Roger Federer e l’invidia dei soprannomi altrui

Roger Federer e l’invidia dei soprannomi altrui

Il campione svizzero dopo la vittoria su Kyle Edmund ironizza sui suoi soprannomi, invidiando quelli di Pete Sampras e Rod Laver

di Alex Bisi, @AlexBillyBisi

Dopo la vittoria su Kyle Edmund, Roger Federer non ha parlato solo di tennis in conferenza stampa ma anche di soprannomi che lo riguardano.

“Sono molto contento per la vittoria di oggi, Edmund ha faticato a trovare il ritmo nel primo set, nel successivo ha giocato meglio, ma non è sempre facile adattarsi alle condizioni di gioco in tempi rapidi. Non era facile gestire la palla, io ci son riuscito meglio e ha pagato.”

Sugli spalti c’era Rod Laver e naturalmente è stato chiesto a Federer cosa rappresentasse la sua figura ancora oggi.

“Fa parte della storia del tennis, con tutto quello che ha vinto e rappresentato, mi fa sempre piacere quando so che è presente per vederci giocare. Nonostante abbia cambiato questo sport è una persona estremamente umile.”

Federer è, assieme a Ivo Karlovic, uno dei più anziani del circuito e ancora ci si stupisce come faccia a trovare le motivazioni per continuare.

“Penso che il tennis ti dia una piattaforma dove puoi conoscere molte persone e viaggiare tanto, credo che i giovani siano attratti anche da questo aspetto, ed è un bene per il movimento. Per rimanere così tanto nel circuito devi dedicare tanto tempo alla cura del corpo, dallo stretching all’alimentazione, facendole già da giovane prolungano la tua carriera. Appena arrivai nel circuito alcuni guardavano in modo strano chi usava l’elastico per i muscoli, oggi lo usano tutti.”

Il campione di Basilea chiude  l’intervista parlando di GOAT e soprannomi.

“Il discorso GOAT è sempre difficile da affrontare, non penso che Ken Roswell pensasse a quanti titoli dovesse vincere per esser considerato il migliore, è sempre un dibattito divertente ma è difficile far un paragone. Per quanto mi riguarda invidio Sampras e Laver per i loro soprannomi, “Rocket” e “Pistol” sono bellissimi, io non ne ho uno per cui devo lavorare ancora parecchio.”

Naturalmente sui social i suoi tifosi gli hanno fatto notare i classici King, Goat e Maestro, probabilmente Federer si riferiva al fatto che non ne ha uno distintivo che sia unico.

 

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  1. Simone Pisanu - 5 mesi fa

    Anche Dio non si chiama sempre nello stesso modo …

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  2. Cristiana Pagliari - 5 mesi fa

    The King!

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  3. Fabio Loreti - 5 mesi fa

    Dono di Dio…eccolo il soprannome

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  4. Alessandro Pacchi - 5 mesi fa

    Te lo do’ io il soprannome the king

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