa, così ci conosciamo sempre meglio e così speriamo di raggiungere ottimi risultati. Abbiamo fatto anche dei buoni risultati nei tornei pro insieme.La FedCup penso sia l’obiettivo di tutte due, ma abbiamo tempo.”


Attualmente hai effettuato un cambio di racchetta passando da Head a Wilson, cambio dettato dalle esigenze di gioco o fisiche?
“Prima ancora di avere Head, già giocavo già con Wilson, Quest’anno ho sentito la necessità di provare un’altra racchetta, cercavo qualcosa che mi facesse dire: ecco questa è la mia racchetta, e con Wilson ho sentito subito un feeling particolare e perciò, nonostante con Head mi sia trovata benissimo, ho deciso di cambiare. Cambio attrezzo e cambio corde.”

Di recente sei stata intervistata negli studi di Sky, e alla domanda:”Quando vedremo il tuo nome in una vittoria Slam?” hai risposto che magari tra 1-2 anni si potrebbe pensare di entrare nel main draw e poi chissà..quando pensi o speri di poter entrare nei tornei principali del circuito?
“L’intervista a SKY è stata davvero emozionante, andare in diretta mi metteva un po’ di ansia, poi invece mi sono trovata benissimo, seduta in un salotto a parlare del mio tennis, delle mie esperienze a anche dei giocatori professionisti. Davanti a me ho l’esempio di Elisabetta Cocciaretto che anche lei un passo alla volta ha raggiunto una classifica e dei tornei di alto livello, e lei ha un anno più di me. Anche io ho un obiettivo che mi piace tenere per me, ti dico solo che sto lavorando molto e lo farò sempre di più per poter avvicinarmi a quei tipi di tabelloni,
ma mi accontenterei per ora delle qualificazioni…”

Lo scorso anno Federer ha chiesto di poter aver una foto con te!… Raccontaci com’è andata.
“Eh sì mi ha rincorso per tutto il giorno alla fine ho dovuto cedere (ride). In verità io e Gully, fratello di Flavio Cobolli, lo abbiamo seguito e ci siamo “presentati” e abbiamo toccato con mano il “RE” che ci ha concesso di fare una foto con lui. Ti confesso che è stato emozionante, è stiloso anche fuori dal campo e molto gentile e accogliente.”

Hai già girato tutti e quattro gli Slam, raccontaci un po’ quale ti piace di più, perché e ovviamente quale meno.
“Gli Slam sono tutti bellissimi, Australia è più dispersivo, tutto molto grande, quasi troppo, anche se vivi in una realtà davvero meravigliosa.
Wimbledon il regno del tennis, emozionante. Roland Garros, tutto più accessibile, stai molto più vicino ai giocatori, vedi tanti più
match, ed è una grandezza giusta. Ma gli slam tutti sono fantastici, non si respira in nessun altro torneo quel clima di professionalità.”

Sul campo si vede che hai tanta grinta, è lo stesso anche negli allenamenti? Nel senso ti capita spesso di scontrarti con coach Bertoldero per qualche visione opposta  sul gioco?

“Beh, certo, ma sono sempre discussioni positive. Lui è molto pignolo e cura tutti i particolari a cui da molta importanza e magari io su quello discuto, sulle sfumature.Però non è spesso, succede ogni tanto, ma credo sia normale. Poi noi abbiamo un rapporto diverso non solo coach/atleta, è il mio “papà” acquisito, perciò magari risulta più facile scontrarsi (ride).”

Tua madre ti segue spesso nei tornei o resta a casa? Alcuni genitori ad esempio faticano a seguire i figli per il coinvolgimento emotivo o perché non vogliono esser di troppo, tua mamma come si comporta?
“Mia madre mi segue rarissimamente. E’ venuta a Parigi perché così ha fatto un giro, o se faccio tornei vicini altrimenti non viene, ma non per stress ma perché non ne sente la necessità e nemmeno io. Quando c’è mi fa piacere ma se non c’è non  succede nulla. Quando ero più piccola magari era ansiosa, ora non più, segue i miei match se c’è live score altrimenti quando finisco la avvisiamo del risultato. Quando sono a casa viene a vedere qualche allenamento così stiamo anche un po’ insieme visto che a casa ci stiamo poco.”

Parlavamo di Elisabetta che ha già esordito in Fed Cup, stai lavorando anche per entrare nel giro nazionale visto che c’è bisogno di nuove leve?
“Sì mi piacerebbe tantissimo è uno degli obiettivi, L’Italia l’ho già rappresentata varie volte da junior, ma credo che la FedCup sia una cosa davvero unica e ci voglio arrivare.”

Lo scorso anno ci dicevi che Madison Keys ti piaceva come giocatrice, ora si è un po’ persa, delle nuove ragazze in testa al Wta chi ti piace o impressiona come gioco?
“Ruberei lo slice alla Barty sicuramente.  Come giocatrice mi piace Halep e come stile mi piace Polona Hercog, ha personalità.”

Ai tempi dell’intervista sarebbe dovuta iniziare la stagione su terra: lasciamo comunque la domanda nonostante non si possa giocare.

Ora inizia la stagione su terra, superficie dove hai detto di trovarti molto bene, prossimo anno in campo a Roma?
“Prossimo anno intendi 2021? Beh, spero proprio di si.”

Quando sei partita per la spedizione pre slam, eri con altri giovani del giro italiano, siete un bel gruppo, come è viaggiare tutti assieme? È un po’ come esser in gita scolastica?
“E’ bello viaggiare in gruppo ma alla fine lavoriamo sempre individualmente. Quasi tutti noi avevamo il nostro allenatore. Insieme condividiamo poco, abbiamo tutti orari diversi. Gita scolastica non direi assolutamente, perché siamo stati sempre occupati. Chi è uscito subito dal torneo si doveva alleare, chi era nel torneo faceva la propria routine di atletica e allenamenti individuali. E’ bello condividere il viaggio, perché nel caso dell’Australia è stato lungo e così te la passi meglio  che non viaggiare soli. Nel gruppo dell’Australia ci conoscevamo tutti ed era un gruppo già rodato, a parte alcuni che era magari la prima volta, siamo stati tutti bene, ma è magari inevitabile che stai poi di più con chi ti trovi meglio, nel mio caso sono stata di più con Lisa, condividevamo camera, allenamenti e doppio, inoltre ci troviamo bene come persone/amiche.”

Sei un tipo superstizioso?
“Sì, ho un elastico sul braccio che è il mio portafortuna da anni, una volta l’ho perso in Sardegna ed ero davvero disperata, l’ho cercato per ore e l’ho poi trovato per fortuna.”

Hai un qualche rito pre-match che ti aiuta a trovare la calma?
“Mi piace isolarmi e ascoltare qualche minuto di musica ma prima faccio bene la mia routine di riscaldamento.”

Al momento siamo tutti cristallizzati a causa dell’emergenza mondiale, com’è la situazione da voi?

“Da noi la situazione è abbastanza sotto controllo, abbiamo il governatore Zaia che sta facendo di tutto e di più per la nostra regione. Sono veneta acquisita, e in questa situazione sono doppiamente orgogliosa di esserlo.”

Come passi le giornate? Riesci comunque ad allenarti?

“Mi sono allenata a porte chiuse fino a quando ci è stato concesso visto che al momento non ci si può più allenare. Passo le giornate tra Netflix, libri, studio, qualche gioco in famiglia e grandi videochiamate con amici e amiche tenniste.”

Tua madre e tua sorella che non ti hanno così tanto tempo in casa, sono già impazzite?

“La situazione in casa è molto serena, siamo tutti insieme cosa che capita raramente, ma abbiamo la fortuna di avere una casa grande e spazi per tutti anche quando vogliamo star soli possiamo farlo.”

Ultima domanda, la scorsa estate prima di Wimbledon ci siamo incontrati a Gaibledon, consiglio a tutti di cercare su Google e vedere la bellissima realtà di questo circolo, quei 15 minuti di palleggio assieme quanto hanno influito sui tuoi miglioramenti?
“Beh l’allenamento a Gaiba è stato determinante, anzi direi ILLUMINANTE. Ahahah, si deve ripetere.”

Un grazie a Melania per la disponibilità concessa sperando che la si possa rivedere il prima possibile su un campo da tennis.

Le foto dell’articolo sono di Ray Giubilo.

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