Un sogno chiamato Gaibledon

C’è una piccola ma favolosa realtà, in continuo sviluppo nella provincia di Rovigo. Un tennis club dove ci si può sentire quasi a Wimbledon

di Alex Bisi, @AlexBillyBisi

Gaiba è un piccolo paese del Veneto, in provincia di Rovigo, poco meno di 1000 anime, e se non siete della zona tra Ferrara-Rovigo e limitrofi difficilmente ne avrete sentito parlare.

Questa comunità però ha un gruppo di giovani appassionati di tennis che sta inseguendo un sogno, cioè portare il loro circolo verso vette molto più elevate di quello che la sua collocazione potrebbe far pensare.

Ne avevo sentito parlare un paio di anni fa, lo scorso luglio ho avuto il piacere di visitarlo quando ho incontrato Melania Delai che faceva la sua preparazione per Wimbledon e sono stato colpito dai ragazzi che animano la struttura; me ne ero andato con l’accordo che ci saremmo incontrati in questo periodo per un’intervista, visto il momento ho raggiunto telefonicamente il presidente Elia Arbustini che ci racconta cos’è Gaibledon.

Per chi non vi conoscesse cos’è Gaibledon?Anche se dal nome qualcosa si dovrebbe evincere…Quando nasce l’idea e come?
“Gaibledon è un progetto che nasce nel 2012, club rifondato in quell’anno grazie all’allora presidente Nicola Zanca (attuale sindaco del paese) che assieme ai ragazzi e i soci del Tennis Club Gaiba ha riportato il tennis in questa comunità facendo riappassionare tante persone a questo sport. Sono ritornati i corsi che mancavano da tanti anni, tanto che erano sovraffollati così quasi per scherzo, un maestro di tennis e alcuni bambini hanno deciso di portare una rete mobile sul campo da calcio che era inutilizzato per potergli permettere di giocare. Il campo di terra rossa pieno di ragazzi ci ha portato quasi per caso a far nascere Gaibledon, il cui nome nasce dalla fusione dal nome del nostro comune Gaiba e ovviamente Wimbledon, un’appellativo simpatico e facilmente riconducibile alla nostra peculiarità.”
Quanti iscritti conta il circolo?Che attività agonistica fate?
“Siamo circa 50 soci, campionato UISP a squadre il campionato D4 della FIT e siamo l’unico campo che gioca il campionato su erba, un grande vanto e sopratutto un’arma letale per noi.”
Il fulcro della vostra attività quanto dura?Parte a finisce a..
“Solitamente la stagione erbivora apre a fine maggio e si protrae fino a fine luglio, attualmente speriamo di riuscire ad aprire non appena ne avremo la possibilità e prolungare l’attività anche nel mese di agosto viste le attuali incognite. Avevamo già in progetto di allungare la stagione dei campi in erba per quello che riguardava il 2020 per dar possibilità a tutte le richieste che ci arrivano per poter accedere ai campi, inoltre è un bene per il nostro circolo essere il più attivo possibile per riuscire ad avere una stagione ricca di attività e dinamica .”
La vostra particolarità è il campo in erba, avete anche altre superfici?
“Abbiamo un campo in terra oltre ai 4 in erba, uno polivalente in cemento che viene utilizzato anche per la preparazione atletica.”
Durante l’inverno la vita del circolo com’è? Coprite qualche campo?
“Durante l’inverno non copriamo nessun campo, il circolo si ferma, da qui l’esigenza di far durare di più l’attività. Stiamo valutando una riqualificazione del campo in terra e in cemento,magari portandolo ad un sintetico polivalente per poter aver la possibilità di coprirlo durante la stagione invernale.”
Tu sei un presidente giovanissimo per gli standard di un circolo ed ho potuto notare quando son stato da voi che siete tutti molto giovani, un plus importante in termini di energia e idee, come vi gestite?Siete tutti volontari?
“Sì siamo tutti volontari, tutti ragazzi under 30, una bella fortuna per noi. Poi ovviamente ci sono soci con più esperienza che ci aiutano e ci consigliano.Dico sempre che siamo un club “anomalo”, intendo diverso dagli standard di un circolo tennistico a cui si è abituati, esser un gruppo così giovane ci ha portato a spingerci verso questa idea che tanti avevano etichettato come pazzia. la nostra dinamicità però non ci distoglie dal fatto che intendiamo guidare il Gaibledon con razionalità, con i piedi per terra, sapendo gestire con equilibrio e investendo al momento giusto, con un occhio al futuro per poter continuare a crescere e perché no esser in anticipo sui tempi.”
Se parliamo di agonismo, quest’anno la tappa più importante sarebbe stato il vostro primo torneo a livello ITF, purtroppo è tutto rimandato, ma come siete riusciti a raggiungere questo importante traguardo? 
“Si, grazie all’aiuto della Federezione che ci ha pienamente appoggiato un questo progetto già confermato per il 2021, primo torneo in Italia su erba naturale e il direttore del torneo sarà Fabio Morra,  già direttore del torneo di Este e del Futures di Padova.Il supervisor della federazione internazionale aveva già effettuato il sopralluogo, al momento è tutto congelato per giugno 2021, ad agosto/settembre ripartiremo con i dialoghi per decidere una data del torneo.”
In questi anni di attività quali altre manifestazioni sportive avete organizzato?
“In questi anni abbiamo organizzato quattro tornei Open femminili, che ci hanno dato grandi soddisfazioni per numero di iscritti anche dall’estero. Questi tornei ci hanno permesso di instaurare ottimi rapporti con le giocatrici, allenatori che venendo a Gaiba ci hanno consentito di crescere professionalmente e umanamente. Organizziamo anche i tornei Rodeo maschili e abbiamo partecipazioni da tutta Italia (Napoli,Roma,Torino) e ci fa molto piacere veder come si immergano nella nostra dimensione familiare, fatta di momenti conviviali e ospitalità.”
Diversi giocatori vengono a prepararsi qua per la stagione su erba, è passato Viktor Galovic, Melania Delai è presenza fissa, son passate altre giocatrici a livello ITF. Visto che Gaiba non è New York, come gestite l’ospitalità degli atleti?
“Ci appoggiamo a strutture che offrono diversi confort immerse nella natura, come “Il Bonello”, “La Villa Fiaschi Ottoboni”, “Hotel Unaway” dove gli atleti vengono accolti come a casa. Noi dal canto nostro cerchiamo di organizzare qualche gita di svago come la gita in barca sul fiume Po, la passeggiata a cavallo, oppure la pasta fresca fatta con le signore del paese. Queste attività collaterali  fanno sì che si innamorino di Gaiba e ci scrivano per dirci che non vedono l’ora di tornare.”
Torniamo al lato pratico,gestire campi in erba non è affatto semplice, visto poi clima della zona, curate sempre voi ragazzi il manto erboso o avete giardinieri esterni?
“Qua potrei dirtelo ma poi dovrei ucciderti (ride). Scherzi a parte la cura del campo è nostra e io gestisco la manutenzione ordinaria dei campi, nel corso degli anni abbiamo fatto esperienza sbagliando a volte, ascoltando consigli siamo cresciuti. Ora siamo seguiti da un agronomo, Matteo Siviero, che vorrei ringraziare e che ci consiglia e assieme a lui ogni anno facciamo un planning per far si che durante il periodo di inutilizzo il campo non perda le sue qualità e sia pronto al massimo quando tornerà ad esser utilizzato. Il trucco è la manutenzione continua, tante ore e tutti i giorni, la superficie è viva e si modifica costantemente per cui ha bisogno di tante tante attenzioni. Devo davvero ringraziare tutto lo staff, da chi taglia l’erba, ai ragazzi che  rifanno le linee, montano e smontano i campi per cui si fanno davvero un mazzo tanto come si dice.”
In termini di gestione economica, sarà anche più dispendioso gestirli, avete sponsor che vi aiutano? 
“La gestione dei campi è abbastanza dispendiosa nonostante siamo partiti da una buona base in quanto il campo da calcio aveva già un impianto di irrigazione centralizzato, i costi però sono maggiori rispetto ad esempio ad una terra battuta. Abbiamo sempre avuto un aiuto dalla regione, voglio ringraziare l’assessore allo sport Cristiano Corazzari, che ci supporta e ogni anno ci permettono di migliorare e migliorarci. Il comune ci ha sempre dato la possibilità di portare avanti il nostro sogno, in una zona dove il calcio ha sempre avuto un ruolo dominante, ci permette di far tennis in questo modo. Tante aziende del territorio ci aiutano, tra Rovigo, Ferrara  e anche Modena dove la ditta “Casoni” (storica nella produzione dei distillati vi aggiungo io) ci supportaIl nostro main sponsor è “Playgorund” di Felice Bruno,azienda che si occupa di coperture e realizzazione di campi da tennis,che ci ha sempre permesso di organizzare gli Open Femminili sposando dall’inizio la nostra causa, a lui dobbiamo davvero tanto. Dallo scorso anno abbiamo una bella collaborazione con Mizuno che sarà il nostro sponsor tecnico per il torneo ITF del prossimo anno.”
Diamo ora qualche informazione per i comuni mortali come me, se un giocatore volesse prenotare un campo come fa? Che prezzi avete?
“Per prenotare si deve esser soci, abbiamo studiatoun modo semplice per poter iscrivere i fruitori come soci frequentatori, ma la soluzione sarà economica. La tariffa sarà di 40 euro all’ora al momento si può prenotare tramite mail o telefonicamente, a breve potrete trovare tutte le info online con un calendario dove sarà visibile la disponibilità. Sarà inoltre possibile prenotare per più giorni e per gruppi di persone”
Avete molta richiesta durante la stagione? Vengono anche da lontano per giocare vero?
“Si abbiamo richieste da tutta Italia e come già detto prima abbiamo un grande numero di affluenze.”
Siamo quasi alla fine, momento chiacchiere da bar, secondo te ci sono possibilità di veder tennis a livello pro in questa stagione?
“In questa stagione dubito, vista la situazione attuale. Nel nostro piccolo l’obbiettivo è riaprire per poter almeno avere l’attività di circolo.”
Che progetti avete per il futuro?
“Il primo ovviamente è il torneo ITF, il secondo è riuscire ad ammodernare il circolo per diventare un centro di riferimento nel panorama tennistico del nord Italia, non dobbiamo smettere di migliorare sfruttando l’entusiasmo che non ci manca. Siamo partiti dal nulla e abbiamo ottenuto soddisfazioni enormi, la nostra maggior attenzione è e sarà sempre rivolta agli appassionati, per poter dar loro la possibilità di godere dei nostri campi, perché una volta provati ci vuoi tornare.”
Per quanto mi riguarda confermo quanto detto, una volta provata non vedi l’ora di riprovare.
Un grandissimo grazie ad Elia per il tempo dedicatomi, invito tutti a visitare i contatti di Gaibledon e quando si potrà nuovamente giocare a tennis di andare a trovare questi ragazzi, troverete davvero un gruppo che vi sorprenderà e vi accoglierà come se foste da sempre loro amici.
Al momento potete visitare il loro sito internet, oppure i loro contatti social di Instagram e Facebook.
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