Un momento d’oro: due titoli e una fiducia ritrovata
Jacopo Berrettini sta vivendo la fase più brillante della sua carriera. Dopo anni segnati da infortuni e incertezze, il tennista romano ha conquistato due titoli consecutivi nei tornei Challenger di Cervia e Cordoba, vincendo 16 delle ultime 18 partite. Un risultato mai raggiunto prima che gli permetterà, nel prossimo aggiornamento del ranking ATP, di superare il suo miglior piazzamento di sempre, salendo oltre la posizione numero 305.
Eppure, nonostante i numeri siano dalla sua parte, Jacopo mantiene un atteggiamento cauto e determinato: “Devo ancora macinare”, ha dichiarato con umiltà al termine del match che lo ha visto avanzare all’ASPRIA Tennis Cup dopo il ritiro del tedesco Henri Squire.
La rinascita parte da Foligno
Il vero punto di svolta per Berrettini è arrivato nel 2023, quando ha deciso di allontanarsi da Roma per allenarsi alla Tennis Training School di Foligno, diretta da Fabio Gorietti. Un ambiente che lui stesso definisce “sano” e che ha rappresentato un cambiamento radicale, non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto umano. “La struttura è bella, ma la loro forza è l’umanità. Si respira tennis in modo pulito”, racconta.
Grazie al lavoro con tecnici come Riccardo Maiga prima e Marco Miceli ora, Jacopo ha ritrovato equilibrio e motivazione. Dopo un periodo in cui il tennis era passato in secondo piano, oggi parla con lucidità del proprio percorso, riconoscendo quanto sia stato difficile: “La sensazione più brutta? Non sentirmi all’altezza perché il fisico non me lo permetteva. Mi toglieva energie e fiducia”. Ora, però, la determinazione è tornata: “Mi sto riprendendo quello che mi è mancato. Credo di meritarmelo”.
Un tennis più completo e una visione matura
Oltre ai risultati, a colpire è l’approccio sempre più consapevole con cui Berrettini affronta il suo sport. Sta lavorando per arricchire il proprio tennis: potenziare il servizio, aggiungere variazioni, andare più spesso a rete. “Ho risolto alcune lacune nel gioco da fondo, adesso posso fare di più anche in altri settori”, spiega.
Centrale, in questa nuova fase, è anche la gestione delle superfici. Fino a oggi ha giocato circa il 65% delle sue partite sulla terra rossa, superficie che sente “casa”, ma è consapevole che per crescere sarà necessario investire anche sul cemento: “Non sono più un 18enne bisognoso di esperienza, ora è il momento di raccogliere”.
Realismo e ambizione: il tennis visto da chi conosce entrambi i lati
Berrettini conosce bene le differenze tra i vari livelli del tennis professionistico. Ha vissuto i grandi tornei ma anche i tornei minori, dove l’organizzazione è spesso improvvisata. Riferendosi all’intervista di Taro Daniel sul tema dei privilegi riservati ai top player, ha espresso un’opinione equilibrata: “Ognuno ha quello che si merita. I più forti hanno più risorse, ed è giusto così. Ma io vivo tutto questo come uno stimolo. Non ci sono ancora, ma ci voglio arrivare”.
Il rispetto per chi lavora e la gentilezza verso gli altri sono valori che Jacopo considera imprescindibili. “Quando mi dicono bravo non solo per il tennis, ma per come mi comporto, per me vale doppio”, sottolinea con orgoglio.
Una generazione in rampa di lancio: il caso Vasamì
Intanto, il futuro del tennis italiano sembra promettente anche grazie a giovani come Jacopo Vasamì. Il romano classe 2007 ha vinto il derby del futuro contro lo spagnolo Andres Santamarta Roig, altro talento precoce del circuito junior. Con un servizio che già tocca i 220 km/h e un dritto lungolinea esplosivo, Vasamì si è imposto con autorità (6-3 7-5), lasciando intravedere tutto il suo potenziale in vista degli ottavi.
Verso un nuovo capitolo
Jacopo Berrettini ha trovato la sua strada, e sembra pronto a percorrerla con determinazione e maturità. I risultati recenti sono solo l’inizio: la vera forza del “nuovo Jacopo” sta nella consapevolezza dei propri mezzi, nella serenità ritrovata e nella capacità di affrontare ogni sfida con rispetto, passione e una profonda umanità. In un mondo sportivo spesso schiacciato da pressioni e aspettative, Berrettini rappresenta un esempio di rinascita autentica. E il meglio, forse, deve ancora arrivare.


